parlassi...
tesserei ricami
di parole mute;
il foglio bianco che attende.
Il sole riflesso abbaglia gli occhi miei
mentre l'inchiostro delle mie vene
arde di passione,
sentimenti taciuti,
stanchi di lottare per sopravvivere.
Vorrei accarezzare ancora
il tanto sognato Amore.
Vorrei sorridere ancora
nel nostro giardino d'infinito.
Or cammino solo, occhi spenti
in un sentiero privo di musica...
privo di colori che fino a ieri
hanno dato vita a magici scenari.
Bello il volto
che rifletteva l'artificiosa luce
Bello il volto
che rifletteva l"ombra dei monti,
Bello il volto incolore
senza luce nella notte
Bello il volto forte delle sue forme
Belli gli occhi che riflettevano
il sole appena tramontato,
Belli gli occhi ispidi
come un cespuglio di ortiche
Belli i capelli
come innocenti filari,
Belli i capelli
come le cascate che gocciolano,
Belli i capelli
come il tuono che addormenta,
Belli i capelli
come una coperta che riscalda,
Bella la bocca
come il cibo che ingoia,
Bella la bocca di labbra armoniose,
Bella la bocca
che può essere solo sensuale,
Bella la bocca
che non puoi sentire.
Belle le mani di cinque dita,
Belle le mani con i polpastrelli,
colline acerbe in un inverno crudo,
Belle le mani piccole e grandi
Belle le mani dal tatto sensibile,
Belle le mani esperte e distese.
Bello il petto coperto da vesti,
Bello il petto che potevi immaginare,
Bello il petto impersonato,
Belle le gambe coperte dai jeans,
Belle le gambe scolpite dal tempo,
Belle le gambe vive come la luna.
Bello ciò che di più erotico
potevi pensare,
Bello ciò che potevi desiderare,
Bello ciò che hai amato
ma che non potevi amare.
sanno solo parlare.
Sono scie di fumo,
svanenti in un battibaleno.
Invano si cerca traccia
di flebili verba
che non stanno in piedi,
nemmeno con un bastone.
Inutile librarsi in aria
a catturare l'immenso.
Lo smog fagocita
parole,
belle,eleganti, forbite,
tutte senza senso.
denuderò l’immagine della tua anima
il mio amore la rivestirà
sulla passerella della primavera
la irradierò con i profumi dei suoi prati
con i colori dell’arcobaleno
dipingerò i tuoi occhi di cristallo
avvolgerò il tuo corpo in strisce di luna
proteggendolo dalle tempeste, di paura e indecisione
sorriderò al soffio delle nostre vite
mano nella mano
accarezzati da aliti di vento
come aquiloni voleremo sulle ali del tempo
i cuori si fonderanno
due corpi in uno
i sensi troveranno la pace
il giorno ci sveglierà abbracciati
nel labirinto del prima
il dopo mescolerà le carte
superando la barriera della disciplina
le condizioni non sono parole scritte
i sogni spariscono come fantasmi
l’amore non sente ragioni
arriva all’improvviso
ti stordisce, ti confonde
non è mai certezza
in un attimo vola lontano
come foglia d’autunno
la paura non mi sorprenderà
accenderò la melodia del cuore
le note girano come droga, ti danno sicurezza
voglio credere che ascolteremo insieme
le melodie dell’anima
Silenzio verrà
tra i silenzi urlati
e le urla taciute.
Silenzio Verrà nella polvere delle tastiere,
nel cigolare muto delle sedie.
Un altro teatro di stelle e tarli
e radici di platani
saranno platea
nell’eco di spente prose.
Ogni attore si piegherà
sul gobbo
leggendo il bianco e nero
e l’applauso dei venti
ricorderà le repliche plaudenti
della vita che fu.
Gioventù, successi e trionfi,
quanti fiori nel tuo camerino,
quante proposte e quanti amori,
quante serate e quante notti in bianco.
Film d’amore, drammatici e musicali,
tragedie e romanzi senza mai fine,
medaglie, oscar e onori a non finire,
c’è sempre fila dietro alla tua porta.
Serate di gran gala ed alta moda,
sembra che il mondo sia ai tuoi piedi,
quanti giornalisti si danno spintoni,
per uno scoop e per scattare foto.
E non ti dico poi il conto in banca,
cresce vorticosamente senza misura,
tutte cose belle da non lasciar sfuggire,
il tempo però passa e non ti accorgi.
Addio gioventù e cose belle,
la pelle fa le rughe sul tuo viso,
non sei più la bellezza che eri prima,
Addio a proposte, trionfi e contratti.
Dal successo passi presto al declino
e tu non riesci mai a rassegnarti,
addio fiori ed applausi in camerino
e tu cadi in una forte depressione.
Il tuo conto in banca mai più cresce,
finché t’accorgi che hai sperperato tutto,
il successo non accetta mai il declino
e questo porta spesso anche alla morte.
Fu il tempo a fermarsi davanti al tuo viso
Chissà se pensavi alla tua eterna estate
O se inseguivi i sogni dall'altra parte della strada
Hai lasciato Luglio s metà strada
Ed ora corri la dove l'inverno si dice non c'è
Quanti amici ritrovati
E quanti ne aspetti
I fiori al balcone non li vedrai
Colorati dai giorni di sole
Chissà se c'è inverno la dove sei adesso
O se corri al mare ogni giorno
Chissà come vivi la dove sei adesso
Dove la neve non brucia le viole
Qui tutti si chiedono perché
Se sei un Angelo o rinasci ancora
Chissà se l'autunno arriva da te
Ma forse è eterna l'estate...
Chissà se c'è inverno la dove sei adesso
Luglio ritorna ogni anno
E i fiori colorano casa
Il tuo sorriso che manca al mondo
Ma l'inverno non c'è la dove sei adesso
Seduto dietro il banco del caffè,
travestito da conformista .
con la vana certezza
che il giorno nascesse con la mia gioia.
ne ero più che sicura.
nessuno avrà mai
un sole privato.
ma io lo custodisco a casa
attaccata a me.
ops sono già le otto
eccolo il mio pianeta sempre luminoso
apre gli occhi solo per il caffè.
ed emozioni
dentro una giornata
di pioggia,
prima o poi
arriverà il sole.
Sono queste
le dosi di felicità
che la vita ci dona.
Zittisci i pensieri
che in questi anni
hanno chiuso gli occhi.
Ascolta il battito
del cuore
forse questa
è la felicità?
L'azzurro invade incurante il cielo
assapora l'orizzonte
scandagliando gomitoli di nuvole
silenzia il grano arruffato dal vento
oro prezioso tra le finestre del sole
ove ricami tremuli frastornati e perpetui
dilettano docili papaveri rossi .
La solitudine
è nei campi carica di polvere e sospiri
Dio benedica il contadino
quando sminuzza e frantuma il terreno
a suo modo scrive, dipinge e sparge i semi .
Tutto avrà un sonno lungo e breve.
Cadon le foglie , giace la neve ,
dolce il tepore accarezza teneri germogli
e falce in mano stanno i covoni
a rimirar le stelle .
Arpeggia Giugno ogni fiato, ogni passo , ogni cuore
e in un sacco di juta riposa il chiarore .
Dio benedica il profumo fragrante
che si sperde all'alba nella via
odora di forno a legna ,
un taglio a croce ansito d'amore ,
una carezza e cosi sia .
Ad ANNA POLITKOVSKAJA
Ma che bel castello marcondiro marcondello
Oh che bel castello marcondiro marcondò
Nella voce t’hanno ucciso,
così mi sveglio dal sogno
strozzato da corde di un liuto
nel solito aspetto del buio.
La mano sonnambula, a mezzo metro,
pasticcia sulla sveglia muta,
sulle torri di tazzine,
nel disordine ammucchiato.
Eri tu od ho solo afferrato aria?
Barcollo sentendomi dannato
senza più sorprendermi
del prurito oltre la fronte
o del decidermi nel togliermi
come una foglia che cade,
in questa ineluttabilità
di due metodi che vorticano in padella.
Eppure non ci sto a morire
come se niente fosse,
mentre manco ancora
quel soffio sul baciarle i petali
elevando il capo
sopra dei presunti nemici,
il laudano non sarà eterno
per elaborare il non sorridere mai.
Il gatto mammone ammette d’aver spezzato rami
cacciando passeri,
ma nicchia nell’usare benzina e paglia,
pur di gongolarsi l’erezione
mentre mastica e sputa brandelli.
Io rimango come l’occidente omertoso
che dileggia per quell’insolito capriccio
di fianco al flaccido sedere.
Nei sobborghi le mie scarpe son gelide,
le dita pigolano ipotermia,
mentre respiro come se fumassi,
un altro Natale da eterosessuale
alla meno peggio
con vetrine ricolme di usi e abusi,
con carne salata e cioccolato.
Chissà…come bruciava Groznyj?
trasuda nel respiro
rugiada cristallina.
I tuoi occhi schiusi,
raccolti sono, nella fiaba
del nostro attimo inatteso.
Vibrazioni forti
percorrono liberi
le caldi curve
più sconsiderate del tuo corpo.
Il corpo, dal momento, reso fragile
dai pensieri raccolti
all’ombra dell’imperfetto
sapere di noi.
Tuonano i tuoi sospiri
d’infuocata passione
nel mio respirarti
dimorante nella tua carne,
incidono il nostro legame.
sei il focolare
della mia mente
da plagiare.
mi fai sentire fuori dalle righe
ma ormai sei controllabile
sei bionda come le spighe.
ti ho uccisa tante volte
ma tu ti sei sempre rialzata
sei sbadata
anche un po' inadatta.
sei il fuoco dei miei giorni del vero freddo invernale...











