Per struttura metrica parrebbe haiku, all’occidentale, non 5+7+5 more bensì quinario + settenario + quinario; però manca il kigo né il titolo può supplire giacché l'haiku il titolo non dovrebbe neanche averlo; né la rima compensa l'inclassificabilità.
Disadattato…
fascismo risvegliato…
sono fregato.
19/12/2025
Ecco arriva, morbida alla salita
Nella notte veste labbra viola
e vedo oltre la pupilla
Piccole bollicine scoppiettano,
di sfere ad una ad una
Una nave effimera ci porta
Non scrivete sotto dittatura,
gettatevi per terra gridando all'oltraggio
La bocca si faccia cannibale
Armátevi!
La voce sia un antico ruggito
Poi, attenuati gli effetti,
ritorno tra mura ottuse
ma io, prima di tutto questo,
vi ho amato tanto.
La guerra ha il volto di un bambino devastato
la pace ha il volto di un bambino sorridente
la guerra ha il corpo di una donna stuprata
la pace ha il corpo di una donna amata
sangue rosso sui campi di battaglia
papaveri rossi sui prati portano pace
proiettili vaganti fracassano crani
albatri vaganti volano nel blu
droni sugli asili, droni sugli ospedali
nelle foreste il canto dei galli cedroni
orfani tolti agli abbracci di mamma e papà
la pace annunciata evaporata, non si sa
il vento porta fiori su tombe scavate da poco
il fuoco infiamma i colori di un arcobaleno
la vita non è un regalo di Natale
la vita è o non è…
L' omelia che ascolto già mi stanca,
Mi guardo intorno assai stufato,
Ho solo nell'orologio il mio alleato.
Mi sforzo di comprendere le letture,
Ma le mie interpretazioni non paion sicure,
Aspetto conforto dalla predica del prete,
Ma con lui il mio saper ancora ha sete.
L'attenzione allor va via via scemando,
Quel che ascolto non vo' piu' attenzionando,
Cori e canti si alternano in continuazione,
un organo accompagna la popolazione.
L'odore dell'incenso mi pervade,
La palpebra lentamente se ne cade,
Poi per un attimo tutto tace,
Liberatorio arriva un: 'andate in pace'
Ottave di endecasillabi canonici a maiore rimate su schema ABCCABDD.
Il verde diventato quasi nero
si staglia contro il blu profondo cielo,
lungi alle spalle invece nel paese
le luci gialle sono tutte accese.
È tutto fosco, certo non ci spero
che Luna si palesi dietro il velo,
intanto a farmi stare ancor più male,
musiche giungon basse di Natale.
Dal luminoso ma lontano stadio
gli allenamenti fanno urla furiose,
il buio intorno a me sempre più fitto
m'invita a rimanere ancora zitto,
del resto pure avessi qui la radio
non troverei le musiche gioiose,
il battito di valvola assai cupo
nel petto marca un ritmo che non sciupo.
Ancor più buia fredda notte fassi
e il paësello brilla caldo faro,
la musichetta insiste ch'è Natale…
ma mancan sette giorni! No! Non vale!
M'avvio frattanto a lenti e stanchi passi,
in bocca quel sapore sempre amaro
mentre dal bosco torno alla mia culla,
sapore ch'è per me quello del nulla.
18/12/2025
Conosci tu l’isola del poeta,
dove il gabbiano canta e si innamora
dei colori del mare
dove le stelle giocano di notte
**
con la luna e il vento ti accarezza,
guida all’approdo
tutte le vele degli innamorati
che si perdono al largo
**
Conosci tu quell’isola
dove anche il tempo a volte getta l’ancora
e si innamora dell’eternità,
dove l’amore è la vita stessa
e il Signore cammina sulle acque
e corre incontro ai bastimenti
che perdono la rotta
e li guida all’approdo?
**
Guarda allora negli occhi dei bambini
e anche tu troverai quello che cerchi,
la stella di Betlemme nel deserto
della tua esistenza.
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Ore 12,41
Giovedì 25 dicembre 2025
Un testo sarcastico pubblicato da Iviola il 24/12/2025 con titolo «103-Corso avanzato di poesia contemporanea» mi ha ispirato questo commento che ho aggiunto in calce al suo testo ma che spero risulti divertente riportare anche qui, credo sia lapalissiano il senso a prescindere dal testo che l’ha ispirato.
Fu fonte di grand'illuminazione
seguire questa chiara spiegazione
che… ma, perdiana, già sin dalla prima
quartina sto inciampando in qualche rima!
Lo riconosco, sono inadeguato,
legato ad un concetto ormai passato,
ma senza Plus¹ caratteri n'ho mille,
provo a limar in cerca di faville:
è stata sorgente di grande illuminazione
leggere codesto preciso chiarimento
e già dalla strofa iniziale sto attento
a non rimare;
ora mi sento poeta moderno,
non più schiavo di ritmi e melodie
ma cinquecento e passa caratteri m'avanzano
e quindi cerco di migliorare ancora:
sorgente
illuminazione
di grande
chiarimento
preciso
codesto
strofando
norimico;
lodatemi
moderno
Vate
libero
ruzzolante
nonplussizzato
indi
trecento
giovani
forti
chilammorti,
ancora e ancora e ancora ottimizzo:
likkommentando luce chiara qui ritorna ritornello intorno rimando rammendi arimici aritmici canto Profeta impunteggiato con ancora più di cento libertà
cap
ite
mi
anal
fa
beta
caro
te
ne
né
n'è
neh!
¹: opzione che in quel sito consente agli abbonati di disporre di duemila caratteri per il commento invece che mille come nel mio caso.
24/12/2025
Tre quartine di endecasillabi in rime alternate. Degno di rilievo che mentre componevo questo scarabocchio, le campane del villaggio suonavano a morto (ancora stan suonando mentre salvo il file).
Dovrei chiudere tutto dentro un pacco
e impietoso gettarlo via lontano,
ma poi dentro quel pacco resto in scacco
che nessuno si degna a dar ‘na mano
per portarlo al vicino cassonetto
di raccolta dell’indifferenziata;
dentro o fuori del pacco quindi aspetto
ma comunque la vita è già sfumata.
È mancato, bisogna pure dirlo,
del coraggio o l’impegno… lo denuncio.
Ora è tardi, non posso più gestirlo,
né di fine vedrò nessun annuncio.
18/12/2025
m’immergo nel suo candore,
è scesa copiosa la bianca neve
a ricoprir la terra.
Impronte d’un pettirosso
lasciano il segno
a mostrarne il passaggio.
Aria frizzante
e note melodiose
d’un dolce canto,
rompono il silenzio.







