e aperte son le mie mani
pronte ad accogliere
il suo blando brivido,
ma non sarà mai
così penetrante nel cuore
come questo amore
elisir nel cuore,
come una gemma di primula
dischiusa alla vita
che infonde il suo effluvio
nel centro del mio essere,
lasciandomi
incantevolmente ancorata
nel vivere la sua trepidazione
in quell'immane sentimento,
emozione sensualmente innocente
che foga regala
nel fondo del cuor.
Per questo
freddo non percepisco
tra la gelida neve
che lenta scende
ad incorniciare questa dolce
tormenta d’amore.
Chiudo i miei occhi
per inebriarmi
della sua flautata essenza
mentre scivola soave nell’anima
come effervescente carezza
velata di autentica voluttà,
tra le note di pura melanconia
che mi lega
indissolubilmente a te,
ed è magia per amore!
Ma se solo il tuo forte braccio
mi cingesse contro il tuo respiro,
spiragli lucenti di sole
scalderebbe
tutti i miei sensi
ormai nudi ai richiami
di quelle emozioni,
che di fausto piacere inarca
il mio bel viso al chiarore
dei tuoi occhi color cielo!
Ma nevica
nevica d’amore,
di amore puro e letale
sul mio nudo viso
e sulle mie mani vuote,
ma stanche di aspettare sole
perse nei suoi sogni
al gelo di una assenza
dolce quanto l’essenza
dei sentimenti che vibrano
nelle vene mentre scorrono
dirette nel sangue per poi
raggiungere testa e cuore,
quel cuore che silenziosamente,
profondamente sente,
neve d’amore
a gelare il cuore!
Un sorso amato per amore!

poesia ispirata da "Il bacio" di Francesco Hayez , olio su tela realizzato nel 1859, Pinacoteca di Brera
un ricordo,
basta un colore,
un profumo,
una canzone.
Si frantuma il presente
e ti ritrovi nel passato,
con un altro aspetto
però.
Vieni a me,
commozione o rimpianto,
riporta frammenti
di luoghi o persone,
li vedo ma non
posso toccarli...
e remi non ho.
Lontano dal toccare il blu,
lo guardo da un po'.
È muto il canto di un dio,
che mai ascolterò .
Senza la corazza, il mio io,
fin lì porterò...
lontani da qua,
respiro a fatica i licheni ,
di un'altra città,
Ma sogno ogni notte una scia, nell'immensità,
che indichi quella mia via,
nell'oscurità...
Attacco i problemi alla luna
e l'osservo da qui,
anche se la rete è bucata,
non mi butto giù.
Il male del mondo è lontano,
se tu sei con me,
sorridi e sconvolgi i miei umori,
come le maree...
C'è un mare di nulla e la brina,
mi disseterà,
Il nome tuo è come pane,
che mi sfamerà.
Libererai queste mie vele,
e poi salperò,
Buttando via queste catene,
più in alto sarò...
Così rivivrò,
E con te,
Volerò...
Mi piace scrivere
ma altrettanto
trovo piacere
nella condivisione
di ciò che ho scritto.
C’è stato però un tempo
in cui le mie poesie
le tenevo chiuse
nel buio di un cassetto.
Quando le ho cercate
tra pasciuti tarli
e pance all’aria
ho trovato solo
parole masticate
in piccoli coriandoli.

Cuor a spuntare su arido terreno,
gemma d' intensi colori,
posto all'angolo a battito continuo.
Parlar di pace, amore e sentimenti buoni,
forza, potenza caratteristiche naturali,
cuore addolorato ad alzarsi in volo.
Corazza di tenero germoglio a
ore continue e cantico surreale.
Cuore dalle radici salde nel terreno,
fiume in piena ad accarezzar le sponde,
gorgoglio a formar cerchi di vita,
ricordi nel suo scrigno da custodire.
Fortezza di cuore e sangue nelle vene,
foglie verdi ad abbellir rami.
Convoglio in precisa direzione,
amor supremo da ricevere e donare.
Cuore sol tu conosci l'amore,
ad emanar sincerità in
espansione universale
e di fraterno amore!
con tanto altro oltre a frutta e verdura.
Sacchetti volanti disegnano in aria parabole perfette
mentre di prosciutto rimangono a terra alcune fette,
saranno il pasto di un cane randagio
che scruta da vicino e avanza adagio.
Il lampeggiante illumina i palazzi
unitamente al sole con i suoi primi sprazzi,
la sirena in azione della notte interrompe il dominio
mentre si accendono le prime luci nel condominio.
Gente operosa si muove lenta
non ha l'aria d'esser molto contenta,
fanno tutto con calma apparente
i più indossano una divisa fluorescente.
Un uomo come un canguro sale sul mezzo con prontezza,
sprezzante di ogni norma e dispositivo di sicurezza.
I bidoni lungo il marciapiede incolonnati,
pronti ad essere uno ad uno issati.
Per la strada rimane un odore nauseabondo,
un lezzo acre comune in tutto il mondo.
E' l'alba, l'autista e la sua comitiva stanno per lasciar la via,
rimango da solo alla finestra con un cane che mi fa compagnia,
e proprio mentre decido di andare a far colazione
mi accorgo che il segugio ha fatto dell'affettato un sol boccone.
temo che qualcuno potrebbe lasciarci le penne
considerare soltanto chi sta male è un grosso sbaglio
anche per lui
Un essere umano ha bisogno di sapere
che non deve seguirlo 24 ore su 24
che può staccare un attimo
Così è sempre forte e chiunque può andargli incontro
se tutti quelli che lo circondano fanno respirare e non soffocare
Chi soffoca, ragionando poco lucidamente
dovrebbe rendersi conto del danno che può fare
e decidere di prendersene cura e sempre, finchè campa
oppure stare in silenzio e ascoltando, chi sa, senza interferire
Ma cosa in realtà ci rende migliori
sono quelli che non ti aspetti
quelli che non dicono ch’io sia
o che strappino dal cuore ogni battito scalpitante
quando al tramonto il cielo si piega in un sospiro
e con le braccia aperte avvolge il mondo nel preludio che fa notte
quando fervore e vitalità prendono il sopravvento
e la voglia di fare mi scatena ogni appiglio
… e se mi guardi d’azzurro
mi si mescolano toni vinaccio…
per poi virare in barlumi solari
vestiti di gialli
o bianchi stellari, brillanti nel nero d’impatto
dove perdersi è mistero totale
e toccare la fine del Tempo non ha senso
non ha volto... come non lo ha
la voglia di privarsi dei toni di mezzo
che migrano i pesi in pacati equilibri
e non si cade sugli amaranti
per poi ferirsi di viola
o lenirsi di lilla
- l’esistenza ha di-versi colori
- ed ogni arcobaleno ha il suo perché
Quando tutto si tinge di nero
il bianco assoluto mi avvolge
nel vuoto che diventa l’eco sognato
Bizzarrie di cielo
non includono i miei pensieri,
che lenti ondeggiano,
ma li esaltano arrecando
nuovi profumi senza tempo.
E del mio venire
sottoforma di stupore
per le nuove cose,
che la vita ti riserva,
non rimane traccia.
Resto protesa nell'ascolto
di un sussurro di un richiamo
che mi rechi gioia,
mi rechi meraviglia,
come gli occhi incantati
di un bimbo nel gioco,
perché questo deve essere
sempre vivo nell'animo,
che non somma gli anni,
essi passano veloci,
senza lasciare strisce
di ricordi perché quelli
belli, quelli veri, gli hai
già riposti nel cuore.
di seta s’abbigliava il tramonto,
di silenzi, e merletti a firma di rondini.
Prima di entrar sulla scena,
impaziente, la luna aspettava
il dolce virar dal giorno alla sera.
Ed era mio, tutto mio, solo mio, il mare.
alcune mi sfiorano per un pelo,
una pozzanghera sembra in ebollizione
le gomme di un'auto le cambiano conformazione.
Nuvole affollano il cielo copiose
sono presagio di giornate uggiose,
un albero sudato perde una goccia
sul prato una margherita si fa una doccia.
Un solingo augellin su un ramo si posa
sembra attendere che esca la sposa,
ma dalla Chiesa vacua oggi non uscirà nessuno
e i nostri occhi rimarranno di celebrazione a digiuno.
Intanto un uomo maneggia un ombrello
e io mi accorgo che più bagnato è il mio cappello,
poi da lontano giunge frettolosa un'allegra donzelletta
che lascia in terra un'umida scia con la sua bicicletta.
Speriamo che Leopardi non voglia perder la testa,
ma ahimè, io e il passero solitario rimanderemo il dì di festa.
Mi ricordo di te,
passeggiavi nei sogni
e ti sdraiavi vicino al mio respiro,
ti toccavi con la mia mano
con la tua disegnavi Monet
e i nostri baci all’olio.
Mi ricordo di te
dei tuoi paesaggi nudi
maturi e perfetti
ero un giovane amante
con la paura d’amare
una pelle più grande che non mente
e forse ti sarai scordata di me
ma io mi ricordo di te,
della tua pelle
dei tuoi baci
di Monet.










