Fare l'amore con te
non puoi capire,
è un pò come sognare
e un pò morire.
Trascende
l’amplesso dei sensi
la mente rapita
e vaga leggiadra e smarrita
su ali di vento.
Due cuori
un solo respiro
un brivido intenso,
la voglia di puro piacere
tra gioia e tormento.
Gli occhi accecati dal buio
i sensi in fermento
le labbra bramose di baci
due bocche voraci.
Fare l’amore con te,
non puoi capire,
basta una volta
e poi . . .
puoi anche morire.
ma fa gola.
Scioglievoli certezze,
coperte da spilli acuminati.
Contorni sciolti al sole,
son frivoli respiri.
Severi sogni appesi o
zuccherosi abbracci
più o meno importanti.
Facce girate,
orecchie coperte
il dramma non interessa.
Un tuffo nell'idiozia,
scintillanti luci,
piedistalli brillanti
che non si sporcano mai.
Intanto il fiume
sempre più grande
travolge aspirazioni
ed opportunità sudate.
Non è un problema,
il fiume è lontano
oppure non esiste
non si può perdere
tempo ad essere triste.
Volano nel vento
discorsi da mille lame,
che infieriscono perpetue
su ferite sanguinanti.
Collera e rabbia
han preso dimora
in pensieri assillanti
e mai barcollanti.
Impietosito il cielo,
piange su noi che
un tempo eravamo...
che ora non siamo più.
di uomini comandati a
spararsi tra loro era gelida,
non si scioglieva fino
al disgelo.
Questa di oggi sembra
zucchero filato,
si disintegra come niente.
Solo tra monti dove vivono
impavide le aquile,
la neve diventa consistente,
si tramuta a volte in ghiaccio,
a ricordare eventi tragici,
di guerra o attentati.
Nemmeno uno porta a un "dove"
O ad un "chi"
Solo al "nessuno" e al "me stesso".
Non ci sono che vicoli ciechi...
Come rabdomante vado
In cerca di qualcosa che mi faccia
Restare sui piedi
Ma trovo solo scale che me li rompono.
Alla fine della rampa una voragine
Da cui non si può tornare indietro...
Questo è l'incubo della solitudine.
e un vuoto della pioggia alle radici
tornano le nuvole
come questo nostro tempo
impigliato nel cielo .
Con l'intreccio del sole al risveglio
e una stella accesa all'imbrunire .
Una primula carezza di un sonno lieve
e quel dividersi lo sguardo.
Cela la memoria la stagione dalle ore confuse
le briciole dimenticate
hanno il tepore di un bacio
e quel canto d'amore
stretto al mio fianco
è diventato mare .
… e poi sei arrivata tu
che hai riempito i miei occhi con la tua bellezza
che hai dato un motivo alle mie mani di esistere
prima di toccarti credevo servissero anche ad altro.
E poi sei arrivata tu
che con i tuoi passi tracci il cammino nel mondo
semplicemente
impronta dopo impronta
così che io possa seguirti
mentre strappi dal mio petto sorrisi
senza volerlo, senza che ce se ne accorga.
E poi sei arrivata tu e per la prima volta mi sono domandato
quanti battiti del cuore abbiamo a disposizione?
Sarebbe bello se potesse fare -lui, il cuore-
andata e ritorno
come quando si carica manualmente un orologio
all’andata si riempie la vita di giorni
e al ritorno si riempiono di vita i giorni.
E poi sei arrivata tu…!
Ora fammi tua...
e lasciami tremare
in ogni tuo respiro.
Lascia che io muoia
nel intenso sapore di un bacio
che percuote l'intimo...
provocando ansimanti
sensazioni indelebili.
Toccami... toccami dove
nessuno ha mai toccato,
dove nulla sa di timore.
Suadente, invitante
il tuo sudore.
Ammaliante veleno
il mio desiderio di te.
si spezzan nell'aria
M'intingo in un mare
di nero di china
Ascolto fragori
di scatole vuote
seduto su sassi
corrotti dal muschio
Mi perdo in un bosco
tra foglie ammucchiate
sudate e seccate
che virano al ruggine
Sciorino i pensieri
su fili ideali
raccolti in rosari
sgranati nel tempo
Rumori felpati
concludono il giorno
e nel buio che incede
raccolgo i miei cocci
richiudo il mio guscio
ed aspetto il domani
Se abbandonassimo l’idea di credere
che il diavolo sta nella breve pausa
di una virgola, le idee smetterebbero
forse di indugiare negli interrogativi.
I pensieri in sosta, o solo nell’intervallo
di un’esclamazione entrerebbero, forse
anche se titubanti, tra le caporali…
sognando un punto fermo dove riposare.
Di star lì fino a che lui muore?
Sol perché il testamento te lo impone?
Di star ferma rossa come un lampone?
Di unirti alla congrega delle suore?
Per non farti più rubar il cuore?
E da lampone passi alle more?
E scordar l'amato per esser migliore?
Ma diventi coniglio più che leone?
E i santini non si pregano dalle icone?
Non riesci a scusarti col Signore?
E vorresti esser sostituita da un clone?
Pensi perciò che questo mondo sia dolore?
Con furore?
E nemmeno la più dolce canzone?
Ti potrà mettere in discussione, ciò che pensi sia amore?
dentro i miei occhi
sul mio volto.
Parole viaggiano
raggiungono
sogni morti all'alba
di un giorno qualunque
dove la malinconia
magari riconquista la felicità.
L'ombra della paura
di perderti frena il coraggio.
Scopri il conforto
di chi ti sta accanto,
di chi ti fa sentire viva
anche solo con un abbraccio.
Ritrovi la grinta senza sofferenza.
L'unione del cuore risplende
prosegue consapevole
che gli ostacoli si possono superare.
Ribelle all'acidità del tempo
in cui dovrò specchiarmi ancora,
continuo imperterrito a sognare
e non per questo chiamatemi vigliacco.
Chiamatemi vigliacco quelle volte
che mi vedrete impallidito e muto
senza la forza di reagire un po’
alla richiesta che d’affetto preme.
Continuo a sognare
scordando performance dell’oggi
mentre i respiri vorrei sentire
nascosti nel cuore della baldoria.
Non si può dire, che avesse
conoscenze.
Forse erano passaggi
labirinti muti dove riflettere un buongiorno
una coincidenza di vedute.
Più volte sentirsi pronunciare il nome
dall’anonimato di ombre discorsive.
Scherzare pure, solo per scherzo
avendo malinconia da tagliare con una lama.
L’hanno visto su una bicicletta
andare incontro all’autunno
con la barba più chiara e lunga di sempre.
Forse il vecchio e il cielo erano in sintonia
esclusiva, nel clima inquieto delle chiese vuote.
E laggiù in fondo - in apparenza fondo
c’è da sempre un arenile di perle;
hanno detto
si è finalmente disteso
dove i fuochi dei pianeti, ricominciano.
ce l'han quasi sempre in mano,
mentre quelli di Torino
ce l'han tutti piccolino.
Ci son anche i Bergamaschi che
le palle han come fiaschi;
vengon dopo i Genovesi
che lo usan sol tre mesi
mentre quelli di Livorno
voglion metterlo nel forno.
Carraresi e Fiorentini
non ce l'hanno proprio mini
Milanesi e Mantovani
poi si lavano le mani.
Quelli poi di Castrocaro
ce l'han tutti molto amaro
Sia a Pisa che ad Arezzo non
s'intendono sul prezzo
ma a Venezia e Mondovì
se lo menan tutto il di'
Ahi ahi ahi, comunque sia
qui la vita è un poco agra
...quasi corro in farmacia
e mi compro un po' di Viagra










