Le Cariatidi hanno resistito e resistono tutt'oggi alle ingiurie del tempo. Le Cariatidi del nostro tempo no...
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Libero  

Questo autore ha pubblicato 140 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Respiro aria
odorante di mare calmo;
mi rincuora sentire pace nella natura
tra il sole ormai alto
e il mezzogiorno ancora lontano.

Osservo l’agave orgogliosa
mostrare le foglie grasse,
piene
di spine e sale luminoso.

Osservo te amore mio
che sei con me
a confondere il canto del mare,
con la voce dei violini
ad incantare il giorno.

Sei con me,
tra un’orchestra d’onde
che, vibrano come corde d’arpa
in una Zorba antica.

Respiro aria…
aria fresca quasi pungente,
ma calda la musica
che m’avvolge.

Immagini di carezze
le tue…
saporite, di salsedine
e labbra umide a lambire le mie.

Aria nuova
che sale a ritrovare...
dopo il vento dall’urlo forte...
la vita.

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: elvio angeletti  

Questo autore ha pubblicato 232 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Accade, così, quasi tutto per caso,
come della tramontana lo schiaffo
a rammentarti l’ordine delle cose
nel luminoso incedere del giorno.

L’amore che stai tenendo per mano,
spianato dall'urto del suo stesso pensiero,
sdraiato sul cuore a fruir di riposo,
al dopo rimanda il resto del canto.

Accade, così, che il freddo ti prende
e lana su lana di corsa tu aggiungi
mentre in fila già arrivi alla cassa
dietro chi come te non può sognare.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

Questo autore ha pubblicato 491 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Così procedo

e fingo

pur di non mangiare cinese,

 fingo

  sprecando battute,

fingo

di fidarmi approssimativamente del prossimo

come di me stesso,

per davvero,

però niente altra guancia

e se trovo qualche parola magica

è solo per il dessert.

 Non ho amato essere oracolo,

salire sul pulpito e tollerare Serse,

ma nemmeno essere ilota.

 Ricucio le ali della folla

che sa eleggere un principe oggi

e spolparlo l’indomani.

Scrivo sempre un filo del discorso

anche fingendomi tonto,

mentre introduco l’appuntamento:

sarai davvero al mio fianco,

così non sguscio dall’equilibrio?

Fingo

che so contare oltre le mani,

per questo vivo,

anche se la matematica m’arrugginisce.

 La mia città ha superato 7 assedi

 usando kilometri di cunicoli:

gente cieca li faceva,

gente muta li tramandava,

gente sorda a guardarti.

Appena posso mastico liquirizia,

fingo

 di non aver fame,

ti dono una carezza e mendico tutt’altro,

contropartite d’amore

Facciamo una serie di fotocopie,

 un sole pallido rimbalza,

nella fretta dell’eros mi spogli a metà

quasi a strappare.

Spero di  essere per te

 più di un fiammifero sfregato,

vuoi dolcezza, non solo spinte,

 sento vento forza tre,

magari mi smarrisco su qualche cresta.

L’orizzonte? Un blu notte.

Abbasso il finestrino appannato

fino a metà,

nel circumnavigare il vicinato

evito vicoli ciechi

e attacchi di hezbollah

coi razzi perforanti a sfiorarci la testa,

meno ancora la gente non commestibile

di legno levigato

 che sogghignando finge,

ma è nervosa

per questo mio aspetto infarinato.

Rispondo

e mi fingo educato

intrufolando domande provocatorie,

 non tocco mai chi non so incontrare,

il bagagliaio è vuoto,

fingo,

niente fiocine stavolta,

 meno ancora armi pronte all’uso,

la vita ha già troppo da piangere.

È già la terza volta che incontro nei fari

un branco di randagi,

sono controfigure di un film surrealista

o per davvero stanno aumentando?

Oltre il finto muro

hanno ripreso a bruciare copertoni,

il puzzo infradicia la striscia di Gaza:

si parla di accordi,

ma non per questo.

 Per davvero

 ti racconto un sogno ricorrente

dove sto in mezzo a un mare piatto

coi piedi a mollo,

le alghe fosforescenti la notte,

tu lentamente ti volti,

le mani raccolte a nido,

le labbra si allargano

e dici “Sargassi, il mar dei Sargassi hai sognato”.

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: dario moletti  

Questo autore ha pubblicato 19 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Gatto stracco
facciamo un patto
gioca mangia,
salta in alto.
Se ti accarezzo
non graffiarmi la mano,
corri in giardino e
salta sul ramo.
Fai le fusa
se ti tocco la testa,
accoccolati vicino al fuoco
quando c'è la tempesta.
Sogna i grilli,
lucertole e ragni,
gioca col gomitolo
senza dubbi e inganni.
Scaldarmi i piedi
col tuo pelo caldo,
aspettami sull'uscio
se sono in ritardo
Essere indipendente
che vuole girovagare,
infine sulla mia coperta
ti vuoi raggomitolare.






1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Michelina  

Questo autore ha pubblicato 209 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Il Cassetto dei Sogni: Camelia bianca...

Petali di bianco candor e gocce di pioggia a
sospirar su foglie verdi.
Ricordi a sbocciar 
nel cuore e tante goccioline a
scoppietar di pianto ed evaporar nel mondo.

Ricordi fra prati valli e boschi a
scivolar su nubi stanche
fin sfiorar il sole, 
ed ivi riposar nell'eco
di un dolce canto!



1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Adele Vincenti  

Questo autore ha pubblicato 109 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Chiudendo gli occhi

scrivo con la fantasia

immaginando le tue mani

sospiro alla vita

mentre

dandomi dello sciocco

immagino il tuo volto

cercando nel vento

le tue parole

prendo tra le dita

il tuo profumo

ascoltando il tuo respiro

su di me

quell'essenza

che sa di te

e tra queste pareti

della mia fantasia

inalo il tuo calore che lasciasti

tra queste mura

ascoltando ancora il nostro silenzio



1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Enzo Agostini*   Socio ordinario del Club Poetico dal 21-03-2011

Questo autore ha pubblicato 117 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Tregua sul lancio delle pietre

Carissima, al secondo scatto il nottolino sforza

piegando la chiave made in Taiwan:

le do di Svitol

come sulla mia sporca lingua,

o alla carta da zucchero che trattieni

sotto i tuoi vestiti

fin dove firmo con le fiamme

tacendo sui cucchiai sporchi di burro d’arachidi.

Sorgenti luminose sul soffitto

e donne ottuse a gridare dabbasso

in un tosto mal di testa,

ho ancora dei coriandoli nelle tasche

insieme alle mentine.

Dal belvedere le dune sembrano più sporgenti:

le conosco e le temo,

qualcuno non è tornato,

le ossa sbiancate da qualche parte

ora raccontano alle intemperie

della iella in un giorno assassino.

Cinque secondi per girarmi

dieci per fuggire,

surrogati di caffè e Coca-Cola,

Depalgos per alleviare il dolore,

così discendo dalla grondaia fino in strada

e raggiungo la tua mano

per baciarti da ventenne.

Oggi non scriverò niente di buono,

me lo sento,

anche scandagliando qualsiasi immensità

che m’invita,

ti siedo accanto e sbircio il seno

e chissà perché mi viene in mente lo sciroppo di ciliegie

 spremendo le tue labbra che circondano la voce.

A volte sento d’essere un materassino sgonfiato

sul fondo della piscina,

ma ti girerò come un vortice del vento

afferrandoti dal trapezio.

In fondo la vita è una bilia che rotola:

tutto dipende

dallo spazio che si prende.

La serratura solletica i miei occhi

cosa scelgo,

d’essere un cane che azzanna,

o il pesce che abbocca?

Sono avanzato fino nel giorno

che mi hai rapito

camminando all’indietro,

ti ho salutato sulla maiolica.

A volte ritorno ad anni prima

e li limo per non trasformarmi in iena.

1600 anni di ripetizioni permalose,

di pire perennemente accese,

di felini gettati insieme a un ballo

invocando il nulla

per uccidere il garbo.

Intingo il pane vicino a una grotta,

Gerusalemme mi guarda,

i soldati pretendono,

gli ortodossi m’offendono,

un giorno prego, l’altro saccheggio…

Ho abbandonato i discorsi eroici,

i cibi precotti,

posteggio nei posti bui

anche se mai sono a mio agio

 nei territori arabi

ma non do nessune colpe,

 suono da te e salgo

per un budino al caramello.



1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: dario moletti  

Questo autore ha pubblicato 19 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Movimento sussultorio,schiumoso e limpido,
rivela un doppio volto:puro e infido.
Affresco di un pittore,
immortalato da varie sfumature di color
Ruggire sembra il suo cavalcare,
quando
si alza con tratto da sbruffone.
Esterna spesso terrore ed ogni imbarcazione
sballotta nell'acme del suo furore.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

Questo autore ha pubblicato 240 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Deve piovere prima o poi...
per non discernere le lacrime
ed evitare la furia degli ingordi.
Nell'apatia si ferma il pianto
e nella gola trova dimora.
Mi rivesto d'arroganza
trascinando il dolore
in un baratro senza fine.
Sarà tempesta prima o poi...
per occultare le grida del cuore
ed uccidere l'enfasi della rabbia.
Nel silenzio soffoco le parole
che nella testa sono in attesa.
E di maschera mi ricopro ancora
di un finto ed odioso sorriso.
Tutto diverrà inferno nell'inverno.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Clorinda Borriello  

Questo autore ha pubblicato 295 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Atomi pesanti come pensieri,
Rimorchi di delusioni,
strade, autotreni,
Illusioni fantastiche, 
Dolci malinconie, 
Note, sorrisi, fate, allegorie. 
Rovo senza spina, 
sogno a mezz'aria,
l'alba si allontana, 
con il suono di una nenia. 
La notte scorre piano, 
l'amore lenisce 
i dolori del costato 
insinuati come lische,
Nella mente di un sognatore 
che ogni notte salpa ancora
con occhi umidi, penna al cuore, 
nell'oceano della sua anima.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Fabrizio  

Questo autore ha pubblicato 43 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Casette allineate,
siepi ben tagliate, 
sembra tutto 
perfetto. 

Ma oltre la siepe
c'è l'ignoto,
tra misteri e buio. 

Solo tanto
AMORE 
ci aiuterà.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Grazia Savonelli  

Questo autore ha pubblicato 312 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

“Some days I can't get an idea, and I think, 'Man, I'm just washed up,' but it's just a mood.“

Jean-Michel Basquiat

New York City d’estate
è un bambino annoiato
che aspetta che l’afa
si dissolva
con i mostri
dei suoi  fumetti.

Ed è così anche per noi,
che da un po’ si vaga sedotti
verso il disagio dell’irrilevante,
verso l’ebbrezza della fama.
Siamo ancora troppo fragili 
per piegarci al criptico
e troppo infantili 
per cedere
alla piaga 
dell’ansietà.

SAMO è morto,
ma la sua psiche 
è rimasta bloccata

nei miei incubi.

Vive qui ora:
fra il lobo 
temporale destro
e la mia irrazionale paura

di invecchiare senza crescere.

Io conosco un tempo sospeso:

l'Ora del The con i biscotti, due.

Celeste e la sua bambola cullata,

schiocchi di labbra per parole rotonde,

ripescate da un lontano fiume di gioie.

"Tartufèna Tartufèna,

mo che bii uc

ca t'am poort stamatèna"

Il piccolo diventa grande,

il grande ritorna piccolo.

Come il mio stupore

altalenante

“Happines will find you when you stop hiding”

Jean-Michel Basquiat

 
^^^^^ (scritto da Sabina e Charlie) ^^^^^


1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Charlie  

Questo autore ha pubblicato 664 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Apro il file:

le bandierine rosse circoscrivono gli ordigni,

navigo come un hacker nel sistema,

labbra secche

e una carica a molla conficcata nelle vertebre.

Ero? O sono?

Adesso non importa molto,

percorro questa strada in fretta

evitando di curvare,

tanto non scorgo poeti

tagliarsi le vene alla mattina

per ricucirle alla sera.

Raggomitolato nel sonno subacqueo

ti cerco per spogliarti

dal cotone intrecciato e un’anfora colma,

hai ancora Mogadiscio nel respiro

ed alcuni di quei numeri segreti,

il diavolo tra le bancarelle del pane

l’acqua e limone contro la dissenteria.

Sono sempre armato da cattivi propositi

pur accarezzando goloso

 l’odore della folla,

posso comprare quello che voglio,

ma mai quello che spero

con questo dito levigato dal grilletto

non vendo porta a porta spazzole e affini.

Se tu mi sposassi

aggiungerei un posto sull’aereo

non uno via mare con burrasche.

Accetto il latte di capre filtrato

come pure il formaggio stagionato

con le focacce,

questo paese che m’umilia

con un dialetto gutturale,

ma se lo amo è decifrandoti.

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: dario moletti  

Questo autore ha pubblicato 19 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Guarire delle accuse
di finti sorrisi.
Dimenticare il dolore
giocare
a chi fa più scena
cancellando le parole.
Placo la rabbia
per non piangere
vittima delle emozioni
per il bisogno di amarti
ennesima notte insonne
fra lacrime e occhi gonfi.
Accantonare rancore e odio
vivere per il bisogno
di sentirti parlare.
Ascoltando il tuo silenzio.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Silvana Montarello*  

Questo autore ha pubblicato 815 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.