Gli uomini,
spesso,
in questa società fetente,
sono come i chicchi di caffè,
prima o poi vengono schiacciati,
sfruttati,
usati,
fatti ballonzolare e correre,
a più non posso,
dalle mode e dai condizionamenti;
rischiamo solo di essere macinati,
meglio ribellarsi,
fregarsene,
non muoversi,
stare in disparte,
non accettare,
fare di testa propria,
sempre meglio,
che essere,
solo chicchi di caffè.
immensa,
segnata,
sofferente,
offesa,
delusa,
abbandonata,
rubata.
Anima bella,
tenera,
dolce.
Sole dell'universo,
percorri
vie tortuose
ripide,
spinose,
guardando in avanti.
Il tuo coraggio,
la tua determinazione,
il tuo orgoglio,
stupiscono
il mondo intero.
Donna,
sei fiore
cresciuto su terreno
roccioso,
scivoloso,
fangoso.
Grazie a te, donna
per il fatto stesso
che sei... DONNA!
in me ancora dimora
si fascina
con dimenticate superstizioni,
viene strappato al buio,
dentro ai tumuli,
celebri di sacrifici,
ammaliato da colori
e profumi nuovi,
meli in fiore,
radicati su terre verdeggianti,
spinto dalle eteree mani
dei suoi abitanti.
Il tempo è reciso
nei reami dell'oltre,
ove agli schiavi
è impedito entrarvi."
mi debilito tra le lenzuola avvolgendomi,
con il sapore ancora in gola di te...
che sa del tuo audace calore d'uomo.
Mi distraggo dal tuo imperterrito volermi,
sottraendomi da queste mani mai stanche
che ancora cercano pieghe e pelle mia.
Sei un treno in corsa senza freni.
E ti riscopro come amore sbocciante.
Impavido volere mio contro la brama tua
si incontrano e si scontrano nell'amplesso
di essenze che hanno sete dell"ancora".

Ed io che ti osservo dalla Terra
e solito blu di pigiami in mostra.
Di qua dal vetro schizza il ricordo
dell’ultimo agosto, onde accecanti
di un’estate fuggevole amica.
Il passo si fa sempre più spedito
e l’eco del freddo l’aria riempie.
Il cielo si diverte ad osservare
la lenta pioggia di foglie a dispetto
che tracciano voli di morbide morti
quasi a spezzare il conveniente appiglio
di chi solo nel mare vede il meglio.
Di giallo caduco si fa la strada dell’oggi,
dimenata dai capricci, anche del vento.

Un altro giorno di furia al confine con la Siria,
troverai una giungla
d'asfalto ad aspettarti.
Samir, dagli occhi
di cerbiatto e la pelle
ambrata,
dovrai
scordare giochi
tra palme
e sabbia, soffrirai
in un paese ostile.
Samir,
senza più
patria,
imparerai
a contare solo su
te stesso,
lascerai
i tuoi sogni
nascosti
tra gabbiani:
forse un giorno
li ritroverai...
Assordante vuoto ingannatore.
Schiudo la vista... forse intravedo...
Forse!
Soggiogata dal buio, non scandisco,
non c'è luna, non c'è spiraglio.
Cieca, avanzo nell'abisso, ostacolata.
M'imbatto contro muri, forse lapidi...
Forse!
Impedita, dono spazio allo spazio.
Prende forma l'anima incosciente
barricata tra gli occhi ed il cuore...
asfissiata, brama l'aria che non c'è.
Si chiude ancora la mente...
ancora una volta innalza barriere
per salvare me e respirare... forse,
Forse!
La poesia più bella
è vita. Presente che previene
pescando nel fiume del passato
migliore e preserva scorrendo
verso il prossimo traguardo;
di fatto, preclude al futuro
prematura morte.
La poesia più bella
sposta carcasse, incide
prima e dopo, in un incidente
che, magari, più non accada
col venir meno soccorso feriti
e preghiere ai morti
che parola, portino al destino.
La poesia più bella
è scorporare colpe, ridurre a
impalpabile la morsa del male
con palmo, che al sul naso cresca.
La poesia più bella
è passione
è neve che regge al sole
è nave che raggiunge il Cile
trasportando raggi di sole
La poesia più bella
di sicuro ... è solo la tua.
...non ho mai detto che ti conoscevo...
...non ho mai detto che ero triste...
...non ho mai detto di lasciarmi in pace...
Ma gli scheletri nell'armadio
Fanno polvere nella mente.
Ma le termiti dell'armadio
Distruggono le membra.
Presente lo sei sempre
non so bene come, ma si sente
è un percepire dolce effetto
sicuro che per noi nutri vasto affetto
e noi ... semplici paladini,
soldatini sempre in guerra, costantemente,
mai a distogliere lo sguardo
che è perso, invano, per un errato traguardo,
nemmeno la croce del sacrificio
ci aiuta a volerti, per un vivere almeno sereno.
Non riusciamo proprio a farne a meno
Tu solo sai, quanto bisogno ci sia ... della tua mano.






