Che tu mi sia fedele o meno
Non m’infastidisce
Son fiero che m'accogli
M'illumini
Mi sorridi
Brilli e spumeggi
Dal profondo o sulle rocce
Sulla sabbia ad onde o gocce
Spettacomare
Incanto infinito
Un viaggio sempre gradito
Un abbraccio da lacrimare
Un respiro da sollevare
Specchio del sole
Blu verde celeste
I giorni sono feste
Lasciarti sempre duole
Spettacomare
Al tuo posto ti trovo
Ogni volta che provo
Ad avvicinarmi e gioire
Ogni volta che ti cerco
Tu mi accogli
Come randagio solo
Non sapendo dove stare
A volte il desiderio si sveglia nella notte.
Non urla.
Cammina sul bordo della strada,
a passo lento,
con le tasche vuote di promesse.
Piccoli negozi ancora aperti,
vetrine senza insegne
davanti alle quali passiamo
senza entrare.
Si annida negli sguardi,
in un gesto che si ferma,
in una mano che cerca
e si ritrae.
Non chiede rivoluzioni,
solo un segnale.
Vive sul bordo delle cose,
dove il possibile respira piano
e ricorda
che non tutto deve avere un nome.
Sonetto standard, endecasillabi canonici a maiore in quartine a rime incrociate e terzine a rime invertite ABBA ABBA CDE EDC.
Intorno vedo tanti caporali
felici di donare sofferenza
a chi non vede lor magnificenza
pensando che sian uomini normali.
Lanciano urla forti da animali
pensando che dell’ugola veemenza
possa supplire a loro incompetenza
sottolineando che lor son speciali.
Fanno scoppiar la testa al sottoscritto,
in decibel misuran la ragione
e il timpano si mette in difensiva.
La mente suggerisce «Calmo e schiva!»…
Non sempre riesco a regger la pressione…
Eppure so ch’è meglio restar zitto.
14/06/2026
Se solo tu potessi sentirmi ..ti direi..
ti ricordi su quella panchina, seduti vicini,la testa appoggiata sulla tua spalla.
seduti all ombra sotto dei salici di una calda estate, oramai persa nel tempo..
Quel tempo che sembrava passasse così veloce d ' aver il cuore in gola..
L ' aspettare con ansia di potersi vedere ancora.
Lontano, lontano nel tempo un giorno chissà.. forse ci ritroveremo.
In un altro mondo,
In un altro tempo ma noi saremo sempre noi.
Lontano....
L'amore è un uccello.
Vola così in alto
che gli occhi lo seguono
oltre i confini del cielo.
Lo segui
senza accorgerti
che i raggi del sole
ti cadono sul volto.
La luce cresce,
diventa abbaglio.
E mentre l'amore sale,
tu non vedi più nulla.
Cerchi allora il buio,
non per rinunciare al volo,
non per dimenticare il cielo,
ma per guarire gli occhi
e imparare di nuovo
a guardare.
Sonetto classico.
Di Sisifo patisco un po’ l’assenza
ma non ho modo di fargli sapere
che attendo che finiscan le bufere
sapendo che ci vuole gran pazienza
ma che sicuramente un po’ d’essenza
viene a mancare quando in queste sere
non scorgo nuove rime sue foriere
di metrica beltà ma anche sapienza.
Con l’augurar che tutto vada bene
a scorrerne l’archivio ora m’appresto
per srotolarne alcune pergamene;
se devo poi però essere onesto
vorrei leggerne nuove e ben serene…
speriamo che tra noi ritorni presto.
11/06/2026
dai rami che arrivano
alla finestra
navigare non è facile
col muro di cinta
al giardino
e quelle siepi poi
così fitte di solitudine
prendo appena mezza tacca di vita
sul cancello
c’è un messaggio in posta
da una settimana
eri tu
a trasmettere
dal palazzo di fronte
e vediamoci allora
passando dalla tastiera
a premere i tuoi seni
delle foreste dove fremono pudichi
silenzî. Con quali voci e accenti
bisbigli i segreti più antichi?
Raccontami, luna, dei vasti mari
ove ammiccano le costellazioni,
ciocchi scintillanti sugli alari.
Quali inauditi, profondi suoni
vibrano nel buio fra le grotte?
Illustra la sinopia dei destini,
quando imperscrutabile la notte
si spezza in anfratti fra scogli e pini.
Non celare il volto dietro il sipario
delle ombre. Illumina il percorso
che compio mesto e solitario,
nel respiro del tempo trascorso.
Ma tu resti sfingea, muta. Invano.
Si erra smarriti senza un responso.
Ogni giorno il senso è più lontano.
L’universo è un libro intonso.
06-10
Il modo “spot” di messa a fuoco è quello che garantisce nitidezza in un’area molto ristretta di una fotografia. Endecasillabi a maiore, rime baciate/incrociate/alternate a seconda delle strofe.
Mendico alle giornate un po’ di pace,
invece il cuor sussulta e ancor non tace.
Sempre un pensiero fisso nella mente
ogni qualvolta siedo a riposare,
non m’abbandona né riesco a sperare
oggi o domani cambi ormai più niente.
Remando contro il mio stesso interesse
osservo l’album con i pochi scatti
tanto che la memoria sogni intesse
trascinandomi in mezzo agli altri matti
osservando con lenti biconvesse…
Il singolare punto d’attenzione
lasciando fuori ogni altra osservazione.
Capisco che vuol dire esser fissato
anche se ciò non basta per rimedio,
zero opportunità d’esser salvato,
zuccone che rimango sotto assedio
obbediente a qualcosa di insensato.
11/06/2026
Renga i cui tanka componenti hanno rime ripetute: aBc-DE aBc-DE aBc-DE aBc-DE.
Guardo le stelle
di questa buia notte…
sono sfocate…
il mondo si deforma
dietro liquide lenti.
Umida pelle:
aperte le condotte,
sono sgorgate…
pare che non si dorma,
dannati sentimenti!
Su bancarelle
di cianfrusaglie rotte
abbandonate
scivolano senz’orma
tra sguardi indifferenti
come sorelle
dall’ossa tutte rotte
dimenticate…
La scena si trasforma…
adesso… fari spenti.
09/06/2026






