s'ode un soliloquio
sperso tra sentimenti
sciocchi e servili
Stupori scivolati
al di sotto di
sogni struggenti
e sospesi solstizi
Sovrumani silenzi
si spezzano sordi
al sorgere del sole
sotto il suono sinistro
di serpi saettanti
Sacrilego sogno
di sere selvagge e
di sapori svaniti
tra salici spenti
Sequenza sfinita
di sottili speranze
tra sterili sterpi
e stranite
sterlizie...
un lento movimento esotico
tra una sigaretta e le tue dita.
Non sei avvezza a questo vizio,
forse per questo è così ipnotico.
Nei suoi occhi risplende
una tale virtù d'amore
ch'ogni dolce piacer vi si comprende
infondendomi una dolcezza
uguale
a quella che prova il credente
davanti alla regina del cieli
che ardente di bontà
non devia la mente al pensiero carnale.
E' tutto falso.
Un calice vuoto.
Non c'è il sole.
Un respiro ampio
mi dilata il cuore,
il piacere d'assaporare
del cielo scuro il dolore.
La mia luce dentro
non dà sfogo al pianto,
sono una foglia ramata
che scruta il vuoto,
in bilico tra le parole
d'amore che donai,
tra i ritagli dispersi
della lacerata passione.
Sono anch'io sole maldestro
dimentico d'abbassarsi al suolo,
che insegue l'altra faccia
dell' intontita nuda sera.
tutto ciò che ormai è andato,
micro sfere, coriandoli di vita
tenuti in una mano sola.
Come rena, si dileguano
al primo respirar del vento
e al minimo pulsar di vena
si disperdono nell'aria terra.
Come granelli, i più tenaci,
alcuni me li sento appiccicati
e nell'ingenua pelle mia
vorrei restassero per sempre.
Sono i rimorsi mai cancellati,
i disarmati plinti dei ricordi,
dense lacrime che non asciugherò
malgrado il sole le riscaldi.
Piange lacrime bianche
la magnolia nel giardino.
Si specchia su di un petalo
il laghetto, e si specchia
ladro di frammenti di tempo altrui
e sguardi l’artista nel vino.
Ruba pezzi di conversazioni sentite,
verseggiando senza eguali
come un attore che va via dalla scena
e voltandosi lascia un sorriso...
Le gemme della magnolia sono pronte.
Così lui, ad arrossire dietro gli occhiali.
arriverà' la Pasqua,
forse suoneranno campane
in chiese deserte,
mentre tu, piccola colomba,
spiccherai volo
tra spazi aperti,
infiniti.
Colomba che vai,
simbolo di pace,
porta speranza
a cuori impauriti,
a prigionie forzate...
Si ' è per te amica mia , simbolo di amicizia e affetto.
Te lo dono , con infinita gioia , tu sei dolce e felice .
Resti stupita di questo regalo, ti commuovi e mi guardi.
Una lacrima di commozione , vedo sul tuo viso.
Un abbraccio , ci unisce e siamo più legate che mai,
da amicizia e simpatia .
Noi amiche da sempre, un attimo di felicità e tanta armonia .
L' amicizia un valore speciale, che rende la vita ricca di gioia .
Indefinibile
il profumo della sua pelle
negli ultimi raggi lunari.
Mentre l’aurora famelica
divora i resti della notte
abbandono le sue lacrime senza lamenti.
Sfuggendo alla nostra realtà
sfioro i suoi occhi
in un’espressione
indefinibile.
Chi offre di più?
❀
Vendo l'invisibile ignoto, che l'inconscio,
rigo dopo rigo, foglio dopo foglio...
sotto il getto dell'inchiostro,
trasporta, fino a dargli forma
in ogni spazio bianco da riempire.
Chi offre di più?
❀
Vendo un amore grande come il mare
e uno dei tanti sospiri di dolore
dell'anima asfissiata da dubbi
e lacrime ingoiate nei silenzi dei sensi.
Compreso nel prezzo; deliri e follie.
Chi offre di più?
❀
Vendo all'asta, al maggior offerente...
causa scatenante, compreso di optional.
Per il ritiro merci, si implora l'acquirente
di non infierire ulteriormente
e di uscire dalla porta della mia vita.
Chi offre di più?
sopravvivono le parole dalla tragedia ammutolite.
Nei vorticosi rigiri e violente scosse,
grida l'isolamento in un soffio che a pelo d'acqua bussa alla porta.
Fluttuano gli sguardi nel fracasso velato da luci lampeggianti, confusi dallo sbruffo di soffioni filtrati da maschere.
L'aria rifugiata in gocce di sudore cola nel dolore tracimante da occhi arrossati e camici bianchi.
I pensieri, i desideri, stanno addosso a peso morto
e gli uni e gli altri a fatica trascinano le ore e incatenano i giorni in una prigione da sbarre invisibili quanto indistruttibili.
Scavalcano i cancelli della paura repentini guizzi...
persone sfuggenti mosse da buste colme di viveri e speranza.
Sotto l'ombrello trasportato dal vento della disperazione, ombre con lacrime mozzate da respiri senza fiato inghiottono tubi spinti fino all'anima.
Non cessa lo strazio, non cessa il pianto di cuori
privi di confini e recinzioni...
tutto si riassume in somma e sottrazione di numeri che il risultato non è mai zero.
Noi che ricercammo amore dall’essere umano
ma ricevemmo gelida freddezza.
Non è quello a cui avevamo auspicato.
Questa vita è una cosa impossibile
e a volte pensi se ci sia un domani,
un domani degno di noi,
e ti accontenti di un oggi che non vorresti soggiornasse in te mai.
Siamo abili a nascondere tutto il dolore!
Avete visto c’è quella parte del mondo
che cerca di alzare la testa.
Regalare effimera spensieratezza e insolita gioia
la quale poi si disperde per le strade.
Fare inoltre un flebile tentativo ….
Ciò nonostante è tutto inutile,
stiamo affondando come il Titanic.
Questo mondo va a rotoli.
Sorseggia un cocktail avvelenato!
E danza pure in un party di corruzione e guadagni disonesti!
Dio guardandoci dal suo trono dice all’umanità:
Tutto durerà poco,
tutto sarà finito
i miei eserciti libereranno i quattro venti della distruzione.
Devo solo schioccare le dita!
Credi che ti potrai nascondere?
Ma dove?
Puoi fermare il mio braccio?
Ne sei proprio sicuro?
Vuoi prendere le ultime briciole da questo mondo?
Ragiona, per che cosa ti affanni?
A cosa ti serve l’ambizione e l’avidità?
Che cosa rincorri?
Ma in quale luogo andrai?
Andrai sulla Luna a danneggiare anche quella?
Cosa volete conquistare?
Cosa volete raggiungere?
Hai spogliato l’albero ed ora vuoi pure l’ultimo frutto lì in alto?
Non mi puoi comprare con i tuoi beni materiali,
no, la vita eterna così non te la posso dare!
Fra poco getterai via il tuo oro, il tuo argento, questo almeno lo sai?
Forse non vi rendete conto ma …
tutto in modo rapido sarà portato a termine, a compimento.
Sono adirato.
Sono così stanco di intrattenere il mio urlo.
I tempi sono maturi già.
Il mio governo celeste porterò,
sì lo porterò,
anche se mi avete fatto capire voi regnanti e falsa religione che non lo gradite affatto!
La natura da ere interminabili continua a gemere.
Non posso più aspettare.
L’umano è solamente un pallido moribondo.
Non posso più aspettare.
La paura fa da padrona.
L’amore si è raffreddato.
La comunicazione è spezzata, rinchiusa in quattro mura.
La fiducia è un clochard.
La tristezza è il vostro pane quotidiano.
Non posso più aspettare.
Voi esseri umani avete fatto troppi danni!
Da sei mila anni!
Non posso più aspettare.
Tuttavia al risveglio di una nuova era il buio si disperderà.
Figli miei che attualmente siete rinchiusi e celati al mondo,
voi miei cari leali,
ricordatevi,
si rincomincerà dalla fine!
Vi amo perché voi portate il mio nome.
Vi sto radunando,
vi sto proteggendo,
vi sto istruendo.
Siete pochi, ma vi meritate un nuovo inizio!
Il Nuovo Mondo.
Dove verranno gli anni poi e con contentezza ve li mostrerò.
N.B.: Ho scritto questa poesia traendo ispirazione dall'ultimo libro della Bibbia: l'Apocalisse.
Soffiamo tra le nuvole senza di noi,
i pensieri ci uccidono un futuro
che scalzo s'adagia sul bianco.
Vaghiamo fra le parole senza noi,
come lenzuola di un letto disfatto,
dove mancano intrecci di mani
dove i cuori non hanno pace alcuna.
Senza noi, non c'è odore di corpi
che ansimavano nel possederci.
Divenivano brividi sotto la pelle
per il nostro affondare tra gli sguardi
e ora senza noi tutto è diverso.
Si spengono gli le luci e il buio
da luogo ad affanni disperati.
Si smorzano le voci e
ci invadono in tormenti
che fanno male all'anima.
che suonava oltre il cielo
si sentiva solo il rumore della pioggia
che cadeva sbattendo sui cornicioni
voci si rincorrevano e mutava il senso
non ci sei più tu, che potevo riempirti di poesie
tutte quelle che volevo, ed in qualsiasi momento
controllo, quando mi torni in mente
spero di ritrovarti
chissà se riapparirai. Lo vorrei tanto
ma so che difficile sarà
Con te libera mi sentivo, mai bloccata
per scrivere ogni cosa
da quella allegra a quella triste, ero io
Vedrò di sostituirti con un altro
e che possa ritrovare
nel mio spazio, le solite vite










