Sonetto minore, quartine a rime baciate e terzine a rime alternate AABB AABB CDC DCD.
Sei il mio sogno più bello.
Resterai solo quello:
vano sogno d’amore
di cui nutro il mio cuore.
Come vivo acquerello
di splendor carosello
perso sto nel colore
dei tuoi occhi per ore.
Ma poi c’è tutto il resto
degno d’ammirazione:
la più bella! M’appresto
dietro l’ispirazione
a comporre un bel testo…
ma troppa è l’emozione.
01/01/2026
Ci sono giorni in cui basta un saluto,
una parola lasciata andare come un petalo nel vento, per sentirsi ancora parte di qualcosa che non c’è più.
Sono quei momenti in cui il cuore si accende da solo, come se riconoscesse una musica che non suoniamo più, ma che vive ancora da qualche parte dentro di noi.
E in quello scambio lieve, quasi invisibile agli occhi del mondo, succede qualcosa di dolce: non torniamo al passato,
ma lo sfioriamo con la punta delle dita,
come si accarezza un ricordo amato.
Non è bisogno, non è mancanza.
È amore che ha imparato a stare in silenzio,
ma non ha dimenticato come si sente.
Perché certe storie non finiscono davvero:
semplicemente cambiano forma,
restano aria, luce, battito.
Restano in quel modo in cui, a volte,
basta una parola per ricordarci
che un pezzo di noi ha conosciuto la meraviglia.
Sono ospite qui nell’ampia tenda.
Solo ho attraversato il Sahara,
ho patito una sete tremenda,
però la vita non mi è discara
poi che sento la verità vicina.
Lungo, ambrato il filo del tè
nel nappo. Ora l’ombra sconfina
sulle dune, fumo di narghilè.
Si accende il fuoco e nei neri
occhi delle donne luce la virtù
di antenati sapienti, alteri.
Lampi sui veli degli uomini blu.
Assaporo l’infuso della morte
e vivo generazioni lontane.
Sono forme evanescenti, sorte
da luoghi pristini, ere arcane.
Bevo il tè della vita: è dolce
il profumo, gradevole il sapore,
l’animo infiacchito soffolce
il divino nettare dell’amore.
Nel cielo interminato il pulviscolo
oro della Via lattea: ammiro
gli astri, i pianeti, il diafano disco
della luna, le rapide sfere nel giro
perenne… D’improvviso scompare
la suprema visione. Spira il ghibli
sul deserto, silente, eterno mare
ove aleggiano i demoni di Iblis.
Poi si placa il vento: sull’arena
si disegnano glifi indecifrati,
si snoda lassù un’anfesibena.
Sono questi gli universi svelati…
Ora quieti dormono i dromedari.
Invano cercai il senso, l’Assoluto,
indagando segreti millenari.
Al cospetto di un dio assente, muto.
0-3 EE!!!
DOPO UNA NOTTE DI ANGOSCIA
I DEMONI NELLA MIA MENTE
AVVOLGONO ORA DOPO ORA
IL TEMPO CHE SCORRE
IN UNA PALUDE SI MUOVONO
I MIEI PENSIERI
A COSA SERVE VIVERE ?
ACCAREZZO LE LABBRA
DI UNA PROSTITUTA
NEL BUIO DELLA NOTTE
E ORA MI ASSALE
IL TEMPO CHE FU
( MALO') 6-1-2026
Questa notte
mi è parso di udire la tua voce,
ma era solo un desiderio.
Di vedere il tuo sorriso,
ma era solo un miraggio.
Mi è parso di sentire il tuo profumo,
ma era solo un’illusione.
Di ascoltare il tuo cuore
battere più forte del mio,
ma era solo il rumore
dei miei pensieri.
Sonetto minore (cioè di settenari), quartine a rime incrociate, terzine a rime alternate uscite mentre guardo l’ultima sua foto postata, un dettaglio del suo occhio sinistro (lato del cuore ma la bellezza è simmetricamente identica in quello destro).
Rimango senza fiato
nell’estasi più piena
guardando a piena scena
quell’occhio tuo fatato.
Lo schermo m’ha bucato
per la bellezza aliena
che tu, bella Sirena
hai sempre irradiato.
Solo foto profilo,
che tu resti a distanza
come Artico oppur Nilo¹…
Ti vedo in questa stanza
seguendo il rotto filo
dei sogni miei a oltranza…
¹: riferimenti geografici casuali scelti solo per la rima.
01/01/2026
fantasticherò
per rintracciare
giorni sereni in un mondo
che non ne concede.
Costruirò
castelli in aria
dove poter abitare
e perdermi dentro
infinite stanze.
Nei cieli d’inverno
accenderò una luce
per illuminare
e scaldare
fredde notti.
Nei cieli eterni
scriverò con le nubi
desideri sopiti
affinché vengano
esauditi.
IL GATTO ARRAMPICATO SUI RAMI
MI GUARDA DALL 'ALTO
LO CHIAMO
CORRE VELOCE
MI RAGGIUNGE MIAGOLANDO
SI SDRAIA AI MIEI PIEDI
MUOVE LA CODA CONTENTO
SOLO CON LUI
OGNI GIORNO IL TEMPO
PASSA LENTO
LE RONDINI SONO VOLATE VIA
LE LUCI DELLE MACCHINE CORRONO
VELOCI PER STRADE DESERTE
SILENZIO ATTORNO A ME
NASO 02-01-2026





