Raccogli i miei cocci,
senza storie.
Devo naufragare
nel centro di un amore senza soffitto,
per guardar stelle
e sfiorare, con le pupille,
confini impossibili;
e danzare sul ciglio
di note impazzite,
fino a ridurmi a uno schizzo bagnato
sotto la pioggia.
Rivedo ancora le cose più belle
rimaste nel cuore,
pieno di buchi da tappare
con note assuefatte.
La vita distorta
a volte sembra facile,
come suonare la tromba
al ritmo dei tamburi:
i passi cadenzati tra scorci
di una dolce primavera,
e i piedi scalzi
sulla nudità della mia terra.
