Nuvole
sul fare della sera,
si stagliano,
sopra l’aere,
ammassi
cumuli
abnormi
di nubi
arcigne e minacciose,
bluastre e livide,
il cielo si fa oscuro;
il temporale s’appresta,
poi col buio,
dei boati clamorosi,
dei botti,
scoppi improvvisi;tuoni,
inizia a cadere copiosa
la pioggia,
temporale notturno,
e la terra sembra tornata giovane,
e primordiale.
Ho i guanti senza le dita
e i calzoni con un buco
di troppo proprio sulla vita,
e della donna che non fermai
nei suoi silenzi, l’anima cinta
da tutto quel che non saprà mai.
Porto negli occhi un bagliore,
e una maglia di lana
con un altro strappo sul cuore.
Condividevo il labbro con la mosca
e un posto nella sua mente, una delle
cose più intime, private che conosca.
copre e abbraccia l'intera città
infreddolita dal vento di Novembre,
io che sono un umile poeta
questa notte penso a voi:
cari amici di sempre e amici perduti,
ragazze belle di amori traditi,
compagni di un lungo viaggio
tra le fila dei banchi di scuola...
Attimi di vita passati
che colmano di nostalgia,
ma le parole danzanti
che scalfisco sul foglio
mi imbottiscono l'animo di gioia
e ancora caldi raggi di sole
splendono vivamente dentro me.
Vorrei trovarti... cavalcherò come un’amazzone le ali della mia libertà e guarderò nei posti più nascosti della terra... mi farà compagnia il mio coraggio e la mia speranza è quando ti troverò i miei occhi saranno come la rugiada ed il mio cuore come un ceppo che arde all’infinito.
Ma i lucchetti sui ponti vengono spezzati
Chissà da chi...
Ma le porte del bus si aprono sempre
Ma il mondo continua a girare
Chissà perché...
Ma le stelle si devono spegnere
Ma le falene resteranno fulminate
Chissà come mai...
Ma le foglie cadono in autunno
Ma i pesci rossi non vivono per sempre
Chissà...
Ma se i buchi dei proiettili scomparissero
Ma se le luci si accendessero da sole
Sotto la Luna...
Ma se le nuvole vivessero in eterno
Ma se il buio non esistesse
Solo la Luna...
O Luna, tu dea lucente, dimmi perché
Tu sei ancora lì, ma ciò a cui tengo no
Dimmi perché le cose svaniscono
In sogni ad occhi aperti nell'oscurità
E tu no...
O Luna, illuminami, o uccidimi
Perché non c'è altra via per non soffrire
Dimmi perché davanti a me appaiono muri
E la luce in fondo al tunnel è una lampadina rotta
E non tu...
pieni di
verdi speranze.
Vorrei tanti domani
privi di sterili "mai"
e zeppi di fervidi "sempre."
Vorrei una vita piena di vita:
colma di alberi e con
tanti bocciuoli sui rami.
Vorrei...
che il vento mi
trasportasse lontano...
e...mi spingesse su
e sempre più in alto...
fino a farmi volare.
Vorrei diventare
leggera brezza...
per asciugare le lacrime
dai volti tristi.
Vorrei, vorrei, vorrei...
quanto vorrei che mille
api pullulanti
di polline...
spargessero per sempre vita...
fra gli alberi e nei prati!
Quanto vorrei fare
una scorpacciata
di erba "voglio":
quell'erba verde
che cresce solo
nei giardini
delle regine e dei re!
Quanto vorrei
riempire di rosee
realtà i sogni, gli occhi,
il cuore...e le mani...
di chi non chiede,
di chi non spera,
di chi non crede più...
nel domani!
lasciando in sospeso
mani impazzite
e respiri vaganti
nel vuoto di me.
di un mancato abbraccio.
Si perse la tua ragione,
insieme ad essa
il mio mondo crollò.
lasciando il paradiso.
Terrore e follia,
furono la tua condanna.
Agonie e supplizi
divennero la mia sorte.
Continuerò a scrivere
finchè leggère si apriranno
le ali della capinera
sul foglio bianco della
prima neve nel giardino.
Anche se da qualche mese
canta l’opere la mestizia.
Nel mio piccolo teatro
ha smesso di farmi visita
nitida e chiara la cinciallegra.
Com'è chiassoso il mare
ora che l’anima tace.
E il cielo tanto alto, freddo
freddo e straniero;
non accende le luci,
quelle calde della sera.
Da questo piccolo spazio
osservo e taccio.
Abusivi, i miei occhi
si saziano di mare,
di sabbia e di gabbiani,
ma nulla è per me
né io sono per il mondo.
corsa ad ostacoli,
la ruota oscilla
nella voragine.
Allora prendo
l'autobus
non ve n'è traccia.
sarà partito?
bo' non lo vedo.
Faccio due passi
devo stare
attenta a non
inciampare
sui rifiuti,
poco raccolti,
figli anche
di maleducazione e
poco rispetto.
Vado a fare la spesa
c'è chi fa il vago e
salta la fila,
qualcuno ha
scanzato il
mio carrello.
Forse non è
giornata,
torno a letto.
c'è una mosca nel suffle'!
Oh, mi scusi, son sicuro
che è caduta giù dal muro!
Non sarà che anche dal cielo
è caduto giù sto' pelo?
Porti via, passiamo al primo;
pasta, ceci e pecorino.
Porca boia! Questa è strana
sembra proprio della lana!
Latte, caglio e salatura;
c'è perfin la tosatura!
Ma al secondo viene il bello
ordinando del nasello;
ciò vi sembrerà un po' strano
ma all'interno c'era un amo!
Ho sfidato infin la sorte
assaggiando due o tre torte;
c'eran chiodi, sassi e uncini !
Pure un ciuccio per bambini !
Sono stato calmo e placido
poi ho richiesto un poco d'acido
per smaltire sta' schifezza
e sparire con scioltezza.
Mi ha rincorso il cameriere:
qui c'è il conto da pagare!
Ti do un calcio nel sedere
poi sparisci e vai a c....are!









