Si alzi il sipario e dopo,
e dopo parlino gli attori, sì,
perché voi non ne sareste in grado
Si va in scena!
Non è una scelta.
Solo lì posso salvarmi la vita,
solo sul palco tu, solitudine,
non puoi soffocarmi con le tue dita.
Si va in scena!
Non è un'esercitazione, non più.
Preparatevi alla distruzione,
alta la spada, mano agli scudi.
Si va in scena!
Solo lottando col cuore
potrete continuare a sognare,
Solo se lascerete un'idea
lo spettacolo potrà continuare.
Si va in scena!
Senza tregua, piovono bombe
bimbi in fuga, cadono bimbe
persone evacuate, forze allo stremo
famiglie in trappola sotto macerie
colpi di granata sopra un condominio
missili e droni nel cielo infuocato
sotto assedio gli ospedali,
sotto assedio scuole, nidi
sfollati, spostati, spaesati
caduti, sopravvissuti,
piccoli corpi in lacrime
piccole lacrime in corpo.
che tutti gli anni sembravano uguali,
tra le tue mura mi aggiro spaesato,
stanza dopo stanza rimango senza fiato.
La cameretta dove mi son erudito,
vi raccolgo polvere se passo un dito,
la sala da pranzo un tempo affollata,
solo con foto in primo piano arredata.
Il tavolo che d'ogni leccornia veniva imbandito,
con mezza tovaglia ora viene riempito,
il frigo che d'ogni bene era gremito,
oggi s' apre senza generar appetito.
Ah se indietro si potesse tornare,
Pasque e Natali poter riassaporare,
non sembrerebbero più tutti uguali,
ma preziosi attimi da rendere immortali.
Nonostante l'ateismo
debbo ammetter, dannazione,
rinunciando al vittimismo,
che fui, son maledizione!
Certo, un poco di cinismo:
non chies'io la concezione¹.
Si dovea tenerne conto
che potea riuscire un tonto!
E di fatti sono nato
e seppur non mi ricordo
certamente avrò sbagliato
già nel pianto da balordo,
sul dottore avrò pisciato
già con tutti in disaccordo
e posato a bere il latte
avrò fatto lagne matte.
Poi crescendo invece è certo
che sbagliai qualsiasi scelta,
non mi genera sconcerto
l’idea che feci alla svelta
se un sentiero c'era uberto²
d’imboccar la via divelta³
per il gusto di sbagliare
ogni passo ch'è da fare.
Già nel farmi questo cuore
alla grande c'ho fallito
sin da quelle prime ore
che mi vider concepito,
troppo aperto sul dolore,
negli anfratti rinsecchito,
con le porte senza chiavi
pronto a successivi aggravi.
Quando poi fui più maturo
(piango o rido nel pensarci?)
imparai, e ve lo giuro,
a trovar com'arrivarci
giù nel baratro più duro
senza stare a ricamarci
dinanzi ogni nuovo bivio
come fosse quel declivio.
In amor, capolavori!
Dedizione ben punita
con raccolta di dolori
per priorità tradita,
giovanili ingenui ardori
contro il sogno d’una vita
… E sto qui cercando un senso
tra un affanno e uno scompenso.
¹: concepimento;
²: ubertoso, una licenza poetica talvolta posso invocarla;
³: scassata.
09/04/2024
Distratti e d’orientamento smarrito
ma vita vuole un’unica direzione
… amore, per non perpetuare quanto
ci ha bruciato anche il terreno attorno.
Chi avrebbe dovuto amarci,
ottenebrato dal poco rimasto
ci ha gettati come stracci
usati, per comprare altro.
Forse uno nuovo, all'avanguardia
... un ulteriore predestinato.
Nessuno di guardia a ricordargli
che dalle paure non scappa
perché rincorrono pesanti
dei veri fantasmi
che per amare bisogna dare
perché è l'amore a crear spessore
a ridare la necessaria corteccia
quella che permette alla vita
di scalfire di meno
e al dolore
di non penetrare assordante
per non trafiggere lancinante
… restituendo l'inferno. Tutti
abbiamo l'estate a portata del cuore
e, una possibilità nuova, solo chi vuole
non si concede
- personalmente mi accontenterei
anche della primavera, dalla prima
occasione vera -
Fiorir d’infinito
in un romanzo di luce
ed il palcoscenico del vento
a tremar di solitudine
come rime d’anima mia
incise su un letto di papaveri.
Ed il cuor s’addiziona
dei silenzi del cielo,
abbottona passi d’eterno
al petto dei miei sbagli,
nevica sui tempi dell’addio
ed il tuo oblio sfoca i miei battiti,
disfa le valigie dell’amore
lasciate ad abitar
i dividendi del nostro dolore.
Ma la luna assaggia ancora
il vestito dei nostri passi,
riscrive il viver mio
con l’inchiostro dei tuoi sguardi,
cuce una pioggia di stelle
al pentagramma dei nostri abbracci,
t’amo, come romanzo di luce
fiorito in un giorno d’estate.
La trasformo in un sogno
E poi volo verso una luce
Calda
Indifesa
Rassicurante
Come il silenzio del tempo
Per dimenticare chi sono
Arrendendomi
All'abbraccio di una donna
Al suo corpo
Nudo
Intatto
Cedendo ogni colpa
In questo luogo di follia repressa
Privo di luci
E candide speranze
Quanto vorrei
Che l'amore non dimenticasse
La sofferenza
Dei sentimenti infranti e puri
La nostalgia
Di sentirsi ancora vivi
Malgrado l'accecante desiderio
Di voler tradire
La nostra indefinibile natura.
E sì, c'hai ragione, sono un coglione,
ascrivo mie colpe al resto del mondo
quasi ciò bastasse a rendermi tondo
se quadrato o rombo fu formazione.
È soltanto un'ottica aberrazione
che mi fa sembrare più furibondo
quando in confusione netta sprofondo
per un chiacchiericcio a ripetizione
che rimbomba in testa mentre tentando
sto di accomodare un altrui problema
e il brusio noioso va martellando.
Certo una reazione del tutto scema
che il disagio va pure incrementando:
d'esser io coglione prova il teorema.
09/04/2024
Sempre quando
Meno me lo aspetto
Con quel sorriso
Ammaliatore
Rimango legato
Alle incertezze
E non mi bastano più
Le parole
Per stringere la pace
Con i miei sentimenti
Un giorno si
E un giorno no
Sono lì
Accanto a te
Col pensiero del vento
Sono lì
Ad attendere quel volto
Poi mi chiedo
Come al solito
Perché lo faccio
E le domande
Permangono
Mentre le risposte
Tardano
E nel mio cuore che pulsa
L’anima brucia.
Petali d’anima
scrivono ai tuoi occhi
rapiti da un cielo d’inverno
ed allora esisti in questo eco,
in questo solstizio di vento
firmato dal pensiero.
Bozzetti di cuore
scaldano risiere d’orizzonte
come lanterne di brina
un campo di girasoli
e ti aspetto in un desiderio,
in questo uragano d’eterno
che ci stringe in una sera:
nevicami accanto
ora che son pianto di battiti
sazio dei tuoi sguardi.
La mia solitudine sto sconfiggendo
restando a parlare qui tutto solo:
rincuoro me stesso sempre mentendo
ma tutto in silenzio, da bombarolo
che in grande segreto va ripetendo
il piano esplosivo e poi fuga in volo.
In fondo capisco che sto facendo
progetto che vale men d'un fagiolo.
Perché per riuscire occorre esser forti,
combattere, urlare come dei matti,
non pirla falliti simili a morti…
Io non ho più numeri ben adatti
a far da efficaci e saldi supporti:
ho perso e riperdo dicono i fatti.
08/04/2024
Per volare
Ma dubitava di se stesso
Ininterrottamente
Era sempre stato un tipo difettoso
Fin dal principio
Ogni giorno
Lottava per ricominciare
Una vita indecorosa
Volava e cadeva
Cadeva e volava
E intanto pensava
A quel fragile timore che coglie
La maggior parte delle persone
Non riuscire più ad avvicinarsi
Alla luce del sole
Che dolore
A volte farneticava
Per il battito d'ali di una donna
Dolce
Inarrestabile
Ansimava per quel libero arbitrio
Nell'aria della notte
Dove il mondo nascondeva
I suoi peggior difetti
Sotto un manto di indefinibili stelle
A cosa serviva volare
Nell'imperturbabile scintillio del tempo
Se non poteva condividere
Il suo corpo
Con l'anima di un torbido desiderio
Avrebbe voluto piangere
Ma il silenzio era così forte
Da opprimere qualsiasi intenzione.
mentre la salsedine stria il tuo viso,
dici che quel mio sentiero
è solo un' immensa prateria.
So che non vedrai dai miei occhi,
allora seminerò gelsomini
ai margini d'un sogno
affinché tu lo possa sentire
e ti verrò a cercare tra i vuoti delle tue paure
facendoti scudo con le mie.
Ma ora distanti
in questo tempo che sgretola
quel ch'è stato,
vagheremo imparando a lasciar andare,
imparando a morire,
per poter nascere ancora!
Ed è qui nel respiro del primo pianto
che si farà forte l' odore
della prima - vera






