di certe mie vittorie entusiasmanti
quando incredulo mi rannicchiavo
sotto la densa coltre del cuore
e mi volevo un bene da morire.
In forma dolce, pure mi ricorderò
di certe mie sconfitte clamorose
quando incredulo mi rannicchiavo
sotto la densa coltre del cuore
e m’odiavo, m’odiavo da morire.
Tra le une e le altre feci un compromesso,
quel mio amar la vita in ogni senso,
in ogni senso vuole mi conduca,
in ogni dove la si può amare,
in ogni come la si può afferrare.
Intanto, conto i susseguenti resti.
Normale volli io rendermi agli altri,
in dotazione un sensibile sentire,
una pazienza che non si misura,
fino a soffrir delle mie stesse scelte.
Ti ho portato la colazione a letto
sul vassoio luminoso d'argento
con la tiepida luce di un mattino
svegliato dal mare.
Avevi il viso stropicciato dal sonno
e quando hai sorriso al buongiorno
non so, ricordo che ti ho salutato
come fosse la prima volta.
E il tempo non esisteva.
E l'amore un'abitudine.
Vacillano i passi.
Ma sono vecchio dentro
per questa paura
di non meritarmi
ancora questo mondo
ché mi ha dato tanto
e anche di più.
Cos’altro può darmi
che non ho già avuto?
Ho conosciuto il dolore
forse troppo
ma chi non l’ha mai provato?
E le tante gioie
che ho dissipato in un amen
bruciando le candele
nel chiedere perdono.
Vacillano i passi
per questa vita
che mi ha ubriacato
ed ora non basta la sobrietà
per coglierne l’essenza.
Vacillano i passi
ma voglio ancora camminare
abbracciato alla speranza.
Quando la vita sembra meschina a chi meschino è, non c'è da meravigliarsi se si cerca di sembrare ciò che non si è. Si diventa lavavetri, tentando di cancellare le proprie macchie e credendo che siano d'altri. Ad arrampicarsi in alto tra le insidie della vita, il vuoto appare così tenebroso che ci si sente attratti per precipitarvi dentro. Se si è codardi, si scagliano frecciate dalla punta spuntata che non colpiscono nel segno e ricadono indietro come terribili meteore di fuoco.
Al Genio della lampada chiederei come primo, secondo e terzo desiderio:- Taci per sempre...mai più parole, ma eterni mugolii di rabbia e di dolore.
Se potessi aprirei quella porta per farti fuggire.
Se potessi eliminerei i soldi, radice di ciò che è male!
Se potessi butterei i miei sbagli in un pozzo nero.
Se potessi cambierei la mia pelle per essere uguale a te.
Se potessi adotterei tutti gli orfanelli.
Se potessi con le mie lacrime annaffierei il deserto.
Se potessi sicuramente cancellerei tutti i virus del mondo.
Se potessi metterei fiori nei cannoni.
E se potessi estirperei l'egoismo ma questo è un castello in aria!
corri come il vento piccina
non ti fermare.
Respira l'ossigeno di quei campi
che tanto ti hanno fatto giocare.
Coraggio,
adesso a pieni polmoni
tra i singhiozzi della paura
e la preghiera per quello
che non ti hanno insegnato a... pregare
scappa lontano
dalla morte corporale
di violenta innocenza
corre la tua condanna.
Fuggi,
dall'ombra nera che ti insegue.
Piccola fatti guidare dai giganti,
amici di quella pianura.
Trova la vita
che si rifugia nella salvezza...
ti ricostruirà donna!
La mia anima carezza la tua,
la ammira, la brama, la penetra.
La mia anima raccoglie il suo dono e ha bisogno di farsi dono per trovare la felicità
Nuove e vecchie immagini mi riempiono di sapori e sensazioni tra i quali inebriato mi perdo.
Anima, mente, desiderio, tutto alimenta questa voglia di te continua che senza tregua fa pulsare il mio sangue e proietta il mio corpo.
E quando sono i corpi ad avere la parola, tutto torna al suo posto, io sono al mio posto,
l'unico che abbia mai conosciuto: Tu!
Non c'è attimo in cui non faccio l'amore con te.
Tieni caldo un posto nel cuore
anche adesso con questo grigiore
così quando potrà verrà a scaldarsi
da questo freddo che fa solamente male.
Tieniti pronta per ricominciare
a qualunque avventura
o a una storia d'amore
passeranno in fretta i momenti difficili
dove perdi i pensieri osservando i ricordi.
Tienilo appeso a quel filo di vento
rimasto nel cielo per non disturbare
e scrivi sui vetri appannati
così la luna lo possa vedere
quanto è bello il ricordo
di quell'attimo d'amore.
Sono belle da morire
da fare leggere alle stelle
le parole che tante volte scrive il cuore
fan scaldare anche la nebbia
che in un attimo la sbiadisce
dissolvendola dentro nuvole infinite.








