Apro gli occhi,
compagni del buio,
una distrazione
dal sonno
ormai svogliato
di sfocata cecità.
Un bisbiglio
di parole lo riconosco,
la voce ancora roca
tra le lame di luce
e le lente carezze
d’un preludio d’amore.
L’amore che cavalca
i minuti,
cambia il mio viso,
segue i lamenti
racchiusi in vasi canopi
e scivola con labbra lievi
sulla spalla che nuda s'arresta.

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Profilo Autore: Libero  

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Non ci sono parole per descrivere il dolore che questa triste notizia mi ha dato.
Ti sono vicina, ora più che mai.

Oggi piantiamo il nostro dolore, nel campo della tristezza. 

So che le parole volano da te 
ma il mio cuore è con te .

Possa il tuo ricordo colmare questo mio vuoto lasciandoti una rosa rossa accanto a te. 

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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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La voce sottile di mio padre

 quel giorno

si è fermata sul mio viso

spezzato…

l suoi pensieri  hanno confuso

il giorno con la notte

e poi…

non c’è stato più tempo

per parlare e confessarsi

gli errori di una vita

è sfuggita la speranza

di riempire i silenzi…

ma oggi sento il suo respiro

nel soffio  tiepido della primavera

e nella danza armoniosa delle foglie

 che si staccano dalle radici profonde

dei boschi  autunnali.

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Profilo Autore: barbara tascone  

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Vorrei

appendere

in cielo

i miei pensieri

e poi

farli cadere

come fanno

certe stelle d’agosto

seguendo la scia

di desideri

ancora acerbi

per non credere

alle favole

e alle stelle

che abbandonano

il cielo

per avere consumato

il cuore.

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Profilo Autore: Antonio Girardi  

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Quando la sera chiudo gli occhi

volo in un angolo di chiesa,

sui gradini di un altare che

conobbe il sapore dei miei pianti.

Lì, sul dolore delle ginocchia,

chiamavo un Padre e una Madre

e, per un padre, chiedevo pietà,

una mano che stringesse la sua.

Lì, la notte trovo rifugio

quando il cuore cerca pace

lontano dal frastuono dei pensieri.

E prego, in un angolo di chiesa…

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Profilo Autore: Giò  

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C’è una distesa di ricordi

biondi come il grano maturo

che invoca un canto di spighe ondeggianti

una marea di toni azzurri

che evaporano nell’aria di un Tempo lontano

quando la tua voce scaldava le mie ore

mieteva i profumi dell’amore

riempiendo la cesta di margherite e viole.

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Profilo Autore: Turchese  

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E quanto mi farai godere?
Ed eccitare?
Mi conosci e lo sai bene
come farmi sbavare
mi aspetti sdraiata
come lucertola tra le pietre
poi t’inarchi
come spicchio di luna
tra le incertezze
ti muovi e poi ti fermi
appoggiando le ali
sulla mia fontana.
Dimmi però
fino a dove si spingerà la tua bocca
dove la tua lingua
in quali insenature le tue dita
quanto saprai essere casta e puttana
ingoiando l’essenza
di questa vita strana.
Dimmelo adesso che mi vuoi
dimmelo che mi ami
mentre innaffio le tue dune
e il fiume d’illusione
scorre tra le tue cosce
mentre con la mente fuggiamo via
dal sole e dal perdono
dalle angosce
per sfiorare i miei sogni d’anarchia.
Adesso dimmi
dove conduce questa strada
adesso che ci siamo liberati
di pulsioni e tentazioni
stringimi le mani e godi
adesso che non abbiamo età e nome
abbraccia questo candore
questo momento di intima libertà.
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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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Fu l’altra sera col primo freddo

sembravi un fiore coperto di brina

hai cercato le mie mani

per allontanare il mattino

da un tetto di stelle

e ti ho stretta forte a me

per farti dimenticare

che dovevi andare...

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Profilo Autore: Mark  

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Al primo cenno d’alba volli il mare.
Lo vidi, come me, in dormiveglia
con onde basse a far da mite coltre.
E lungo la battigia passeggiava
la brezza dai respiri così calmi
da non solleticar le sabbie stufe
di quella notte assai lunga e fredda.

M’avvicinai al nero scoglio mio
e poi da lì guardai l’orizzonte.
Il solito saluto al nuovo cielo,
i neri occhi di Peppe il pescatore
e quindi lesti in barca a ordinare
le lenze e l’esche per allietare i cuori.

Poi nulla più, soltanto vibrazioni
secrete da possenti emozioni.
Sul tavolo in cucina, caffè nero
versato nell’amaro denso cruccio
per un sogno impiccato al patibolo del tempo.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Il freddo
ha portato via
la serenità,
la Felicità.
Sguardi smarriti,
spifferi di vento
avvolgono
questa spaesata primavera
che bussa
alle porte chiuse.
Non c'è pace
per quel tiepido
dolce raggio di sole
che accarezza
i vetri chiusi.
Quel volto colorato
diventa un sogno
che svela
tutta la paura.

La paura 
allontana gli abbracci
i baci.
Fino a quanto ancora
dovremo tremare
in questa gabbia,
in questa prigione.
Protestiamo
ma non abbiamo una soluzione,
si poteva evitare.
Qualcuno cerca
di sistemare i guai.
La preoccupazione cresce
è solo un attimo
poi ritroveremo 
la speranza.
Ma intanto
siamo sempre più soli
e amareggiati.
Parole suonano
come echi stonati.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Andammo alla gravina,
fin dove le ginestre
sguainavano l'aprile
al grigio;
e tra le righe delle spighe
all'orizzonte
scrivemmo sonetti
di corse lievitate.

Sì, che i penduli capperi
tra le muffe avvinti,
schioccavano di fianco al nulla
grappoli di gioia audace;
e tra il ginepro astante
e l'erica abbozzata
ci parve il cielo danzar
di nubi e cirri.


E il primo arcobaleno
tra le nostre labbra
fu quel color di bacio
chiudendo gli occhi;
d'alloro e timo e mirto
l'argilla ebbe desio
e sul calcare nudo
fiorì l'amor di un rio.

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Profilo Autore: Stefano  

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E poi per te scriverò ancora

e sarà d'amore.

Non preoccuparti dei miei laghi neri,

del loro sprofondarmi dentro,

del loro tingermi gli occhi

e farne pozze d'oblio,

del fango che ancora ho sulle coltri.

Tu sei il mio lago bianco,

le acque calde delle terme di Saturnia,

lo scorrermi caldo nelle vene,

i pianeti che ho colto coi segnali orari

nelle stazioni ferroviarie,

appesi al tempo

come melograni in chicchi:

così divisa ero in tante abitudini

tutte silenziose e opache.

Tu mi sei sorto dentro

e a unirmi a te è stato il sole

 

d'aprile, di un giorno qualunque all'apparenza,

la carezza che c'è stata,

il bacio in piedi a occhi chiusi prima dell'arrivederci.

E sono nati sogni, stelle lontane in avvicinamento,

anni luce bruciati in un secondo

nello sfondo del cosmo.

E ora che sei mia - te l'ho detto-

nella danza delle ore,

guardiamo ai nostri movimenti lenti,

ponti su un futuro intravisto a singhiozzo.

 

D'aprile e d'acque,

superfici piane e continue di giorni e d'onde,

in quei legni ci siamo visti trafitti

e abbiamo sconfitto il tempo.

Appesi lì i nostri segni stanno

ed attendono che l'anima ritorni a puntate.



Andremo in onda sul canale in differita dello spazio

ed avremo la forma che la luce ci ha donato,

saremo pesci in quell'acqua

che affiora ogni giorno nelle parole

e nei flutti che ci stanno stretti,

lo vedi il pendio, a volte ci ruba il silenzio

e ci lascia le parole tra le lenzuola

...ma ti guardo e non hai più bisogno di parlare:

aspiriamo lo stesso fumo e siamo nello stesso libro

 

a puntate, l'incipit in un saluto festoso

poi andando a ritroso

le pagine bianche di vite imperfette

e la trama che procede a ondate,

flussi e riflussi della coscienza.

C'è da scrivere il finale

al tempo dei viaggi interstellari,

silenzi che ruotano intorno a Soli freddi,

stelle vicine alla scomparsa:

sarà un esplosione a cambiare

il panorama che abbiamo davanti.

 

Non è meraviglioso quest’amarsi

a frotte nelle grotte della coerenza?

Questo somigliarsi a rime e spunti?

E poi prendersi per gli occhi e non lasciarsi.

Non trovi che all’irraggiungibile

siamo giunti tra giunchi, foreste

compresse di stagioni? In verità

dico che siamo due sole mani giunte

nella preghiera santa dell’amore,

terra che in sé ha parole coltivate a giorno.

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Profilo Autore: mybackpages  

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Pasticca antidolore

con destinazione diversa

da escludere infiammazione

ora, emozione

è evasione, ridotta

a frazione di secondo.

Bicchiere, canna, vena squarciata

indifferenza…

ciò che dal tempo ti esclude.

Assente apparenza

che piace alla gente

dolce carezza di realtà tradita.

Anche se nostra verità insiste

rivuole parte spettante

e a gran voce chiede

di uscire di prigione

a noi

che non siamo più in grado

di sentire, di vedere

… di volerci bene.

E in desiderio d’anima di volare

torniamo a volere

pasticca e bicchiere

canna o vena squarciata, in più

e sempre di più;

nel mentre si chiarifica

differenza tra chi siamo

e chi dovremmo – di potere

incluso nel volere -

Meglio non sarebbe

d’antibiotico giusto

quello che del carcere

abbatta le mura?

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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Cambierà, 
questa vita che ormai 
non vuoi più, 
te ne andrai via, 
assieme a lei, 
la tua piccolina. 
Cambierà, troverai
chi ti aiuterà, 
sparirà la tristezza
dentro gli occhi tuoi, 
sarai per sempre tu, 
assieme a lei.
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Profilo Autore: Grazia Savonelli  

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Sei a casa, dove non hai deluso

nessuno… dove i tuoi pensieri

hanno l’incarto, che è anche dei

sogni, di quelle caramelle colorate

che tieni nella tasca, insieme alle parole.

A casa, dove non hai di che preoccuparti.

Dove cammini sui tuoi incubi dandogli

ogni volta il colore di quei sogni.

Dove dell’uso del sorriso ne hai

fatta l’immagine più vicina al sole.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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