Quando facendo ritorno dal bagnasciuga
sorriderai senza motivo per la sabbia
sui piedi che ti solletica tra le dita,
e ti sorprenderai di poter scrivere
di nuovo la trama e con essa il finale,
scegli la speranza e parlami…
parlami di Pandora.
Sostando nel poggiolo rinverdito
col basilico ieri giallo che hai spostato
di vaso, aprendoti al suo profumo
se non con me, ti parlerai…
piacendoti l’idea di avere un sogno
sulla pelle che vuole essere trovato.
L’alba sul poggiolo, un’altra volta ancora.
da qualche piccolo angolo al sicuro
sotto il cuore della Luna,
qualcosa batte il suo ritmo.
Ed è cosi che si ribellano gli alberi
forse desti...
frugano nelle loro tasche
si infiammano: chi si sente truffato,
chi rimostra quel sonno ormai perduto.
E quindi la ragione si diluisce
stanca, non luccica...
si affaticheranno anche questi;
e nell'abbiocco quando tutti tacciono,
si spira il fresco
tra le foglie sognanti, e nel sogno
brille di scarse lacrime,
la musica avrà un nuovo volto,
finché la luce
non ferirà quelle stille facendo
rumore...
Baby con un’isola a rubar pelle
ha taciuto la verità di cantine
quando i baci difficile che restino sazi
ha pianto e urlato
l’importante che salvasse
ciò che sua madre cucì
su cose sposate solo con canfora/
Lui scappò un giorno
che capì il fondo di un’erezione
lui s’è rifatto la facciata
perché la gente non ricordasse
cosa era nelle sue mani
s’accontenta di guardare la montagna
dicendo
che la strada che gli resta
e quella a sua immagine
per l’indirizzo
è una scusa per passeggiare/
Chissà se la leggerai
il nemico è alle porte...
Un magro rancio consumato in fretta.
Gli aerei in picchiata non danno tregua
a trincee demotivate e spente.
Il sangue fraterno azzanna il bavero
della lisa giubba.
Sordo crepitare di mitragliatrici pesanti
vicino ai reticolati:
avvezzo al lamento dei feriti,
memore dei compagni caduti.
La pallottola nemica mi cerca
con solerte assiduità.
Una roulette russa si innesca
ad ogni colpo.
Tornerò in patria senza una gamba
o su una sedia a rotelle.
Ma quel che mi opprime
è sparare alla cieca
contro uomini sconosciuti
senza un perché.
offerti in buona fede da chiunque,
sgorgati come acqua da una fonte,
ostili al dettato della mente.
Poeta è (anche) chi, volando,
non teme di stramazzare al suolo
giacché le ali certo non controlla
ed ostinato punta verso il sole.
Non importa se poi si brucerà,
nel cielo ha tracciato una scia.
che sembra dimenticato,
quel sorriso
che risuona nelle orecchie,
la ricerca dell'amicizia
che sembrava impossibile
la ritrovo in quegli occhi
sotto quel cielo azzurro.
Tutto diventa magico
nel tuo sguardo,
nei tuoi occhi.
Le tue parole risuonano
nelle mie orecchie,
nella mia testa
ancora
come il primo giorno.
Mi travolge
la tua immagine
che riflette ancora
come il primo giorno.
Quanto è turgida la mia anima
da che indugiasti su quelle ali
che tornarono a volare sull'inchiostro.
Quel nero rivolo che gocciola
sul foglio si anima di vita e respira
mentre ti muovi, donna d’alabastro,
tra le colonne, le traverse sulla scacchiera
dei miei righi in ogni direzione.
Un barlume fievole sulla mia penna, luce
che tituba quasi attrae, commossa
è la visione nella tua mente di me mentre
scrivo… che basta guardare l’alba che piove,
densa come una mancanza per asserire che
siamo circondati da angeli di carne e di ossa.
Vetri appannati,
tra fili attorcigliati,
ragnatele nel buio
domano...la mia follia.
Un tunnel, senza luce...
luce e realtà, sbarre alla finestra,
forse un sogno appeso sulle
mura bianche e la porta chiusa.
Dov'è la mia libertà?
Ditemi che Dio
è ancora
nelle mie preghiere!
Dov'è il sole
che colora l'anima?
Nemmeno uno specchio
riflette il giorno.
Sono solo a dividere
la mia pazzia e…Dio sa!
Quanto vorrei che il buio
non mi regalasse più il giorno.
Marzo è zenzero
e mi scotta la lingua,
ma il retrogusto viene dolce
e m’accompagna per un altro morso,
le nuvole sembrano tranquille,
ma la prospettiva parla di catinelle.
Sotto le mura, oltre il fossato putrido,
grilli talpa e giaggioli
su un possedimento ondulato,
nessun albero per 500 metri,
più facile far passare un cammello nella cruna,
settima figurina dell’album,
mantengo un ordine maniacale.
Marzo respira dalla bocca la logica
mentre sfoltisce le rose,
s’oppone alle note composite
aldilà della frontiera
tra fili acuminati e ciechi,
vi ha messo i francesi,
ma ora non si scorgono,
mischiati tra le nebbie d’altura,
bugiardi come giullari.
Marzo li ha spazzati
mentre si ritiravano a rotta di collo,
noi dietro roteando urla
sulle loro madri profumate.
Ma le battaglie sono petali,
oggi proclami vittoria sull’ultimo,
domani sullo stesso sei latitante
morsicato dai segugi.
Marzo è fra terre
di cui vado fiero
e mi corteggia
con quell’arietta a intingermi la nuca,
niente in confronto
ai venti siderali
con cui attornia le torri.
Marzo è pungente come cacio,
robusto come un istrice,
ibrido quanto basta
per distinguere gli attori
dalle battute consunte
o chi tra il pubblico scorreggia l’insolenza
con tatuaggi d’odio,
se ne fai una manciata
li getti alle galline petulanti nell’aia.
Marzo spazza il puzzo
rasentando i muri del mio percorso,
contesta le troppe parti che correggo
in queste ronde estenuanti
a consumarmi la vista sul particolare,
ingollando tutto ciò che può essere scaldato.
Successivo al filare dei cipressi
vi è il parcheggio a lisca di pesce,
dopo 7 assedi
il destino mi divora,
in quale mese riavrò gli anni seducenti?
Dove i colpevoli restano colpevoli,
ma i lupi possono tramutarsi in cani.
Se il braccio allunga la mano
e le dita si sforzano d'afferrare
la tua rubiconda primizia
che è prodigio cesellato,
riconoscimi come svelta
categoria dell'anima
spazio immaginario e reale
della tua sfolgorante bellezza.
Ho cercato con rassegnazione
la tua ribellione alla mia strada,
credo d'averla trovata
con la carica della mia vena ironica
nella soffitta dei baci che tacciono.
Confidami se poi ti accorgi
delle mie ferite, del sangue di fragola
che innesca la nostra storia d'amore.
Ho perso te in una giornata di maggio
viva era solo la natura
noi eravamo usciti di scena
stavamo sullo sfondo
guardavamo impassibili
l’oscurità di un crepuscolo umano
avanzare ostinata verso l’incubo
di un sonno pesante
privo di immagini che ci spingevano
a perderci nello sfondo onirico
di un eden creato dalle nostre speranze
ho perso te al limite di un baratro
che avanzava per ingoiarci tutti
non avevano più importanza
le ore ed i momenti nello scorrere
del vivere, passavano semplicemente
semplicemente passavano
senza dare un senso alle cose
isolata volontà di dare un significato
al tutto non può essere procrastinata
anche se io sono una metà solo una metà
perché ti ho perso
cercherò di ritrovare il senso alle cose
cercherò di riprenderti per mano
per darmi un significato.
il giorno tanto atteso.
Moltitudini di genti
stanno sulla brulla pianura
assiepate.
E oggi voglio improvvisare
un allegro ballo
.Per te, Madre celeste
decido sul mio asse
di piroettare.
Un balenìo rapido
tra uno squarcio di nubi
irraggia le menti
rivolte alla bianca veste.
Raggio,
tormento dei più duri
impenitenti,
rivela al mondo
sconvolgenti profezie.
Guerra imminente
scaturirà da immane cupidigia.
Sincera conversione
amputerà
la mortal alterigia.
Voglio prostrarmi ai tuoi piedi
oh Vergine beata!
Per il colore imperituro
infuso da tuo Figlio,
immortalo il primo tripudium
della mia vita
E ti regalo il magnum gaudium
all'umile che crede
oh Regina dei confessori della fede!
Che il sole del mattino
sia calore a voi vicino,
sia tepore che mai muore
che vi scaldi senza dolore.
Sia luce al vostro cammino
con speranza per il Divino,
sia affetto e tanto amore
che per voi porto nel cuore
Sia guida sicura e giusta
a quello che più vi gusta,
a cose di cui c’è bisogno,
evitare che resti un sogno.
E’ l’augurio mio di sempre
da marzo fino a settembre,
quando vi vengo a trovare
per andare insieme al mare.
nell'empireo
che strazia il perdono
frammenti aleggiano
nel disgiunto
che discioglie l'incerto
Nubi si addensano
in triangoli supremi
visionario palpito
di cerchie celesti
Caos inerme
martire e pensiero
fendente nel cielo
stelo atterrito
del mordi e fuggi,
tutto va a rilento
in questi giorni
di isolamento.
Sorridimi ancora,
lascia le tue paure
su sofà bistrattati,
ti sentirai più
forte.
Sorridimi ancora
sotto mascherine
colorate, il corpo
in attesa di baci....







