da molti attesa;
da tanti temuta.
Il Santissimo Redentore
piomberà su questa terra
non da umile peregrino,
ma da Re trionfatore.
Il giudizio sarà imparziale
lontano dal metro umano.
Il cattivo messo a nudo,
non avrà ipocrisia per schermarsi;
avrà tempo per pensare
alle occasioni sciupate
per tornare sul sentiero
della beatitudine.
Si dannerà per l'eternità.
Il buono,vilipeso.escluso,
troverà conforto.
Il corpo brillerà
come dardo fiammeggiante
e lo spirito,
diafano come un agnello,
si congiungerà
alla causa prima
di tutte le cose.
di questo inceder lesto della sera,
il sole annega dietro l’orizzonte.
Confini informi sono quelli del cielo
e tutto tace, tutto si scolora.
Ed io sulla spiaggia
mi sento solo, perso nel fluire
d’un tempo che governa le cadenze
schivando le impellenze del cuore,
tiranno allorquando l’ora arriva.
So già che è tutto vano
ma posso, devo almeno domandargli:
potresti a volte romper gli ingranaggi,
fermarti il giusto per riprender passo
intanto ch’ogni uomo i sogni affina?
Quest’oggi, per esempio,
avrei voluto cogliere più a lungo
i toni dell’azzurro nel meriggio
per custodirli con estrema cura
nell'album d’una magica mania.
Il mare mi conosce.
Sa di questa frenesia fasciante
d’andare sempre a caccia di bellezza
e lui mi invita a rimaner la notte
per sbaraccare draghi dalla mente.
So di non esser pronto.
Ancora non ho vinto insicurezze,
lasciatemi l’introspezione, tutta,
tra una moka ed il provar scrittura
accomodato nella mia cucina.
Sicuro, lui non mente.
Di notte anche esistono colori
nei vicoli narranti l’abbandono,
nella facciata d’una chiesa antica,
in onde e onde a guadagnar la riva.
Ricordo indelebile
rimane nel silenzio del passato
quando ancora germogliava
il piccolo essere uomo.
Imposto a un dovere non tuo,
appena sette anni: lavorare.
Tenebroso e squallido
il mondo del lavoro e non
si presentavano a te
con violenze che
non avresti mai dovuto subire.
Chiuso in quel retrobottega:
mostrarti...
per non farti del male.
Rudi ti attendevano gli attimi
colmi di paura... silenzio.
Chiuso come un riccio
per la vergogna,
hai seguito la tua vita, intimorito...
senza mai far celare
le lacrime del tuo dolore...
Nel tuo mondo
pieno di affetti:
eri semplicemente solo.
La vita stenta,
tu no!
Violini di luce
corteggiano le forbici del silenzio
abbandonate ad un bivio d’autunno
ed un cruciverba lunare
s’apostrofa fra vuoti d’anima
in un vicolo d’immenso
spogliato dai paesaggi del tuo cuore.
Ed allora ripenserò
alla porta socchiusa
del mio furtivo infinito,
alla pioggia dei miei battiti,
agli spiccioli dei tuoi sguardi,
eravamo pentagrammi di stelle
rubati ai graffi del tempo.
riposano in fredda dimora.
In aperta campagna
trovarono eterna sede.
Qui neanche una stella
per esse brilla;
né un essere umano
vuole passare.
Feccia reietta dal mondo.
Ossa imperscrutabili
all'ennesimo linciaggio.
Violenza immane
osa scalfire
ciò che per tutti
è un cane.
Ossa entrate
nella pace di Cristo,
perché col cranio
mirante il cielo.
e all'arrivo dell'autunno,
si lasciano trasportare
dal vento spietato.
Siamo foglie cadute,
seccate dal caldo,
bagnate dalla pioggia
e corrose dal tempo.
Spesso dimenticate
qualche volta ricordate,
lasciate lì...
in quella terra che ha dato vita,
in quella stessa terra,
dove si adageranno
per il loro ultimo viaggio.
di un incrocio di sguardi.
Occhiate languide,
significative,
dense di allettanti messaggi.
L'occhiata è uno specchio
incrinato.
Riflette un io egocentrico,
avaro eppur spendaccione;
insensato e a tratti saggio.
Un io
che vorrebbe stregarmi
in una magia di colori.
Un io che non c'è.
Un giardino vive
è dire tutti i misteri
arrese e serene
eterne si adagiano
in decadi ombreggiate
divagando nel bianco
il canto impassibile
di notti assolate
E di vertigini
adorando il nulla
che dipinge il Creato
assilla il verso
il sogno capovolto
lo sguardo prescelto
Quel ramoscello spezzato nel riflesso
mogano dei giorni di ieri, caduto
leggero e accomodato… ecco scelgo
quello con tutte le sue ombre.
Le pagine, di quelle fanne un imbuto
di carta per il vento sulle mani.
Leggile, come leggi i miei silenzi
sulle dita… ripartiamo dalla matita
colorata sulle labbra, dal pavimento
dove in tutta calma sfiori i miei sensi.
Se sono solo vivo alla giornata,
la notte sogno cose assai sgradite,
ma stanotte sogno cose belle,
forse perché mi sono innamorato.
Mi ha abbagliato luce di una stella,
ho chiuso gli occhi e le giravo intorno,
li ho aperti e vedevo chiaro,
ero a cavallo della mezza luna.
Non so ché c’è dentro di me,
ché cosa c’è che io non so,
la sogno ma lei non c’è,
chissà per lei cosa darei.
Mi sono innamorato di una stella,
la notte sogno sempre le più belle,
ne ruberò qualcuna su in cielo,
gliela farò trovare sul suo cuscino.
si affievoliscono.
Cerco il tuo sorriso
per far brillare questa giornata
e poter credere ancora
nel potere dell'amore,
nel potere della poesia,
e sognare ancora
Oltre le prove
e resistere
alle tempeste dell'ispirazione
e piangere
senza sapere
il dolore
e la gioia dell'amore.
Liberi di guardare l'alba
dietro un cielo azzurro
che sa di tristezza
nell'immenso cielo silenzioso
sfuma l'orizzonte
ondeggiano si inseguono
le nuvole
arrivando
come il deserto
nella vita.
il mio domani,
ore che attraversano
paragrafi di vita,
sangue che scorre
tra le vene...
inchiostro di china.
Lo scritto indelebile
fonte di ogni singola
riflessione,
sensazione,
emozioni...
permane della biblioteca
della mia mente,
raccolta tra gli archivi
dei miei anni.









