qualcosa di peggio della morte ....
non essere amati ed amare
nel sogno dell'amore che il tempo non dissolve.
Questa bufera che l'io non scusa
la vita mia rinnega.
L'amore è respiro...
è l'aria che aiuta il domani.
Il cuore non si offre,
nelle sofferenze del domani,
ma nella gioia dell'oggi.
I sogni....
svaniscono in questa vita reale
con la brutalità che la coscienza non trova.
La luce è solo il giorno
nelle notti senz'anima .
Il silenzio del buio
chiede la luce di un amore vivo.. eterno...
che perseveri per non cadere nel baratro dell'oscurità.
afferrata alle fetide mura
vischiose,
t’abbandoni tra l’involucro d’ali
al sol torpore del tuo calore, sola.
Urli nel muto silenzio dell’anima
osservando dall’alto
gli angoli smussati al dolore
nei tuoi anni
al fievole calor della luna
che ti accompagna
illuminando i pensieri.
Fragili, essi si spezzano alle emozioni
che rimbombano sonore
al cuore della notte.
Perché la notte
si sa, acutizza
ogni sensazione
arroventando la roccia
che protegge,
la coscienza dagli inganni.
come lava incandescente,
bruci, brucia l’umiliazione
d’ogni sillaba ingannata
dal dotto illusionista.
Chiroptera
schiudi le tue ali
senza paura,
mostra a tutti
i tanti colpi
inferti da chi della
vita non ha rispetto,
elargendo i
tuoi insegnamenti,
vola.
fermo ad aspettare
chissà chi, chissà cosa
venga a salvare me, la mia gente.
Devo liberami della zavorra
gettar via povertà e devastazione
tracciare nuove rotte
guidato da nuove stelle.
Devo indossare vele di speranza
salpare su vascello carico di coraggio
sospinto da vezzose onde che danzano
sulle note del mio canto libero.
Oh mare mio, ascolta, ti prego
questa melodica preghiera
d'un cuore diviso a metà
tra terra nostrana e terra straniera.
Oh mio Dio fa che essa sia riparo sicuro
di vita senza paura, senza occhi di cenere
oh mio Dio fa che sia il sole a baciarmi
non più fuoco e fiamme di guerriglie.
Preghiera invana, canto strozzato
onde vezzose ora son di lacrime
il mare mio, prima ponte tra guerra e pace,
ora da Caronte è navigato.
Mare di salvezza ora come fiume Acheronte
anime dannate siamo tutti per unica colpa
aver abbandonato una cruda realtà
in cerca di una utopica speranza di vita.
ma il diavolo la pentola scoperchia.
Credevo d'aver alla vita messo un punto
e mi ritrovo nella solita vecchia cerchia
a discutere ancora di pesi e di bilance.
E tu tremante con una vecchia coperta
con pudore la tiri fin sopra le guance
nascondendo una triste ansia sofferta
Non pensavo di ritrovarti nel mio cammino
ti lasciai tempo addietro nella tua dimora
non scorderò mai quel triste mattino
Mi par di riviverlo soffrendo ancora.
Ti sorpresi col tuo amante mentre albeggiava
abbracciata e sorridente innanzi al camino.
Pensai d'aver preso un incredibile abbaglio
la mente ancora accelera pensieri e viaggia
cercando un appiglio a quel terribile sbaglio.
M'arrampicai sulle travi in legno come un gatto
poi corsi a gran velocità sulla spiaggia
a seppellire quell'inaspettato ritratto.
Ora ti ritrovo innanzi allo sguardo mio
col viso e il corpo ancora giovane e intatto
mentre io barcollo da vecchio balordo rifatto.
Tu mi sorridi dicendo
“Chiedo venia”.
E rispolveri un antico motto,
non ti rendi conto di quanto vale
finché non incontri un galeotto”.
Genoveffa Frauopere
2021
È buio.
Uno scuro affilato
e tensioni.
L’andar per tastoni
è comunque sicuro.
Dissotterrata la scure
si procede testoni
in fila indiana
di clamori festanti
e d’amare distanti.
Spugna
torna pure a mare.
Inutile spronare
come inutile
è sperare
in chi è rimasta
solo voglia di sognare.
Quella ricerca vana
di scansare incubi
che si fatica a superare.
E nessuna, di sudare.
Passerà la notte.
L‘altra vita
è già in attesa
al varco del morto.
Regalami un sorriso
come suono scolpito nel vento
come diamante in uno scrigno
come fiore appena sbocciato
come luminosa stella
regalami un sorriso
&feature=youtu.be">&feature=youtu.be
istanti intensi e fugaci
dove dai tuoi occhi cade
ogni inibizione,
e sul tuo volto si disegna
la perfetta espressione
del piacere.
Piacere
che arde nei nostri silenzi
complici i nostri sguardi
nel fuoco che cinge i nostri corpi,
labbra irruenti si incontrano
in voluttuoso bacio
incisi sono i sensi
di afrodisiaca fragranza.
Rivedrai la luce
ed i raggi del sole
bagneranno le tue mani tremanti
lavando via lo sporco
della paura che ha reso tetro
il tuo passaggio nel mondo
bagnati di quella luce pura
ci sarò anch’io sotto quella cascata
di luce, ci rivedremo nell’espiazione
ultima di un dolore inflitto.
della famiglia il più piccino,
la mia nonna aveva un cagnolino,
ci giocavo dalla sera al mattino.
Tra di noi c'era un forte legame,
come un alveare sta al suo sciame,
quando la confidenza fu ormai abbastanza,
salì sul mio polpaccio con tracotanza.
Avvinghiato forte alla mia caviglia,
gioioso che vederlo era una meraviglia,
di sua sponte aveva inventato quel gioco,
che sembrava gli piacesse non poco.
Che sapeva un povero bambino,
delle intenzioni malandrine del cagnolino,
a lui piaceva starmi insieme,
facendomi dono del suo seme.
senza melanconia
d'un tempo ingordo
saziandolo di felicità.
Amerei
con semplicità
nell'ebrezza d'un volo
in un mondo
che occhi non ha
per vedere complicità.
Farei cantare cuori
motivi d' amore
tra note d'alti sospiri
e iridi splendenti come zaffiri
Vorrei essere del giorno
primo pensiero
giungere
col respiro del mare
o bacio nel vento,
e l'ultimo che precede la notte,
sentirlo sussurrare
“ voglio per sempre amare”.
Vorrei essere amore,
allontanare angosce
d'un tempo incerto
regalare serenità al mondo
impazzito
senza regole e senza amore.
In fondo
non è tanto,
vorrei essere
solo amore
senza odio e rancore,
senza colori
o di mille colori,
oltre lo spazio
senza barriere
oltre l'oltre,
sempre e per sempre
nell'infinità d'un tempo
senza tempo.
Solo amore.
Genoveffa Frau opere
2018
nella tua quotidianità
emozionandomi
al sol pensarti
appena sveglio
col tuo caffè.
Miri il giorno
ti mostra
nuovi progetti,
nuovi obiettivi.
Delineo
con la mente
i tuoi passi
in una vita
sorretta da musica e poesia
pensieri e parole
che come aghi
mi trafiggono
anima e cuore.
Rivivo la tua pelle
e un brivido
mi percorre
la schiena.
Nutrimento per me
ogni tuo sorriso
che per quanto raggiante
e altresì addolorante
per la sua assenza
al mio guardo.
Culla il suono
della tua voce
l’anima mia scossa
da ricordi rimbombanti.
Turbata dal risuono
delle tue parole
che davano vita
ai miei silenzi.
Scossa dal mare
dei tuoi occhi
che davano voce
ai miei pensieri.
Ma
il solo immaginarti
ancora qui
davanti a me,
il sol sentirti
dentro me,
mi lascia basita.
Tu
il solo capace
di darmi
nel medesimo istante
vita e morte.
Tu mia roccaforte
tu mia strana sorte.
Ti ho preso il palmo
grande come una moneta
e mi hai guardato
coi tuoi occhi ciechi,
mi sono chiesto
che mondo avrai di fronte a te?
sarai felice?
ti realizzerai?
ti accontenterai?
quanti viaggi farai?
quali posti vedrai?
Ora siamo uguali
non sappiamo nulla
tranne per una cosa
che io so per certo,
che tu ancora non sai,
che prima o poi, ti innamorerai.
28/9/2021
benvenuto Pietro
brutte notizie, ti rimane
un'amarezza
quantificare non puoi
quante domande ti poni
prima di smettere di chiederti
cos'è il tempo che inizia e finisce
una voragine?
E' brutto da dire quando il buio interminabile
lo vedi e raccontarlo no
quando pensi cos'era poi quell'allegria
era finta o vera?
Se è tristezza mascherata con trucco appariscente, va ricordata
apprezzando tanto, per il rispetto, che dimostra di possedere
tenendosi dentro, il suo male oscurato
dai sorrisi messi in risalto
Sono uscito a far due pass
C'era in giro un gran fracass
camion, moto, auto a gas
Sono andato dentro un bar
tre tartine ed un Cynar
m'hanno chiesto anche il green pass
... basta!...avete rotto il cass!
Così preso dallo stress
mi son detto tra me stess:
vado a vivere a Paris
Moulin Rouge, Pernod, Pastis...
Ho bisogno di relax
niente rogne e Guttalax!
Con me stesso ho fatto pax
Ho spedito pure un fax
ad un certo signor Max
per due trombe, un corno e un sax
Ho deciso, apro un App
per cantare in stile rap
Ora vado che mi scap
cerco un cesso in Google map
Buona notte a tutti...e.. kiss
... salutatemi la miss...










