il destino infinito
spegni il fuoco dell'inferno
in diamanti viventi
che brillano, i più belli e stai col vento
inchinato al tuo volere incastrato
a una sorta di cera. Sciolta nelle lacrime
di un pensiero avaro. Era finto
non lo si conosceva affatto
ma quanta premura hai avuto
fiammella delicata, quando onde sorgevano
coprendoti tutta. Hai frainteso, desiderato
per gli umori ballerini ed inventare
nuove mosse, schivando nuvole nere
veritiere che ti avrebbero spiegato
pagine scritte, in modo disordinato ed appiattito
sorridendo alla finzione malata, che rideva a sua volta
mentre apparivi provata, rammentando ombre
che offuscavano la mente
perdendo l'indicazione stradale senza terreno
anche nei rettilinei, arrestandosi poi
Pause lunghe, mai arrivate alla fine
di un racconto e spezzato sovente
m’immagino
stretta a te…
avvolta
dal tuo calore,
sento il cuore
battere talmente forte
da udirlo urlare
tutto l’amore che nutre per te,
unico motivo della mia vita.
Non resisto
nel silenzio
del giorno muto…
i tuoi occhi
nei miei
per tutto il tempo
mi donano
l’Anima tua…
che frutto di speranza…
forgiata dalla tua purezza
nutre con umiltà
il mio amore…
Grazie d’esistere amore mio.
Morire per te è nascere di nuovo
morire per chi mi ha fatto esistere
è una cosa facile
morire per avere un senso
nel tuo mondo di colori
accolti all’interno del tuo iride infinito
morire perché non c’è altro per cui vivere
se non la speranza che alimenta il calore dei tuoi abbracci
di sbagli ne ho fatti ma non quello del martirio
morire ogni giorno di un’inedia quotidiana
mentre i giorni si succedono
senza una gloria da inseguire
morire perché è difficile sopravvivere
alla tua assenza in questo regno oscuro
che il tuo prossimo ritorno eclisserà
morire per te è risorgere dalla cenere
di un mondo bruciato
che annullava il nostro esistere.
Tra le tue braccia
trovo la pace,
che il mondo non mi sa dare.
Tra le tue braccia
ascolto la mia canzone preferita,
il tuo battito.
Tra le tue braccia
ho imparato ad amare
e lasciarmi amare.
Tra le tue braccia
ho trovato la pace,
che il mondo non mi sa dare.
a fissare la vita che va
ma la gente che ne sa
di quanto dolore
nascondi
dietro ogni sorriso.
Quanto peso
l’anima trascina
in giorni che passano
tra sconforto e fatica.
Ma che ne sa la gente
di quanta forza cerchi
per non mollare mai,
tu così tenace
ma anche tanto fragile.
Come va? Come stai?
Ti chiede ogni volta
e tu ogni volta
con il solito sorriso
distogli lo sguardo poi
rispondi che va tutto bene.
Lei non sa
che per reagire ridendo
ti basta pensare
alla persona speciale
che la vita in un attimo
di generoso slancio
ti ha donato.
Rivolgi lo sguardo
velato di tristezza al pensiero
ch’ella non s’accorge
di quanta ricchezza possiede
rapita solo da avidità e ingordigia.
Tu ridi, scherzi
elargisci gioia e ilarità
spensieratezza e armonia
come fosse prato fiorito
di rose senza spine
questa tua vita.
Ma che ne sa la gente
di quanto duro impegno
sostieni per salvare
ogni giorno, ogni istante
un pezzo di cuore
perché tu di sogni ne hai
perché tu di sogni vivi
senza non ci sai stare…
Sei diventata brava,
tanto, troppo,
nel nasconderti
dietro quel sorriso
che solo occhi
attenti
sanno leggere.
Ma la gente,
tutta l’altra gente,
che ne sa??
Scende da una nube la sera
un soprassalto
(e tu Sei)
più del mesto rossore
brivido
una ruga azzurra di sguardo
a placare spiragli.
Sono ribelli da sani
i pensieri, senza altri padroni.
Lavorano ai fianchi
e abbattono.
Sono radicali liberi
cercatori di quiete, l‘oro
di questo nostro mondo.
I pensieri osano
oltre le aquile
e, in risultati, riposano.
Sgorgano a fiotti
ruota che sgrava libera
la propria fonte.
Sporgono i pensieri
dalla monotonia
- balcone sulla vita -
travalicano stasi
tracciando ipotesi
e, con idee, scavalcano.
Illuminano giorni
notti e contorni loro tutti
utili ai domani
incerti da raggiungere
con carico adeguato
di energia proficua.
Destano interesse
e curiosità persino
s’insospettisce
ma, poi, con loro scende
in ogni caso a patti.
Detestano il rumore
ché nel suo eccesso, perlopiù
di malumor costringe.
Spendono motivi e fini
in un raggiungere di mezzi
ma debbono sedere interi
al tavolo delle trattative.
Perché fame crea pensiero
e quando sete contorce
sottrae faro per poter fare.
Solo allora esplode
di un calice
in mille lucciole.
porta con se il cuore del tempo
che illumina il volto appesantito dai ricordi
Pensieroso balla, cento volte canta
scordando tutto, desidera, perchè è stanco
non desidera altro. Quante noie avverte
nell'atmosfera. Resta la delusione d'aver perso
splendide gioie tramontate ancor prima di nascere
L'aurora soffocata dall'inizio del giorno mattiniero
su strade selciate, ove vasi fioriti si affacciano
sui davanzali nostalgici
che attendono inverni freddissimi
e preoccupati, per un futuro assente
disteso su piume scivolose mentre si domanda
se sentirà, una voce chiamare, chiedendo scusa
alle albe dispiaciute, della tensione creata
egli, il protagonista dei suoi mali polverosi
Hanno tappezzato muri, con molti valori, unità
Schemi da seguire, attentamente
c'è un signore a braccia tese,
tutto il giorno con forbici in propensione,
egli è un parrucchiere di professione.
Un dì ci andai non senza esitazione,
il mio barbiere era andato in pensione,
nel suo salone quindi entrai,
non sapendo che mi aspettavan guai.
La mia testa misi in posa,
come chi aspetta la propria sposa,
nuove mani sui miei capelli,
con l'auspicio di farli un po' più belli.
Ma un'esclamazione fatta con poco tatto,
sulla poltrona mi fece sobbalzar di scatto,
udii: ' Sai che qui c'è un bel buco?'
quello che pensai non lo traduco.
Finita l'acconciatura tornai a casa sconsolato,
per ciò che ai miei occhi era di fatto celato,
al mio vecchio barbiere pensai per un momento,
quando ramazzava i miei ricci sul pavimento.
un profumo di pioggia
sale alla finestra
da un asfalto rovente
calpestato nel giorno.
Scorgo l’animo
d’un cuore in pena
alla ricerca del
suo sogno perduto.
Vago ora
tra pensieri assopiti
in cerca
di un barlume di stelle.
Afferra con coraggio
la speranza,
mutandola realtà.
La pioggia è cessata,
la notte ormai passata;
quel profumo d’asfalto,
ora mi dona
essenza di vita.
questo odore di stantio
che si posa sui miei pensieri e annienta i suoni e le parole
come fosse la più pesante delle nubi di un cielo in tempesta.
Questo clangore insistente
e odioso che mi tormenta
Questo dolore che brucia
la mia voglia di vita e di gioia.
Questo muro così alto e impenetrabile
costruito con mattoni di cemento e indifferenza
che ormai esausta ho smesso di demolire.
Ho per compagna infine la MIA solitudine.
piano
delicatamente
nella vetusta
bugia d'oro
che ho meticolosamente
conservato
a lungo
nel fondale
del mio cuore.
Affinché tu
potessi fare,
luce eterna
come
una candela d'amore
che arde
il suo fuoco
non estinguendolo
mai,
per me.
Affinché
il suo olezzo
magia fragorosa
per il mio essere
emotivo
al suo sentire,
possa diventare
mausoleo d'eternità
per me.
Per rammentarlo
nei cicli
dei tempi,
per te.
Affinché
questo amore
divenga
una fulgida
ineguagliabile,
bugia d'amore!
Che possa
mutarsi
in una dolce
perla
nella sua
verità,
unica
nel suo vibrare,
unica
nel suo vivere.
Il dolore scacciarlo non posso
è una cicatrice che resta addosso,
rispetto la sofferenza di tutti quanti
tengo il mio dolore e vado avanti,
senza volermi ribellare
sei tu quel dolore e devi restare,
anche una ferita puo essere speciale
la voglio dentro di me anche se fa male,
avrà più senso ogni singola lacrima
con te nel cuore e il dolore nell’anima.









