Ma non sono sicura di ricevere ciò che mi aspetto..
Ci sono momenti in cui ti fai mille domande senza nemmeno saperne il perché o perlomeno non subito capisci...rimani lì..come fossi sospeso tra il cielo e la terra...
Senti che c è qualcosa che ti risponde ma....
Ma rimani confusa..
E vorrei farne di domande...
Ma per ora lascio loro sospese.
E mi perdo guardando lontano....
per un'ora, due ore
o tutta la notte,
ti trovo
mi trovi
tra le mani
tra le lenzuola
dentro il fiato di un bacio,
a gambe aperte
pensieri sciolti
senza vergogna
ti prendo
mi prendi
lottiamo
a chi cattura il primo orgasmo,
a chi ricomincia a toccare.
Sei tu
sono io
è confusione di labbra
è congestione di carezze,
accendo la luce
sei così bella
stremata
di umori
di sudori
di languori.
E poi saremo l'amore
ancora all'alba
ancora al primo vento
ti dono il sentimento
forte deciso
com'è fiero il tuo viso.
Mai sarà promessa
l'anello al dito,
la vera nuziale
si porta nel cuore
si rafforza di gioia e dolore
stringe due vite da scoprire
mischia due anime da sporcare.
Senza parole
la presenza diventa essenza
di ciò che vivremo
di ciò che faremo
di ciò che saremo.
E sarà amore sempre
che faremo
che saremo.
Decasillabi anapestici° organizzati in quartine con strana struttura rime: ACCA BDDB ABCD EGGE FHHF EFGH. Senza un perché, giusto per non impaludarmi nei soliti sonetti di endecasillabi a rime incrociate e alternate.
Se venisse l’amore a cercarmi
riferitegli ch’è troppo tardi:
che non sprechi vampate e petardi,
non potrà più di nuovo ingannarmi.
Solitudine resta sì triste
ma più triste risulta illusione;
vado a farmene buona ragione
tanto il cuore oramai non insiste.
L’esperienza ha provato a insegnarmi
non esistere strade né piste
da seguire sognando gli sguardi
che riuscivano a darmi emozione.
Non ho nulla da offrir di concreto
al mercato inerente la vita:
messo all’asta, risulta fallita
col valore più o meno di un peto.
Resto al monitor senza parlare
mentre aspetto una nuova schermata:
scrivania¹ pienamente oscurata,
mente spenta ma resto a vegliare.
Non m’illudo e alle lacrime vieto
di sfuggirmi e tastiera bagnare…
quanto è stupida questa mia vita…
ma proviamo a passar la nottata.
°: cioè versi con l’accento principale in 9ª posizione e quelli secondari in 3ª e 6ª;
¹: il “desktop” dell’ambiente grafico del sistema operativo del computer che raccoglie i miei scarabocchi, ho già fatto “Arresta il sistema” e resto a contemplare il nero.
08-09/06/2026
Collidono gli accenti, si smembra
la verità che l’incoscienza nega.
Il mondo adesso è quel che sembra,
un incubo malvivo, una piega
nel tempo dove il buio s’assembra.
Il nodo della sorte non si slega,
se ricuci i tagli sulle membra,
mentre il rasoio del sinibbio sega
il cielo. Felice chi non rimembra,
chi al sogno sanguinario non si lega.
Dimentica che cosa ci fu tolto,
distogli gli occhi da occhi senza volto.
06-06
Sil. 1-4
racconti di dame violate,
sono ceneri nascoste
dentro gelide stanze.
Tra immensi dolori
di svariate nature diverse,
sono petali di cuori spezzati
caduti nel vuoto, dispersi.
Tra passioni infuocate
di tradite speranze
di tanti amori nascosti
s’accendono ire represse.
Ne è rimasto un triste ricordo.
Si raccolgono i cuori incollati.
Si vivono nuove speranze..
è uno spiraglio di fievole luce.
Quella dolce tristezza di un qualcosa di lontano , di non preciso...ma so che è un ricordo.
Vorrei sentire sollievo mentre m' immergo in questo abbraccio di sensazioni .
Il sole oramai è calato ed i lampioni piano piano s' accendono con quella fioca luce che mette malinconia...
Un vecchio passa in bicicletta...lento...con calma và verso casa....
E m' accorgo che è già buio....ed il mio sguardo è lontano....
Troppo lontano....
Sonetto di endecasillabi a maiore sdruccioli a rime incrociate nelle quartine e alternate nelle terzine ABBA ABBA CDC DCD.
Non mancano i traguardi da raggiungere;
manca la forza per tornare a correre.
Né vedi più la traccia da percorrere,
né sai quale ingranaggio sia da ungere.
La vita senza petali sa pungere:
non trovi guanti cui poter ricorrere,
disinfettante che possa soccorrere
o altro che da sollievo possa fungere.
Ripensi al mare e alle onde che là fuggono
mentre guardando gli occhi restano umidi
immersi nei ricordi che distruggono.
Ti volti indietro e scogli paion fumidi¹,
gocce di brina che nell’aria sfuggono
e ancora indugi sui polpacci tumidi.
¹: nebbiosi.
08/06/2026
di una terra ferita
sorge un tremito
che disarma la guerra,
palmi dispiegati
come braci indomite,
sguardi incandescenti
che rifiutano la resa.
Tra rovine e silenzi infranti
la pace non implora,
germoglia, resiste,
radice ribelle
nel profondo del cuore umano,
forza che ricuce
ciò che il dolore divide.
L’umanità è una fiamma
che non vacilla,
oltre confini,
paure e ferite,
scelta severa,
coraggio essenziale,
l’atto di restare
quando l’odio chiama.
È pane condiviso
contro la fame del mondo,
una voce che squarcia
la notte più oscura.
E allora il mondo
trema e si trasforma
in un unico, possente battito.
nel tuo più profondo recesso,
il luogo nascosto
dove quel dolore, intriso di tristezza,
si nasconde.
Sollevi lentamente
il polveroso tappeto della tua memoria,
dove fotogrammi di te dondolano,
appesi a leggere ragnatele.
C'è così tanto
sotto quel tappeto mnemonico.
Eppure,
quel dolore che distrugge
ha trovato un luogo,
forse invisibile.
Ti aggiri
tra le circonvoluzioni che la tua scatola accoglie.
Ma niente.
Nulla che sia dolore
naviga nel liquor che tutto circonda e protegge.
Lo troverai,
forse,
un giorno;
ti aspetta, sanato, sull'uscio della felicità.
svelano il mondo celato nel bianco,
scendono lievi come un sottile velo
tra luce e rigore,
bianche promesse che il sogno ha dettato:
non sono soltanto un vezzo d'amore,





