Sei accorso spontaneo
all’allegro richiamo
e in una inevitabile rete
sei rimasto impigliato.

Un compagno di specie
da una gabbia ti guarda.
Come te prigioniero,
ma continua a cantare.

Involontario complice
di chi la trappola ti ha teso
con il becco tra i ferri
cerca un introvabile varco…

Cibo abbondante
la libertà non compensa…
Un’ampia voliera
adesso è il tuo spazio…
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Profilo Autore: Saverio Giovanni Ferrara  

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Madre Natura è geniale, 
tutto in perfetto modo
lei sa creare:
sia la vita umana
che quella naturale
ma anche la vita spaziale.

La natura di tanta bellezza
ne ha un'infinità,
e i miei occhi nel godere
s'illuminano d'immensità.
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Profilo Autore: Alberto Berrone  

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Il tempo si ferma.
La corsa è finita.

Si lasciano i beni
si lascia l'amore
si lascia ogni cosa.

Resta solo il pianto
dei nostri cari.

Pochi momenti...

Ognuno torna
ai suoi pensieri.

Mi chiedo:
"cos'è la vita"?

Lavoro, sofferenza,
poche gioie
e tante preoccupazioni,

oppure amore ed emozioni,
finché ci sono...?

non può essere così.
Ci manca quel segreto.

Esso, a nostra insaputa,
si rivelerà a noi
in un magico bagliore.

Nessuno ha mai svelato
il segreto della vita.

Chi già lo ha conosciuto
non può.
Chi resta è curioso di sapere.

Intanto, attendiamo pazienti
nell'anticamera della vera vita.
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Profilo Autore: Saverio Giovanni Ferrara  

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Da lontano si ode un passo svelto,
già dal letto mi son divelto,

"Buongiorno, Lei è Tizio, Caio , Sempronio",
ebbene si siamo proprio in un nosocomio.

" Si spogli pure senza fretta",
mentre guarda sull'orologio l'inceder della lancetta.

" Segua me in questo percorso",
penso che sia meglio ricevere un morso.

Mi preleva un'infermiera tutta sola,
mentre sento il cuore in gola.

Labirinti intrecciati controvento,
ed io già ho perso l'orientamento.

Porte a destra e a manca,
la mia anima avanza stanca.

Ecco giunti ad una porta color canarino,
per aprirla serve passare un cartellino.

Si apre d'improvviso un girone dantesco,
chissà se da qui vivo ne esco.

In questo nuovo ed ovattato ambiente,
per lo più supina si presenta la gente.

Mi sa che quindi ci si deve adeguare,
ed infatti le ciabatte mi invitano a levare.

"Si sdrai su questo lettino"
mi faccio ancor più piccolino.

Comincia un altro cammino,
questa volta da supino.

Le plafoniere su di me scorron veloci,
intanto degli anestesisti sento già le voci.

Odo: " Ora le farò un'iniezione intravena",
ed io: " Non parli così con me , non ne vale la pena".

Nel frattempo la stanza cambia colore,
e di coperte calde sento l'odore.

Un altro piccolo tratto e sono a destinazione,
mi aspetta il chirurgo e la sua professione.

Poi il narrar diventa un'evitabile tortura,
tutto terminerà con dei punti di sutura.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Non me ne sono forse mai
andato davvero,
la porta sempre aperta.
Tace il vento, taci ti prego… ascolta.
Non avrei mai desiderato altri battiti
del cuore sul mio petto, perduto solo
amore dietro l’unica scelta sofferta.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Quando nomini gli anni che si vestono di tempo
di quel tempo volato nutrito di vagiti
ti intimorisci, vedendoti annebbiato
ripercorri percorsi piangendo
e facendolo ti domandi perchè
di quale reato ti sei sporcato
per meritare quei momenti
usciti dalle prigioni buie
dopo sorridi e pensi a qualcosa di bello
che t'ha reso felice, una passione
di gioia colorata con la voglia
di seguirla fra le stelle luminose
ti invitano ad immaginare
bellissimi ricordi a fantasticare
pulirti la mente colma di scorie
lasciarle uscire che vadano via
senza più cercarti
quando niente costringerà
a sopportarle, per forza
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Profilo Autore: poesie profonde  

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Sciolgono i ghiacciai, i venti

abbattono anche i porti

e meno male i mari

di plastica parlano ancora poco

ci sfidano a duello

pure i virus e si muore.

A’ voglia se si muore

e non di solo peso della vita.

Anche l’aria è entrata nella parte

e di pesantezza trema.

Il mondo si è fatto bandito

ma più non dice: mani in alto

ti propina una legalità incagliata

in una rete raccolta di rifiuti.

L’indifferenza travalica confini

e spazia, senza lecita bandiera.

Spadroneggiano i forti che

lasciano i deboli a farsi la guerra

tra i peccati dei debiti

… ché sono finiti gli indiani.

Ma a noi poco importa

indispensabile ci si dica

madama …



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Profilo Autore: ING BOWLING  

Questo autore ha pubblicato 452 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

In questa notte perditempo,

pantofole che non son capaci

di far rumore quanto basta

per ricordarmi che io

vivo,

camminerò sul beige antico

di questi muri esagerati,

mi affaccerò alla finestra

per far vedere che io

vivo.

Sveglio come grillo muto,

mi accuccerò in biblioteca,

rileggerò i libri che detesto

così da fare finta che io

vivo.

Così verrà mattino,

pian piano il sole accosterà,

l’azzurro prenderà colore,

il cielo mi convincerà che io

vivo!

***

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

Questo autore ha pubblicato 491 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Se per i buoni uffici del signor spedizioniere
La mia città, la mia Napoli mandasse
Un cassone di caffè, un cassone di gigli
Se io l'aprissi facendo risuonare
La ceralacca

Due confezioni di macinato
Due paia di bulbi
Dei fazzoletti bianchi ricamati d'argento 
Dei fiori di giglio nei sacchetti di seta
E tu
E se tu uscissi da lì

Ti farei sedere sull'orlo del letto
Ti metterei sotto i piedi la mia pelle di cavallo
Con la testa chinata e le mani giunte starei davanti a te
Ti guarderei, gioia, ti guarderei stupito
Come sei bella, dio mio, come sei bella
L'aria e l'acqua di Napoli nel tuo sorriso
La voluttà della mia città nel tuo sguardo
O mia sultana, mia regina, se tu lo permettessi
E se il tuo schiavo Labbra Tristi l'osasse
Sarebbe come se Respirasse e baciasse
Napoli sulla tua guancia

Ma sta attenta
Sta attenta a non dirmi "avvicinati"
Mi sembra che se la tua mano toccasse la mia
Cadrei morto sul pavimento.
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Profilo Autore: Labbra Tristi  

Questo autore ha pubblicato 39 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Sul tronco dove l'ombra riposa

adagiata nell'ultimo rifugio

al tempo perduto penso

con inferno e paradiso dentro.

Non servono false verità

a intaccare quiete d'ombre

che lentamente scivolano

nel torpore della sera

per poi adagiarsi nella notte

e divenir prigioniere dei pensieri.

E non dimentico ciò che è stato.

Vorrei ritrovarlo oltre l'orizzonte

tuffandomi dentro i sogni

senza badare al tempo andato

e al fuoco che arde dentro

soffiando sulla faccia delle nuvole

che se la ridono adombrando ricordi.

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Profilo Autore: genoveffa frau  

Questo autore ha pubblicato 351 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Siamo figli di un’Europa che sogna,

ancora il linguaggio è sconosciuto, non

come amici, non

come nemici

ora vivi

ora bruciati.

Siamo giovani anime laiche, sedute

su spalle sbriciolate.

ho votato

non ricordo quale motivo mi spinse.

Mi avete deluso

ho comprato casa

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Profilo Autore: Marco  

Questo autore ha pubblicato 14 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Si diffonde
in un lago calmo
come di un sassolino
i cerchi.
Non avevo molte cose da
dire, così parlai all’affetto
sull’altra sponda
con la voce degli archi.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

Questo autore ha pubblicato 511 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Amarti ancora, 
tra corsie anonime, 
cercare fiori
tra medicine e 
flebo,
stare vicino
a questo amore 
spaventato, 
che vede rifugio 
solo nei tuoi 
occhi. 
Amare ancora, 
senza spensieratezza, 
col dolore chiuso 
dentro il cuore, 
sperando di 
tornare a casa.
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Profilo Autore: Grazia Savonelli  

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Nell'immenso silenzio,
odo l'urlo
del mio "io"
che lotta
contro di me
e si infrange...
senza riuscirsi
a liberare.
Composta martedì 2 febbraio 2021
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Profilo Autore: Saverio Giovanni Ferrara  

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Inizia da qui

l’abbandono di terreno movimento

scivola e sguscia da pori invisibili

da nervi a corda

da abnormi lenti liquidi

d’esplosivo colore

 

è chiaro e tranquillo

riporta al contare

l’esser incisivo

alla nascita

al suo urlare

di vissuta  scomodità

 

Lo lascio andare

quel che esce

 

dal suo trastullarsi nuovo

dal suo meravigliarsi sconosciuto

dal suo impetuoso sfogo

 

Lo lascio andare

 

come in ripida discesa

con sprovveduta conoscenza

con salutare impazienza

 

Finisce senza fine

Arrivando a nessun confine

Dilaga fino alla riga d’orizzonte

 

Ed oltre ancora

 

Asciugandosi la fronte

Sentendosi ancor respinto

 

Mai domo

Non dandosi per vinto

 

 

 

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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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