Non mi vieni più a sfiorare,
ma ti sogno nelle mie notti.
ma ti sogno nelle mie notti.
Non mi vuoi più toccare,
ma ti abbraccio nei miei silenzi.
ma ti abbraccio nei miei silenzi.
Non riesci più sentirmi,
ma ti accarezzo nei miei pensieri.
ma ti accarezzo nei miei pensieri.
Non ti fermi più a guardarmi,
ma sei qui... nei miei riflessi.
ma sei qui... nei miei riflessi.
3 commenti
Corre il vento
inasprito dal sole,
giocano ragni
altalene altrove.
Code profonde
si scagliano lente,
risa assordanti
tartassate e spente.
Gira e rivolta
la storia è la stessa,
gira e rivolta
picchiando sulla testa.
Notti scarlatte
mattine arancioni,
sotto il tappeto
cattivi poi i buoni,
ingoiano drammi
visti e rivisti,
scende il sipario
su storie già tristi.
Forse la luna
corregge i sogni,
lenzuola fresche
rinnovano i giorni.
inasprito dal sole,
giocano ragni
altalene altrove.
Code profonde
si scagliano lente,
risa assordanti
tartassate e spente.
Gira e rivolta
la storia è la stessa,
gira e rivolta
picchiando sulla testa.
Notti scarlatte
mattine arancioni,
sotto il tappeto
cattivi poi i buoni,
ingoiano drammi
visti e rivisti,
scende il sipario
su storie già tristi.
Forse la luna
corregge i sogni,
lenzuola fresche
rinnovano i giorni.
Due giovani si rincorrono sul mare,
su di loro nuvole bianche come zucchero filato.
La scoperta, il desiderio, l'infinita dolcezza di un illusorio “per sempre”.
Ma poco importa,
si tengono per mano ,
lui la guarda, lei sorride.
Il mondo si ferma.
Due giovani si rincorrono sul mare ,
su di loro un cielo di lava incandescente.
La gelosia, il possesso, l'infinita follia di un illusorio “per sempre”.
Ma poco importa,
si strattonano le mani,
lui la picchia, lei grida,
il terrore negli occhi,
il terrore negli occhi,
poi, un salto dalla scogliera.
Lei non sorride più,
il mondo si ferma,
mentre il suo cuore annega nel blu.
mentre il suo cuore annega nel blu.
Dolce fanciullo chino sull'erba,
verdi cespugli rapivano il tuo sguardo
non ancora offuscato dalla tragedia degli anni;
schivo della speranza che ancora
non ti era indispensabile,
di quegli inutili, farseschi momenti
di cui non potrò più privarmi.
La libertà è l'eccitante fulcro della tua vita,
dei tuoi grandi pensieri
che sfuggono alla nostra anormalita'.
Vorrei vivere come te,
dolce fanciullo,
vorrei calare la maschera che mistifica il mio pensiero
che copre il mio vero corpo,
che nasconde il mio vero essere.
Eppure è solo dietro di essa
che carpisco gli ultimi sibili di speranza
gli unici cenni esasperati che mi permettono di sopravvivere.
Dietro le tue intelligenti urla,
gemiti sordi e violenti
il tuo muoverti incomprensibile,
nulla deve essere nominato.
Vorrei strisciare sull'erba e sporcarmi di verde,
fare pipi' sulle mura del castello,
sputare in faccia a tutti il cibo che vogliono farmi mangiare
e che io non voglio.
Vorrei immergermi nella tua infantile voglia di vivere
nella tua sincerità né pacchiana né teatrale,
vorrei essere un fanciullo come te
umile filosofo, piccolo sapiente.
verdi cespugli rapivano il tuo sguardo
non ancora offuscato dalla tragedia degli anni;
schivo della speranza che ancora
non ti era indispensabile,
di quegli inutili, farseschi momenti
di cui non potrò più privarmi.
La libertà è l'eccitante fulcro della tua vita,
dei tuoi grandi pensieri
che sfuggono alla nostra anormalita'.
Vorrei vivere come te,
dolce fanciullo,
vorrei calare la maschera che mistifica il mio pensiero
che copre il mio vero corpo,
che nasconde il mio vero essere.
Eppure è solo dietro di essa
che carpisco gli ultimi sibili di speranza
gli unici cenni esasperati che mi permettono di sopravvivere.
Dietro le tue intelligenti urla,
gemiti sordi e violenti
il tuo muoverti incomprensibile,
nulla deve essere nominato.
Vorrei strisciare sull'erba e sporcarmi di verde,
fare pipi' sulle mura del castello,
sputare in faccia a tutti il cibo che vogliono farmi mangiare
e che io non voglio.
Vorrei immergermi nella tua infantile voglia di vivere
nella tua sincerità né pacchiana né teatrale,
vorrei essere un fanciullo come te
umile filosofo, piccolo sapiente.
Un punto estremo
si approssima allo sguardo:
il confine con la morte.
Non occorre lasciapassare
per varcarlo.
Un bimbetto può oltrepassarlo
per gioco.
Alcun filo spinato
difende gelosamente
il nuovo stato.
Anime perse, compagni di guai;
spiriti vani,erosi dal vento.
Lasciamo questo mondo:
ci regala solo disprezzo.
Gettiamo i rimpianti
nei profondi crepacci.
Non servono lacrime
al viaggiare senza ritorno.
si approssima allo sguardo:
il confine con la morte.
Non occorre lasciapassare
per varcarlo.
Un bimbetto può oltrepassarlo
per gioco.
Alcun filo spinato
difende gelosamente
il nuovo stato.
Anime perse, compagni di guai;
spiriti vani,erosi dal vento.
Lasciamo questo mondo:
ci regala solo disprezzo.
Gettiamo i rimpianti
nei profondi crepacci.
Non servono lacrime
al viaggiare senza ritorno.
Ora ripesco dal sacco non le corna dell'alce
o di cervo - sapete, le vegetali felci.
E fino a qui
nessun aratro.
E fino a qui
nessun aratro.
Ma nulla nemmeno
dopo andando avanti.
La negligenza sarà infatti un gesto
di lindi polpastrelli su un abito di creta
o su una bocca
di bacca
di bacca
di phytolacca,
come a dire: no, egregi,
ormai non c'è più speranza.
Scale a chiocciola di uomini grassi, infilzati da rose rosse di nome avidità,
gabbiani dagli occhi morti sputano sassi sui pescatori di perle di gomma.
Donne in calze autoreggenti affamate d'amore,
strascicano reti vuote sulle spiagge selvagge della solitudine.
Bambini , stinti e senza volto , che, aggrappati ai loro sogni, indicano comete di periferia,
mentre violini scandiscono la melodia del tempo che non verrà.
Occhi annacquati da cristalli liquidi osservano il mondo stando di spalle,
capo chino, immersi nella pioggia tossica dell'apatia generazionale.
Ma tutto tace mentre l'alba tramonta,
e il futuro tutto ad un tratto sembra più nitido, più incerto, più chiaro, più nero...
gabbiani dagli occhi morti sputano sassi sui pescatori di perle di gomma.
Donne in calze autoreggenti affamate d'amore,
strascicano reti vuote sulle spiagge selvagge della solitudine.
Bambini , stinti e senza volto , che, aggrappati ai loro sogni, indicano comete di periferia,
mentre violini scandiscono la melodia del tempo che non verrà.
Occhi annacquati da cristalli liquidi osservano il mondo stando di spalle,
capo chino, immersi nella pioggia tossica dell'apatia generazionale.
Ma tutto tace mentre l'alba tramonta,
e il futuro tutto ad un tratto sembra più nitido, più incerto, più chiaro, più nero...
Pareti imbiancate ad illudermi un po’
che al prossimo giro il grigio s’attenui
mentre enfasi ancora non trovo
per metter da parte tinte e pennelli.
In quest’ora di respiri implodenti,
d’echi sconnessi dal tocco del tempo,
quando anche ritardo portano gli astri,
persino la luna mi appare insolente.
Perfetta, la mia solitudine va
a fondersi stretta al nero di notte
ed ombra tra ombre diventa all'istante,
perfida icona del tutto e del niente.
che al prossimo giro il grigio s’attenui
mentre enfasi ancora non trovo
per metter da parte tinte e pennelli.
In quest’ora di respiri implodenti,
d’echi sconnessi dal tocco del tempo,
quando anche ritardo portano gli astri,
persino la luna mi appare insolente.
Perfetta, la mia solitudine va
a fondersi stretta al nero di notte
ed ombra tra ombre diventa all'istante,
perfida icona del tutto e del niente.
Frutti primordiale che si pianta e si irriga,
ma solo il Creatore può con rigoglio sviluppare
Estasi di un'anima che fuoriesce dal corpo
per liberarsi in eterno abbraccio al Padre Celeste
Divinità la proclama eletta, ma deve guadagnarsi
la chiamata con opere di carità
Emblema di una Trinità che in lei spera,esulta,
agisce e piange sommessa per le sue frequenti cadute
ma solo il Creatore può con rigoglio sviluppare
Estasi di un'anima che fuoriesce dal corpo
per liberarsi in eterno abbraccio al Padre Celeste
Divinità la proclama eletta, ma deve guadagnarsi
la chiamata con opere di carità
Emblema di una Trinità che in lei spera,esulta,
agisce e piange sommessa per le sue frequenti cadute
Ho bisogno di sentire
la voce del vento che soffia.
la voce del vento che soffia.
Il respiro
della vita sulla mia pelle.
della vita sulla mia pelle.
Un tocco magico
fra cielo e terra.
fra cielo e terra.
Sogno...
Il cielo coperto di stelle,
in questa notte interminabile
spio quella voce nel vento
che annuncia tempesta.
in questa notte interminabile
spio quella voce nel vento
che annuncia tempesta.
Sono qua ad attendere
le carezze dell'arcobaleno
che arriverà,
sarò pronta a ricominciare
fino a che la vita
non ci separi ancora
da questo tramonto
e dal cielo che mi parla...
le carezze dell'arcobaleno
che arriverà,
sarò pronta a ricominciare
fino a che la vita
non ci separi ancora
da questo tramonto
e dal cielo che mi parla...
Il sorriso si ritrae
nello scettro del domani
d'inchiostro nero
se anche a decoro
vorrei invadere
la calma
adornata sposa
nello scettro del domani
d'inchiostro nero
se anche a decoro
vorrei invadere
la calma
adornata sposa
del celebre silente
Trascende
la scelta del colore
il vuoto
di naturali al negativo
Sfianca il presente
in effluvio di suppliche
compagine assente
d'atea trasparenza
ricurva di gioia.
Trascende
la scelta del colore
il vuoto
di naturali al negativo
Sfianca il presente
in effluvio di suppliche
compagine assente
d'atea trasparenza
ricurva di gioia.
Valzer di zapping alla tv,
Prozac nella testa,
connessioni neuronali difettose,
molecole distorte negli occhi,
trito di pensieri nelle cartine di convenevoli sorrisi.
Defibrillo l'anima comatosa,
prendo il cappotto di espressioni confuse per affrontare l'oscurità del cortile ma resto lì.
Una voglia di urlare mi assale ad ogni battito di ciglia,
io capo chino, la tv che spara flash di continuo,
secondi che diventano minuti,
ore che diventano spazi immensi,
intanto tremore, come epilessia,
poi strettoie, cunicoli, labirinti, ali di cera, voli pindarici.
Rapporti sociali confusi,
scimmie glabre in cerca di attenzioni nei lucenti specchi dell'amoralità.
Legami di plastica , fatti di usi e riusi, piramidi lego di menzogne.
Spasmi di infelicità avvolgono la mente.
Tutto finirà mi dico,
intanto la tv trasmette ancora
e fluisce dentro me le sue onde elettromagnetiche al vetriolo...
e fluisce dentro me le sue onde elettromagnetiche al vetriolo...
Mi accomodo in poltrona,
un altro show sta per iniziare,
un altro show sta per iniziare,
Sorrido,
poi crollo.
poi crollo.









