Città atona,

spenta,

tutto funziona poco,

la gente ha fretta,

pochi passanti,

preoccupazione nell’aria,

silenzio strano,

mentre c’è il sole,

belle giornate,

ma la gente è rintanata,

tristezza;

spira un vento freddo di marzo,

quando tornerà la vita,

quando.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Ho sempre trovato

C’era una volta stantio

come l’occhio del faro

sul mare increspato.

E quello che non c’è mai stato

nei vicoli di ubriachi, portieri

d’albergo e puttane quando la notte

si sveste di un qualche cielo stellato.

Nei flutti talvolta ostili di un passato

e negli sguardi insonni di quei vicoli

finchè non finiscono, c’era una volta

un uomo di cui non vi ho parlato.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Arrivate son le rondini 
in silenzio, hanno segnato 
il confine naturale tra
inverno e primavera, 
portano un po' di 
gioia in giorni cupi. 

Una linea di confine 
ben diversa da chi
fugge disperato 
e non ha niente, 
se non la propria vita.
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Profilo Autore: Grazia Savonelli  

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Il bacio dell'inverno, 
ti protegge dal calore
dell'Inferno, che inganna
con il profumo di gioie 
vacue
e uccide come il cianuro
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Profilo Autore: carmine.elia98  

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Spalle...
che sfumano nella nebbia.
Chine, illuse e deluse da un cuore.
Cuore...
che vorrebbe poter odiare ma,
è nato per dare manforte all'anima.
Anima...
maledetta anima che ha trovato la tua
ed ora si spezza in due.
Mani...
implorano quel tocco mancato
da quella lacrima non asciugata.
Occhi...
che bramano un viso che si spegne
in un ricordo che fa male.
Piedi...
che si allontanano veloci,
scappando da un amore malsano.
Pelle...
che subisce il rigetto di una assurda
e riprovevole lontananza.
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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E se il viver mio
non fosse
il viver comune,
ma
illusione
fredda illusione,
sogno contrapposto e all'inverso,
vacua e inutile esistenza
gettata
nel grande Oblio;
composto da realtà piccole e fragili
ecco che l'Oblio si spande,
come una malattia
mi contagia.
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Profilo Autore: Cosi03  

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Nulla è turbamento incline alla follia
se taciti con un dito il grido del tuo amore
un guanto raccoglie le soffocate pene
a chiudere l'eco spavaldo tra naso e bocca
t'alzi inconsapevole che lo spazio sia
dopo l'avventura sul dorso del peccato.

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Profilo Autore: Libero  

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Ddio, perduoneme si me piglio 'a cunferenza:
sto' ccà a mmane giunte a tte cercà perdono.
Si tiene tiempo, te prego damme udienza,
te parlo a nomme mio...e ati pperzone.
Pur'i so' stanca 'e tutta ll'insolenza
'e chi nun perde maje ll'occasione,
'e fa' male e ppretenne ll'abbondanza
e mmanco 'o ssuvierchio lle va bbuono.
Stongo ccà addenucchiata a tte pprià,
te cerco scusa p' 'a cattiveria d' 'a ggente.
Tenimmo nterra nu ciardino ncantato,
ma è addeventato nu nivo 'e serpiente.
Tu c'hê rialato ll'azzurro d' 'o mare
e nnuje avimmo tignuto 'e russo ll'acqua chiara.
C'hê dato a vocca pe ce fa assaporà 'o mmiele
e nnuje mmece vulimmo masticà fiele.
C'hê dato 'e rrecchie pe ce fa sentere ll'allucche
'e chi sente dulore, 'e chi sta suffrenno.
C'hê dato 'e mmane pe ce fa da' carezze
e nnuje damme pacchere a cchi sta patenno.
Cu 'a vocca spisso ghiastemmammo
e qquanta vote ce sputammo nfaccia.
Ce guardammo comm'a ttanta nemice,
mmece e ce regnere 'e vase e abbracce.
'O mmale ca nterra stammo patenno,
sta facendo troppe, tanta muorte.
Giuvene, viecchie e ccriature appena nate,
stanno luttanno cu na mala sciorta.
Bbuone, bbrutte, bbelle e mmalamente,
cercammo 'e nzerrà 'o male 'int'â na morza.
Aiutece si può, miettece 'a mana toja,
pecché 'e luttà c'ammanca 'a forza.
I' stongo ccà a parlà cu tte llà ncoppa,
ma songo sulo na lucella ncopp'â terra.
Che ssongo i' a ccunfronto a tte:
nu sciore piccerenillo 'int'â na serra.
Ma tu ca vuò bbene a ttutte 'e figlie,
cumpatisce chi nun sape chello che ffà.
Te mploro pe mme e ppe tutte nuje
stamme a ssentere, stongo ccà a tte prià.
Madonnina bella 'stu manto tuojo mmaculato,
stiennelo comm'a nu velo ncopp'ê peccate.
Prutiegge a cchi tene 'o core affaticato,
si può perduone...'sti figlie addulurate.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Percorsi accidentati dove spesso

il piede piega e il dolore monta,

andrebbero nettati degli intoppi

per ritrovare il regolare passo.

A volte accade di chiamare spasmo

quel che ci accade forse per disegno

o solamente per attrarci addosso

oscuri segni d’abbandon protratto.

Come al tramonto sempre segue l’alba

e l’alba lascia il suo posto al giorno

e poi la luce fodera il meriggio

fino al predare delle stelle i lampi,

così vorremmo - anzi dovremmo -

rismerigliare della vita il nastro

riassegnando il ruolo esatto esatto

a quel respiro che se pur ci illude

almeno ci consente d’esplorare

percorsi nuovi dove sgambettare,

giardini arsi da ripristinare

con vanga e linfa che procureremo

in quelle ore, quand'anche per errore

si riesce - sì - ad esser giocolieri,

maghi speciali in vena di pazzie

o umili artigian d’un salva vita.

 

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Inglobato in un meriggio selvaggio
         
         tutt'uno col rosa, l'oro e il nero,
     
         mi trafisse a crudo un pensiero: 

         "Io non ero quel che credevo",
          
          e se mi fossi voluto trovare, dovevo capire
     
          dove tastare;

         L'immanente coscienza denudatasi mi svelò

         ch'ero laddove mai avevo cercato o pensato;

        ero l'attimo, ero un minuto sulle ventiquattro,

        ero la fuga, l'errore ed ogni passo falso,

       ero il tuo bacio e la morte che assaporavo 

      lontano dal tuo sguardo,

       ero quello che a malora ogni proposito mandava,

     ero l'angelo , ero il diavolo

       e vivo ,lo son stato, soltanto mentre mi dimenavo.
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Profilo Autore: Marrella Luca  

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Nevica un raggio di luce,

aferesi di storie perdute

fra i navigli stellari

d’un pianoforte d’inverno

e conobbi il bacio di gennaio,

una diagonale di cielo

caduta fra gli spiccioli immaturi

d’appuntamenti d’anima e silenzi.

Ed annodo parafrasi d’un bucaneve

ad un crinale d’esistenze

e tace uno sguardo di cristallo

seduto sul crepuscolo spaiato

romanzato da un riflesso:

siam rugiada di cuore accesa

in un dolce solstizio d’immenso.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Lascia che entri 

che si cali in quel pozzo 

una luce, almeno, al centro della stanza,

un debole filo di sole
in questo cielo carta da zucchero.

Lascia che faccia solco sul legno chiaro,

che lentamente una scia più scura 
tinga il soffitto, 
lacrime di statue di gesso
han lasciato traccia e vacillano adesso
sul bordo, come sul mento.

Lascia che entri

che al tuo letto si abbandoni lasciando il segno.
Lascia che entri la pioggia.

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Profilo Autore: Lehel  

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Ricordo quel blu mattino
uno dei tanti, lì, tra i campi
dove nacqui per morire

più volte, ormai abituato,
con la fredda compagna
che insisteva nel volermi

mi prese, almeno cinque
o sei volte, ero giovane
insistevo, combattevo

ora impavido ora indomito
ora rassegnato, oggi
vento d'azzurro, crepuscolare

quando avevo ancora davanti
la vita, nel tramonto il sole
infiammava le visioni, e io

facevo spallucce, ogni volta
che morivo, per sogni troppo
alti, menomato son restato vivo

in attesa di un'altra nuova fine
ho pagato ogni istante, sempre
ed ora resto, condannato, a vivere
.

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Profilo Autore: Marulli  

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La candela della speranza
dopo mezz'ora
già se nota la sua assenza,
In tanti a chiedela ar posto della foto
dove apparimo in tutto lo splendore
dopo avella cercata tra mille dove sembramo tutt'ar più
un rovo de more .
E i più a trova'subbito
la scusa...
pe' carità nu la mettete,
che ha detto Tizio
che ja detto  Caio
che poi te zompa tutto
er whatsAppaio.
Ma quanto dura poco la speranza
e quanto meno ancora la condoglianza
e che te frega
de la fratellanza
de chi lontano
giovane o anziano
da solo prega
e solo
ancora soffre o c'ha lassato.

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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Verrà ancora 
l'estate con tutti
i suoi succosi frutti, 
coglieremo ciliegie
una ad una, 
tra dolci pendii, 
sentiremo profumi
di fieno tra spighe 
di grano, sorrideremo
con tristezza alle stelle, 
ci ricorderanno 
chi non c'è più.
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Profilo Autore: Grazia Savonelli  

Questo autore ha pubblicato 312 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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