Ho visto passare tanti anni
sotto un cielo azzurro, grigio, piatto o variegato di nuvole .
Ho dato tutto quello che potevo dare , ho avuto tanto e ho perso pezzi di me lungo la strada,
lasciandoli andare come foglie portate dal vento.
Ho visto stagioni rincorrersi senza sosta,
mentre la terra, sotto i piedi, cambiava silenziosa il suo vestito.
Ho teso le mani per stringere promesse,
qualcuna è svanita, qualcuna è diventata radice.
Oggi guardo i solchi di questo tempo che passa
non come rughe, ma come canali pronti a raccogliere la prossima pioggia.
C’è una strana pace nel sapere che nulla si trattiene,
che tutto scorre, si trasforma e, dopotutto, rimane.
Brindo al cammino fatto e a quello che viene ,
mentre il tempo, saggio, continua a fiorire.
alla sorgente chiara
e il giorno
si perdeva nella valle
le fronde
intrecciavano ombre fitte
mentre l'anima si apriva
a voli incantati
Sotto quel maturo gelso
dove il sole filtrava
e la brezza scalpitava
un ulivo trovava rifugio
fra radici profonde
e rami sinceri
davanti al fucile
e poi una cicala a far da grilletto
Forse così doveva finire
Mi aspettavo una stanza
davanti al mio letto
e la promessa prima o poi di dormire
Finisce a cazzotti
per un carosello
in bianco e nero
pur di apparire
Torno e non torno
ma pur sempre di sera
In testa non uno stormo
ma un pensiero più fitto d'un bosco:
come mi aveva detto una capinera
Sonetto standard, endecasillabi canonici a maiore e minore (accenti in 1ª, 4ª, 6ª e 10ª) con rime incrociate nelle quartine (ABBA ABBA) e alternate nelle terzine (CDC DCD).
È autodifesa il mio disinteresse:
fingo di non veder quel che succede
visto che il mio pensare al nero cede
nella funesta trama che s’intesse.
Tutta tragedia intorno e stanno impresse
urla ossessive e orecchio mi si lede
mentre m’umilio e sempre in buona fede
tento di darmi colpe meno spesse.
Poi m’allontano, fuggo nella stanza
nell’illusione d’esser più tranquillo
ma non mi basta piccola distanza.
Io di coraggio certo che non brillo,
resto nascosto e attendo la sembianza
di lieve calma fino al nuovo squillo.
23/06/2026
Slanciato, collo affusolato
zampe sottili, snello aggraziato,
lungo la roggia sotto la pioggia
in cielo austero su un raggio di sole
elegante in groppa alle mucche
becco sottile rimuovi le zecche,
leggero spicchi un volo regale
candide piume su specchi fluviali
trampoliere solitario nel canneto
tra lampi ricurvo nei campi,
spicchi un volo in laguna
l’ombra tua illumina la luna.
s'innalza sopra l'orizzonte,
s'affaccian le prime parole
tra sogni e realtà a far da ponte.
Buongiorno a te, Amor mio adorato,
splendor dei tuoi occhi consola!
Di vita altro dì mi è donato,
sei con me: mai sono da sola!
Strano il testo, strana la metrica, va be’… strofe di settenari ed endecasillabi accoppiati a rime incrociate nella prima strofa e alternate nella seconda, senza un perché: aBbA bAbA (e le A son pure sdrucciole, sempre senza un perché).
L’importanza di arrendersi
quando il nemico è troppo troppo forte:
non si scampa la morte,
è tentativo estremo di riprendersi
in giornate mai corte
dei momenti finali per accendersi
dietro inutili porte
gli ultimissimi sogni senza svendersi.
22/06/2026
Lontano molto lontano un vecchio pensa ai suoi ricordi...
Vicino a lui un piccolo gatto gli tiene compagnia,
mentre lontano arriva un forte temporale ...
Com'è strano sentirsi soli.
Sentirsi persi
Sentirsi diversi.
Il mondo non è uguale ad un altro...
Il suo è diverso...
Fatto di tempi passati di chissà che anni....di chissà mondo..
E chissà chi lo sta guardando
Eppure lui c'è.... eccome se c'è.
è una forza brutale.
Serve coraggio
per volersi davvero,
per cercarsi,
per restare.
Si perde
per accettare.
Si scava
per conoscersi.
Si trova
solo ciò che fa male.
L’amore non è semplice:
montagne, mari, deserti
compressi nel cuore
che brucia
e poi si spegne,
che crea
e disfa
con la stessa mano.
È vero.
È falso.
È tutto.
Se ci credi
diventa quasi facile,
amare,
e sopportare
il dolore
di amarti.
Questo è il coraggio.
Questo è il dilemma.







