E la guardavi senza amore
come si guarda il niente
Un bicchiere rotto contro il muro
confuso nel rumore che fa la gente
E la paura della sera
quando il sole parla senza voce
come chi ha urlato perché si dispera
e chi urla contro chi ha una croce
Il muro adesso ha solo lividi
Vorrei avere freddo
ma ho sulla schiena caldo e brividi
Chi sei non lo so più
Ti guardo e non sei tu
Il costo del disprezzo è il silenzio
e una banconota il suo tabù
E non ti riconosco più
Vengo alla tua finestra
che si appoggia su una gru
E mi ritrovo a odiarti
nel giudicare del tuo guardarmi
Mi lascio andare piano piano
Solo immagini da lontano
Per non immaginarti
quando è già mattino
e so che non sei vicino
Per non ammalarmi
quando sei assassino
e roccia con la spada
quello che mi imprimo
Se solo ci fossero principesse da salvare
dagli stereotipi di un'epoca zoppa
Se esistessero gare al contrario
dove l'ultimo abbassa una coppa
Se si invertisse il tempo
La logica dello spavento
dell'imperversare del ritmo alternato
del sorriso maligno
e di quello spento
Per ritrovarsi a rastrellare il vento
Ma non ti riconosco più
sei un orologio a pendolo
che con un pugno fa cucù
E non so da dove sia partita la tua fine
Si equilibrano le forze di tensione
lungo la fune
Per arrivare a quegli estremi a cui ci troviamo
Ci daremo il bacio della morte
per dirci Ti amo
solo perché crediamo dell'Al di qua
Ma perché mi odi così, papà?

Commenti
chissà se una figura femminile potrebbe aiutare Con stima Tonino mi spiace