forse...fosse meglio si muresse a Nuvembre.
Nun me va bbuono Luglio...è ttroppo cauro:
o fosse meglio si mme ne jesse a Settembre?
No, Settembre nun è ccosa, manco se po' ffa':
'o tiempo è ancora buono, 'a gente a mare va.
'O mese Austo? E chi mme vene appriesso:
nun ce sta rifrisco a ll'ombra d' 'e cipresse!
A Ggennaio fa friddo, ognuno se rincresce:
chiove, maletiempo fa...nun tanto se jesce.
Sotto ê ffeste 'e Natale? Manco a nne parlà:
stanno tutte quante ndaffarate a ffesteggià.
'O mese 'e Marzo? E no...llà manco è ccosa:
miette ca ô tiempo lle piglia 'a pazzaria...
se nfonna tutta quanta 'a casciulella mia?
'O mese 'e Aprile...no, no, manco va bbuono:
ogneduno piglia suonno a cchella staggione.
Nun se putesse fa' ca fra ll'aneme trapassate,
se putesse vuttà 'sta morta mia int'a scurdata?
Fosse meglio si muresse 'e juorne d''e muorte;
si tutto fila liscio e si quaccosa nun va stuorto!
Accussì jesse bbona i' e tutte quante ll'ate:
mmiez'a ttanta muorte i' stesse ggià priata!
Fra chi se chiagne 'o marito, chi 'a muglieria,
na lacrema pe mme ce jesce: almeno spero!
Quanno sarrà nun attaccate c' 'a solita litannia,
dicenno ch'ero brava: sparagnateve ll'ipocrisia!
Na parulella però, accussì 'e pressa 'e pressa,
si overo tenite voglia, dicitammella 'o stesso!
Senza esaggerà e mmentre priate a Mmaria,
fra na preghiera e n'ata, dedicateme na poesia.
Pe mmo...sto' ancora bbona...e ggrazie tante:
cu ll'aiuto 'e Ddio e d' 'e sante vaco annante.
Ma fosse bbello si quann'essa allong'a mana,
lle putesse di': nun tenco genio mo, passa dimane.
Ascolto il silenzio
per non vedere il pianto.
Sento il profumo di prati in fiore,
di margherite e di viole,
è lontano il sangue sparso sulla terra
dai malvagi che fanno la guerra.
Non voglio sentirlo
il sangue dei nostri fratelli
versato per ingordigia,
prepotenza e stupidità.
Quale Dio li fermerà?
La guerra nessuno la vince,
non è un gioco,
armi sempre più potenti,
armano persino gli adolescenti.
Martoriate e sacrificate vite umane
tra silenzi di viaggi senza fine
con finestre aperte all'infinito eterno
di silenziose
Il tempo viaggia dentro me
come spartiti di luna
inchiodati al petto della notte,
come regali d’anima
cuciti addosso a una stagione
ed i giorni son schegge di meraviglia,
curve di cielo e di pensieri,
orizzonti che tremano
sul ciglio del mio cuore.
Il tempo viaggia dentro me
e si inurba d’infinito,
disegna silenzio e storie,
aspetta una nuova me,
si spiccia ad immaginare
un nudo respiro d’eterno,
in questo spicciolo d’universo.
Attimi prolungati
su frammenti di vuoto
veleggiano lentamente
su ogni cosa visibile
la luce molle della solitudine
si posa sui nostri ricordi
nel teatro del cuore
sospese fra buio e luce
fluttuano indelebilmente
tutte le mute foto
pungenti come spilli
ricordo di esistenze rifratte
venticello leggero
mi accarezzi i capelli.
Sei la mia primavera
di fiori multicolori
nel giardino che adori.
Sei la limpida fonte
che rinfresca la mia sete.
Una morbida coperta
mi riscalda con i suoi abbracci
caldi e appassionati.
Sei tu che accendi la vita,
la illumini di emozioni.
Naufraghi in un infinito volo
sconfinato,
congiunti insieme
in un unico abbraccio,
unico cuore
nell’universo d’amore.
di gente, quasi giocosa
attenta, rispettosa
- fiori freschi in ogni vaso -
Fuochi traballanti
nel caldo autunno
2022? no, di più
erano le anime
contente del via vai
Nessuno è solo
se la memoria è viva
- sempre -
non solo oggi
Vorrei sapere cosa è successo quando sei entrata,
nel mio cuore, non è per niente
se ora riscuoti tanto successo,
e sei diventata la creatura più importante,
di casa, enormi quantità di emozioni private,
indicano, non riuscirò più
a tirarmi indietro!! Non abbiamo mai avuto
niente di meglio in famiglia,
e se lasci decidere le mie buone intenzioni,
non ti lascerei da sola neanche per un momento,
sbalordito da quando sorseggio
i tuoi baci, è stata davvero una buona idea,
divertente e positiva, percorrere questa vita,
per come mi risveglio ben felice e rilassato,
insieme tutto fila liscio, i cuori sempre stracolmi d’amore,
a chiacchierare tranquillamente,
non c’è più possibilità che possa, uscire
dalla porta del mio cuore, dovrai rassegnarti, a dormire
con me, a vivere con me, sei tutto quello che io volevo,
mi è andata veramente bene!!
Tuttamici.
Dove purtroppo
ognuno sceglie in proprio.
Come nella coniugazione.
Tutti amici.
Tutti mici.
Tu mettitici.
Tu mi dici.
Tuttamorici.
Tutorici.
E poi ci sono loro
tu temici,
mietitrici e mitragliatrici
e gli altri.
Gli alleati di partito
e per partito preso.
Tutti partiti
sempre e solo
per una privata
e isolata spiaggia
ai tropici, ma
… in bella vista.
fiocchi di neve
come batuffoli di cotone.
Piove dal cielo
candida ricopre i tetti
di trine e merletti
che si illuminano.
I bambini gioiscono,
mi si stringe il cuore.
Ricordi del passato riaffiorano,
tendevo la mano
per afferrare quei morbidi fiocchi.
Bimba gioiosa
la neve le ghiaccia la mano
ma le riscalda il cuore.
Silenziosa s'adagia
come per magia,
spettacolo di un breve periodo
rimane nei ricordi
perché il tempo scorre veloce
come fiume alla sua foce.
In fondo mi accontento di poco
basta il mio spazio, rifugio sicuro
per donarmi serenità interiore.
Qualche intrusione non richiesta
cerca di turbare la mia quotidianità
poi tutto si ferma repentinamente
e riassaporo la mia solitaria follia.
In fondo essere folli non sempre nuoce,
la vera pazzia è lasciarsi sedurre dal Nulla.
quel Nulla che vorrebbe ingoiarti per poi
espellerti come escremento indesiderato.
Il vero escremento è fuori dal mio spazio,
alla ricerca di un pertugio su cui spalmarsi
con fetide esalazioni in ansimante delizia.
Se riuscisse in questo suo atto finale,
il compiaciuto Nulla manifesterebbe
un sospiro prolungato e liberatorio
per l'ardua e produttiva impresa.
Meglio stare lontani dal caos e
dallo smog della vita moderna,
un salto nel passato non lontano
rimetterebbe al posto giusto pedine
sfuggite al controllo della razionalità.
Adoro il silenzio come spazio riflessivo
odio il silenzio punitivo o imposto
da soggetti scaltri e manipolatori,
mere manifestazioni di disprezzo
distribuito a basso costo da terzi
con problematiche narcisistiche e
imprevedibili in questo strano tempo
disseminato di dolore e perenne disagio.
Il bonus psicologico sarebbe da prendere
in seria considerazione, tutti in terapia
per debellare i mali dell'anima.
concerto per archi
ha lasciato note di odori e di violini
la Tempesta sul prato bianco.
vasti particolari e intimi risvolti svestono le proprie difese.
cadono passi e carezze
sotto gli scandalosi portici
in questo giorno mistico
dall’odore d’osteria
dove il sangiovese brinda
alle ritrovate bocche.
inseguita da un nuovo giorno
la voluttà scardina
parole imposte
irradiando, nei minuti capillari,
sangue di rossa aulentissima passione.
sorridente come un Cielo D’Alcamo
una Bologna infreddolita
cerca riparo in cappotti corsari
ammantanti versi e gesti audaci.
abbiamo stivato sogni
attraversando ostili terre
squarciato ombre
di giorni fangosi
e notti avide di bufere
ormeggiando cime ai polsi.
e adesso sì, Vivaldi potrà riprendere le sue note
per accordare ancora
archi di schiena alle nostre volte.
Non resterò
ad accendermi nei tuoi occhi
come uno scampolo di stella disfatta
in un campo di papaveri
mentre tu,
bacio del mio vivere furibondo
inscatoli orizzonti senza poesia
mordendo l’imperfezione dei silenzi miei.
Ed allora sogna di amarmi ancora,
cercami nel cuore dei tuoi sguardi,
carezzami nel vuoto degli istanti,
disegnami sulla tua bocca
come dolce fame d’eterno
e resteremo una ferita a primavera
nell’anima scoscesa del tempo.
Quando la notte giunge,Uno dei mecenati profana il morto suicidaE alletta l'ultima sua speme con i dolci ElisiIo miro da migliaE nel core arriva una voce e processa:"Il vile apostata per l'eternità dell'eternosarà condannato!"Allora i fratelli, suoi cari, stridono blasfemieE scorticano gli avelliCome se fosse sollazzoIl mecenate dall'auspicabile acume,Conviene d'andar via:Inganna l'anima e illumina la ragion suaGiuro di aver detto la verità,Tutta la veritàNient'altro che la verità;Che Iddio m'assista.









