Nei silenzi
mentre leggo le pagine di un libro,
canto una canzone.
Ti sento nel profumo dei prati,
del bosco, del melograno,
delle rose e delle viole.
Sento che ci sei
nel sapore di una pietanza
a te gradita,
nelle note di una canzone
che ti rendeva felice.
Sei sempre nei miei ricordi,
sei nostalgia e malinconia.
Ti sento in ogni momento
nel sole, con la pioggia e col vento.
Sei anche nel ronzio delle api,
negli stormi degli uccelli,
nelle rondini che fanno il nido sul tetto del portone,
sempre ti penserò.
Nel buio della sera
il mio sogno è realtà,
ciò ch'è stato non appartiene al passato,
è più vivo che mai,
un continuo filo
tesse la tela dei ricordi
rendendo preziosa
la trama di questa vita.
Ho scordato i tuoi baci
in appendice all’universo,
eppure erano grano dei silenzi
ed uragano di parole,
confessione dei tuoi ma
e valigia dei miei se,
vele dei nostri errori,
vene dei miei perché.
Baci senza casa,
baci senza istanti,
baci senza testo,
baci senza inverno,
baci sul nostro petto
a mordere i giorni lontani
in appendice all’universo.
che ognuno ha dentro
e non può essere portata via.
Sei un sogno favoloso
che nel mio cuore è esploso,
a niente puoi paragonarlo.
Tu sei vita emozionante,
gioia e bellezza,
un dolce pensiero che canta.
Sei l’alba al mattino,
il tramonto la sera,
dolce risveglio di primavera.
Prati in fiore,
parlan margherite e viole,
bocciolo di rosa,
come bimba capricciosa
emozione deliziosa.
Quell’aratro solcava
parafrasi della mia solitudine,
angoli di cielo riversi
in una nevicata di ricordi,
la fragile luce appassita
dei miei anni distratti.
Un silenzio d’autunno
vestiva un dolce temporale,
i campi sussurravano di stanchezza
disegnati dal pianto della pioggia:
brillerà un firmamento di stelle
come il tempo di una nuova speranza.
lamina d’acciaio che ben ti presti
ad insinuarti dentro di me
Ancor più bello è vederti rubina
solcare questo immenso dolore
baciare ogni atomo di me
Bello è sentirti sussurrare
quanto solo tu mi ami
e quanto egoisticamente mi vorresti
Solo tua
E poi io ripenso al sollievo che ti segue
al dolce e pungente sapore
della tua lama sulle mie labbra
quando assaporo il dolore portatomi
via da te
Ma come posso vivere
una vita senza questo
quando solo tu capisci
il senso di oppressione
di dolore e solitudine che circonda
il mio cuore.
Se al tatto sembri tanto fredda e dura
come per incanto mi tocchi e liberi
di questo agghiacciante Vivere.
- Io sono il Signore tuo Dio
Non avrai altro dio all’infuori di me -
E tu che mi chiedi com’è il Paradiso…
Ho visto il blu colare giù
mascara
La caduta dopo lo strappo d’ali,
- vuoto di transizione -
e la vita che mi danzava in contro…
Puttana!
Adesso il mio attico
gode di amplessi selvaggi
Guardavo il mio futuro da un altare
- Moglie e madre -
mi dicevano
Non tutto va bene e poi…
Chi l’ha detto che l’abisso è infecondo?
Chiedimi ancora del Paradiso!
Dio avrà conto della tua anima,
il paradiso si trova sulla tua strada,
tu sei un angelo caduto dal cielo,
sul mio stesso binario,
eppure venivi dalla parte opposta,
succede, quando i bisogni del cuore
per magia si bilanciano, con fantasticherie
magari in seguito verremo a sapere,
se ci troviamo così a nostro agio,
vuol dire che l’amore esiste!!
Magari ci è anche troppo vicino
arrivata con un fascio di luce, ti ho riconosciuta,
sei venuta perché mi innamorassi,
Dio ha permesso di venirmi a trovare,
Dio è Infallibile, magari pensando
ad una bella storia d’amore,
sapendo che sono un onesto giardiniere,
è opera sua se accanto a me
è fiorita, la rosa più bella del mondo!!
c'è un mistero che avvolge il mio pensiero,
il parcheggio è insolitamente pieno,
eppure lì oggi non passa nessun treno.
Di un funerale non c'è sentore,
le campane avrei udito in La minore,
guardo quindi il tascabile calendario,
eppure non ricorre nessun anniversario.
Allora con attenzione guardo quella gente,
armata con stracci attraversar velocemente,
sto per realizzar il perchè lì son giunti,
vanno a pulire la tomba dei propri defunti!
Fra un pò si commemora chi ci ha lasciato,
che il suo marmo avrà meno impolverato,
così quel giorno i suoi cari all'ombra dei cipressi,
meglio i loro volti sulla lapide vedran riflessi.








