Siamo lucertole
sulle crepe dei muri
aspettiamo un sole che tarda.
Strisciamo sui contorni
di pareti ammuffite di noia
dimenandoci nelle angustie
che ci tengono legati, nelle parole
che ci rendono prigionieri,
forse anche di noi stessi.
Saremo formiche impazzite
ammucchiate o sparse
negli angoli di ogni dove,
a cercare e ad inventarci
un cibo che non riavremo.
Ci troveremo a faticare
per far provviste
per un altro inverno…
Nel mondo
sii come un contadino
che rende fertile il terreno
semina con generosità la pazienza
e raccoglie
la spiga della speranza.
Del cielo sii
una goccia di mare
che affronta ogni tempesta
sopporta le amarezze e
poi si riempie
di vento e di sole .
Del buio
sii come un bagliore
la luce di una fiaccola accesa nella tristezza di un amico
il sorriso e il conforto in una malinconia
sii volitiva in una debolezza
un grande abbraccio
e una tenera carezza .
Sii l’entusiasmo della tua casa
insegna ai tuoi figli il rispetto per la vita
insegna loro il coraggio di volare alto ma
senza pretendere
di sognare ma tenendo gli occhi ben aperti
sostienili sempre con la consapevolezza
che anche lontani
saranno per sempre vicini nel cuore.
Infine
come uno spirito temerario e avventuroso
sii un sentiero di roccia
spettacolare e suggestivo
quel taglio nella montagna
che da le vertigini solo a guardarlo
ma che a camminarci tra alberi e ginestre
diventa pianeggiante come un fresco bosco
dove i profumi e i colori
avvolgono e incantano .
Che Natale sarà
se non ci potremo
nemmeno abbracciare
o almeno vedere
i nostri cari in luoghi lontani.
Sarà Natale?
con un albero non di abete
ma un salice piangente
mandato pure lui in quarantena
e con le dovute distanze.
Anche il bambino Gesù
dovrà mettere la mascherina
ed il bue e l'asinello
non potranno scaldarlo
per paura di infettarlo.
Papà Giuseppe e mamma Maria
potranno stargli vicino
perché sono congiunti
la stella cometa stavolta non può arrivare
perché le hanno vietato di viaggiare
ed i pastori che sono davvero tanti
per evitare assembramento
li faranno entrare uno alla volta
a visitare quel povero figlio
con tanto di cartelli
davanti all'ingresso
disinfettarsi prima d'entrare
stare a distanza almeno di un metro
è obbligatoria la mascherina
ed è vietato disubbidire.
Sarà Natale?
Un Natale diverso
diverso da tutto
perché anche Dio s'è perso.
La luna nel cielo lasciare
per controllare la notte lanterna fredda
di neve la macchia sul muro
che nasconde il prato indurito
Esecuzione d’inverno - Fuoco! -
vestirei il grigio colore quel giorno
di secchi rami sulle strade silenzio
e sanguina il mento nell’attesa del dolore
Persi paesi città mondi passati restano
come imbecilli distratti tra limiti di crepuscoli
con donne colorate in attesa di un futuro
e speranze di azioni no deboli emozioni
Sono un cuoco d’aromi essudati
vicino al premio d’un amore nuziale
nel pianto faccio la barba e rido
come uno shampoo ad un calvo.
A contare
Tutte le scelte
Ormai perse,
Finii
A contare
Tutte le stelle
Del manto celeste.
Mi illusi
Che Dio
Mi toccava
Con mano,
Mi illusi
Che dolore
Da me
Era lontano.
Provai
A contare
I sorrisi
Che persi,
Mi rivolsi
Agli antichi
Per questi
Miei versi.
tra i sassi
ogni volta il tasto play sembra allontanarsi,
ogni volta più piccolo
il Santo del giorno
crede nel segno zodiacale del cerchio
squadrato,
non saprei puntare un fucile deforme
senza mirino.
A testa bassa, io e il cane,
abbiamo giurato guerra al fiato del drago
e tutto sommato la polveriera in un cerino
ci ha salvato la pelle,
un'idea, il fumo dalla lampada
un buttafuori a braccia conserte,
di qua non si passa.
La coda a innesto nel filo usb
ha innescato la memoria a lungo termine,
il dramma dell'attività extraveicolare,
mai avrei pensato di uscirne sporco,
disarmato, parlare cinese.
Quale rumore della pioggia
può cancellare il silenzio
della tua assenza.
Quale rumore della pioggia
può lavare i ricordi
del tuo sguardo lontano.
Scivolano sul bagnato
le immagini di ieri.
Quale rumore della pioggia
può nascondere le giornate
di sole
attorno alle nostre parole.
Quale rumore della pioggia
può accompagnare le lacrime
sul mio viso.
Ascolta la musica dell'acqua...
scorre nelle vene della memoria
e accarezza la mia anima
in questo viaggio solitario
senza te...
ormai.
Come se fosse niente
un improvviso temporale
con conseguenze irrimediabili
che lascia tutti senza parole.
Come se fosse così
che all'inizio sembrava niente
ed invece poi finito tutto
si comincia a capire il vero senso.
Non era per nulla veramente niente
che confusione dentro la mente
quando i conti non tornano
perché troppa è la gente
che ci lascia la vita
per tornare nei sogni.
Come se fosse niente
una cosa così
con un domani chiuso dentro una stanza.
Sono un fumatore accanito
delle ore e del tempo
alla stregua del giorno
quando nel tramonto
si consuma
il mozzicone di un sole
che in ampie volute
si dissolve
oltre le colline
e sotto un cielo
che lentamente
si scolora
nel crepuscolo
e nelle braci
dentro lo sguardo
della notte.
L’unico rifugio
al mio incedere
è sotto la trapunta delle stelle
dove trovare un senso remoto
e la ragione
alla caligine
di questa mia assuefazione.
che la mia anima sta bussando.
Una voce che da lontano giunge
al mio orecchio mortale
sussurra alle mie membrane.
Forse sono le ancelle del giardino sempreverde
accompagnate dal canto telepatico
di metafisici usignoli.
Quando le braccia eterne dell'albero dorato
saranno pronte per succhiare la mia linfa,
io non avrò paura alcuna di scappare
via dal corpo.
il bicchiere distorce il presente e
la mano alla fronte stanca porto.
Gli occhi si serrano e
nel pensiero confuso si sparisce.
Tu...
chiara , presente,
nel cuore e nella mente sempre sovrana.
Il tuo nome pronuncio
per colmare la tua assenza.
Ho smesso di essere innamorato...
perché ti amo.
Nessuna vergogna,
nessun rimpianto,
intero amore.
Sei questo...
ma non sei qui.
s’intravvede la placenta d’ elio fuso.
Alla spremitura parteciparono in massa
E anche quella volta ci rimise il mosto.
Piazza Venezia, la sorpresa dell’assenza.
Dalle astronavi piovve stramonio.
Filini annuncia Amarcord. Resuscitando
in una sciarpa. Giulietta si sporge dal cappello.
Hai visto Goya passeggiare
A piazzale Loreto?
L’odore di focaccia non risente delle epidemie
una pizza per Fellini alla Fontana Mangia e Bevi.
Le twin towers rimesse in piedi
Scriminatura a fulmine e ira di vetrate.
Saliscendi alle 14 punto zero
Liane e corrimani fino all’anno mille.
Avrei voluto un’altra epoca, dice
Ma il cielo propina topi alle code in pizzeria.
La stagione è prossima all’ inverno
su Plutone si declama Faust. Regia di Salce.
E tra le barche le buone digestioni
Inseguono alici.
Padelle sui campanili annunciano
Che bisognava rinascere melanzana.
Rimbalzi fino ai sessanta di una pietra focaia.
Russano sartie tra un cefalo e l’Uomo d’Altamura.
Il porto conserva la regola di fissaggio
dei cormorani all’ indice di regressione.
Iene ridens su picche dopo il vespro
Stagioni in bilico come stambecchi.
Ex santoni tibetani senza dita nel naso
né altro da aggiungere alla vita d’aglio.
Arrivano in un nero che nemmeno si riconoscono
Pinguini con un gladio tra le labbra.
E poi c’è da fare il conto dei piani di grafite
su Therese. In Nulla il rebus.
Rinascere Yersinia, rinnovare il Partenone
o l’intestino di Milano, per entanglement
ovvio.
Esiste poesia
fantasia
gioia ed armonia
e chi vuole portarle via
esiste il momento
come il suo avversario,
gli anniversari
e chi non vuole festeggiare
esiste colore
che varia l'azione e la dimensione,
la variazione al tema
e più di qualcuno che si dimena
esiste chi tace
chi vuole e chi non sa se acconsentire,
rossa la croce
che spera di fianco a chi spara
esiste la luce
la sua ombra e chi la spegne,
chi ha ragione
chi ci combatte, il coniglio e il pescecane
variegato come un gelato
a nascosto fulcro,
esiste chi lecca
... e chi no!
Sterile
senza contenuti,
codardo
senza gli attributi,
privo di stile in
quel vestito che indossa
cade nel vuoto che crea
e rimane nella fossa,
si nutre di negativo
zoppica nel tentativo,
discorsi folli e non capiti
raccoglie fiori solo appassiti,
l'inganno di fingersi depresso
si convince che tutto gli è permesso,
Sterile
si nutre di autentica invidia
scava dentro la sua perfidia,
semina in un giardino senza odori
raccoglie frutti caduti senza sapori,
provoca smarrimento e dolore
fa solo sesso non conoscendo l'amore,
una sola parola in quel libro della vita
c'è scritto Sterile su una pagina ingiallita.









