E svuotiamo queste chiese
dall'apparenza
per riempirle solo di sostanza
di valori
che di testa, anima e coscienza
meglio governino la panza
a placare fame
provvedendo alle provviste
per le maggiori esigenze
e riscoprire il bisogno
di valori soppressi
e dei valori nascosti
ché lo stato di bisogno
di alcuno
è passo falso di Stato
il suo primo piede
che nella melma affonda.
Io vorrei...
vedere ancora ituoi occhi.
e sfiorarti delicatamente il cuore.
Io vorrei...
un dolce morire per un sussulto
di anime avvinghiate per l'eternità.
pensieri che vagano,
sorprendono, stupiscono.
Il bianco foglio ispira,
la mano va avanti da sè,
dipinge sogni.
La mente viaggia incredula,
colora la vita, chiara, accesa,
tenue, oscura,
come i miei stati d'animo,
sensazioni.
Ogni emozione, un colore diverso.
Sento la mia anima
innalzarsi come un aquilone,
sfiorando il cielo,
percepisco un senso
di benessere, di pace.
L'aquilone volteggia,
cattura il mio sguardo,
ogni movimento mi culla,
mi affascina, fra vento,
brezze leggere.
Libero di volare,
appeso ad un filo, ancorato,
sospeso, animato nel buio.
Guidato con destrezza,
momenti di evasione,
gestiti, vissuti,
goduti con pienezza.
Al posto dell'aquilone,
vedo una stella,
a risvegliare l'incanto
inaspettato,
regalato dalla vita,
dal suo percorso.
L'anima si allontana,
dalle difficoltà terrene.
Vola, vola più in alto,
a raggiungere le stelle!
Ai margini del tempo si consuma
il pregiato ricamo dei ricordi,
perfetto e colorato a tal punto
da farmi creder d’esser prediletto.
In verità il merito l’affido
ai silenzi di tenere aurore,
al ciao d’albe complici e lucenti,
ad un colore o forse mille del mio mare.
Alle porte della notte,
ti porterò,
e con te volerò,
e non ti lascerò più,
e sarò come mi vuoi;
noi due come sempre,
per sempre,
alle porte del mattino,
sarò con te,
e se piangerai,
ti conforterò,
se riderai,
riderò,
col mio amore grande,
per te,
col mio affetto;
e saremo sempre insieme,
sino alla fine del tempo.
Era un giorno o forse sera
che ti ho sentita nella mia vita .
Infinito il desiderio nelle notti
il cambio delle stagioni
la luce flebile alla finestra
i suoni e i suoi rumori .
Infinito quel crescere
quello sfarfallio
quegli occhi danzare il battito .
Quanto ti ho amata
e quanto ti amo figlia mia
ogni sillaba sugella poesia .
Piena del tuo ieri
vivo l'oggi come una fonte di fiume che affresca il mio tramonto
appoggio il viso ai vetri e guardo il mare confondersi con il cielo
cosi che anche io mi confondo
stringendo l’amore tra le mani
costellato ieri .
attaccato ad un flebo,
occhi socchiusi,
piccolo eroe é colui
che giorno per giorno
lotta contro il male:
male fisico,
mentale,la sofferenza
ad onde,
guardare il cielo
da una finestra,
il passerotto che cerca
briciole,
contare le ore in attesa
di visi cari....
L'amore gira malinconico stridendo
Sul piatto del grammofono ottocentesco
78 giri di testa supino sul sofà
Gli occhiali appannati dal cambio di calore
Mi rendono cieco d'amore
78 giri in macchina in poco più d'un mese
Per raggiungere il castello grigio
Per spostare vinili scritti e criptati
78 giri gira intorno al suo foro così come gira il mondo
Il vinile sotto il sofà dopo vari giri per la stanza
Mi sdraio cogli occhiali ancora addosso
A sentir insincere parole d'amore
Un unico grande difetto
la libertà coinvolge,
risulta troppo,
troppo pronta all'abuso
... è umanodipendente;
han ragione i sadomaso,
di metter tutti guinzaglio a mano:
sado ad aver da far di solo sodo
maso ad evitar di farsi male
e che dir dell'uguaglianza,
anch'essa di molto non si discosta
dall'aver il suo gran difetto
nell'umana ripartizione in classi,
ordine, stato, grado
ceti, caste, ceste
d'ambienti d'esse e d'esser abbietti
e le loro vie di mezzo.
Ma può esse' non ci si adatti?
Per via del poi ... del "beati quelli
che poi saranno i primi"
e tutti ... a voler esser ultimi!
Anche fratellanza è di famiglia
nel gran difetto:
troppo vicina, la parola,
ha sapore di parenti
e nessuno ... ama gli striscianti.
Ma i serpenti sì,
loro possono esser come fratelli
... liberamente uguali.
Il suono che non ho sentito
il colore che non visto
oh che melodia meravigliosa
che tinta stupenda.
Leggo quello che non ho scritto.
Belle le persone che non conoscerò mai.
Credo sia questo l'infinito.
L'angelo immaginato,
La pioggia mai caduta.
Quello che non ci siamo detti
l'altra sera.
Il posto che ho sognato
quanto era vero il suo odore.
Mia madre che non ha fatto a tempo
ad invecchiare.
Credo sia questo l'eterno.
Quello che resta non rimanendo.
Quando il tempo non è più un regime.
Il quadro che non ho dipinto
ha una bella cornice
che non ho comprato
in un negozio dove non sono stata.
Ma non era tutto finto.
Era solo altrove.
impaurito di luce
ci siamo stretti
nell'infanzia di un bacio
d'un amore che trema
nel credo che illude
discendenze
vestite d'assenzio
Tu il mio Oriente
di libera aria
sei il tempo
di un ciliegio
Col candore
del suo vestitino
e i lineamenti sottili
la poesia
quando viene al mondo
in tanti le appoggiano
i loro pareri delicati
a piè di pagina.
Quando invece
a venire alla luce
sono i racconti…
la mia matita ha l’indelicatezza
di lasciarvi orfani di carezze.
Il racconto vive
di attimi stantii
in calce ai suoi giorni.
Lo senti… è l’universo, quello
a margine, che se ne frega.
…nel piccolo laboratorio sotto casa, pensando pensando mi si fredda la zuppa
di parole,
scelgo quelle che fanno
rumore,
quelle che attraverso
le parole fanno compagnia
a qualcuno,
quelle parole
che promettono senza scrupoli.
Fiumi di parole,
un modo per dire:
Hai finito?
Bene, andiamo avanti
a oltranza da dove siamo ora,
da adesso!
Amarti come se fosse mattina,
dove il sole ancora addormentato,
inizia ad inondare i campi
all'aurora.
Amarti per quello che sei ...
così, solo guardandoti,
senza poterti toccare,
ricordando la tua mano,
ricordando le tue braccia,
ricordando ogni piccola cosa
che era rifugio e calore.
E mi basta sapere che
per un attimo il tuo pensiero
mi sfiora, per poter continuare
questa strada da sola.
E mi basta il ricordo
di un sorriso che era
forse la più bella delle luci
del mattino.









