della nostra riservatezza, gelosamente custodiamo
l'essenza inconfessabile
del nostro recondito essere, inaccessibile agli sguardi
profani e aspettativi della ressa.
Ma ciò che effondiamo
nell'etere celeste,
attraverso le sue incessanti metamorfosi,
diviene un sublime
banchetto reale visivo
per quegli sguardi contemplativi
che, in silente reverenza,
rimangono a osservare l'arcano dispiegarsi dell'esistenza
come fuochi pirotecnici
a regalare istanti pregni di magia.
i beni? Innumerevoli e buoni?
Ma dietro questi
non vedi come -
una migrazione di farfalle -
le opinioni delle genti
tutte coincidere
forse che cantare
in altri lidi e terre e ad estranei
non sarà poi tanto diverso.
Era un tipo sentimentale
Sapeva riconoscere le sfumature del mondo
Dietro le porte di ogni realtà
Un giorno si invaghì
Della luce di una stella lontana
Un passo per volta
Riuscì a costruire un bellissimo sogno
E a farlo volare alto nel cielo
Soltanto per lei
Una rosa splendente
Libera da qualsiasi vincolo terreno
Librava leggiadra
Verso un inesplicabile orizzonte
Un tuffo nel cuore
Lo fece sentire più vivo che mai
Per qualche istante gli sembrò
Di essere tornato indietro nel tempo
Quando tutto ciò che lo circondava
Erano i docili colori dell’arcobaleno
Quando la rosa scomparve dalla sua vista
Ritornò a essere un albero malconcio
Le cui foglie erano ormai ingiallite
La sua vulnerabilità prese il sopravvento
I desideri si dispersero come fumo nel vento
Dentro il suo cuore si mise a urlare
Poi a piangere
Finché la luce del giorno lo inghiottì
Ponendo fine alla sua mera esistenza.
Cicatrici di cielo
apparecchiano i miei giorni
come petali di marea
rannicchiati sul mio cuore
e la valigia dei tuoi se
chiacchiera ancor con la mia vita
in una telefonata di sguardi
consumata come neve d’aprile.
L’orizzonte pensa ancora a noi,
ai confini del nostro tempo
e ci attende nel chiostro del silenzio
come farfalle a primavera,
disegnando il nostro abbraccio
sussurrato sulle labbra.
Sono un errore
Sono un pastore
Sono un disturbo
Sono un turbo
Sono un tubo
Sono un uomo
Sono un sordo
Sono uno stolto
Sono un posto
Sono un viaggiatore
Sono un sognatore
Sono un truffatore
Sono un'illusione
Sono uno scrittore
Sono un pittore
Sono un poeta
Sono senza meta
Sono uno scribacchino
Sono un baldacchino
Sono un imbianchino
Sono uno zerbino
Sono un insulto
Sono un singulto
Sono un disperato
Sono un amante
Sono un istante
Sono un passante
Sono un mago
Sono un drago
Sono un treno
Sono un vetro
Sono un numero
Sono un tubero
Sono un albero
Sono un tanghero
Sono un fratello
Sono un ombrello
Sono un pastello
Sono un sasso
Sono un apripista
Sono un pessimista
Sono un artista
Quando arriva la notte
Sono il nulla
Che si nutre di silenzio
Leccandomi le ferite
Sento il cuore battere
Soltanto per se stesso.
Di Pupo cerco di intravedere il suo travestito,
Ma di lui proprio non v'e' traccia,
Vado avanti con il sole in faccia.
Intravedi già la cupola del Brunelleschi,
Attorno a te valigie trascinate da tedeschi,
A San Lerenzo un giro al mercato comunale,
Tra chili e chili di carne di maiale.
Profumo di pelle inonda le strade del rione,
Tra marsupi borse e zaini di ogni dimensione,
Bancarelle gestite da pakistani,
Neanche l'ombra di mercanti italiani.
Si cammina arrivando a piazza San Giovanni,
Che sopravvive alle intemperie degli anni,
Il colpo d'occhio è davvero importante,
Un mezzo della spazzatura fa un rumore assordante.
Si scende verso piazza della Signoria,
Tra statue e fontane di rara maestria,
Vorresti entrare ai famosi Uffizi,
Ma troppi son in fila come gli egizi.
Qualche foto a Ponte Vecchio in fondo alla via.
Su di esso ogni metro v'e' una gioielleria.
Vai poi dritto fino a Palazzo Pitti,
I tuoi piedi cominciano a non star più dritti.
Un giro infine alla fontana del Porcellino,
Che fino a poco prima la chiamavi del maialino,
Si dice che se la moneta cade dentro la grata,
Per te la fortuna non sarà mai più un'ingrata.
Provi con un euro che vi casca alla perfezione,
Ti fai una gran risata e ti senti Gastone,
Ma più fortunata appare una zingara lì protesa,
Che fa bancomat con la tua moneta appena presa.
Torni così con 1 euro in meno in stazione,
A breve un treno partirà per la tua destinazione.
Avanti a te c' è una signora con suo marito,
Ma guardandolo bene è un travestito
scende il sole dietro ai colli,
una poesia non è gran cosa,
ci sono le rose nel giardino,
ma ci sono anche i ciclamini
e le camelie e le margherite.
Le rose sono dei Signori,
le camelie delle zie
e le margherite amico mio...
Un ciclamino non sembra gran cosa,
ma una poesia è qualcosa di semplice,
una carezza alla sera
un terrazzo di una mamma
che ti porta nel cuore
anche stasera.
Ed era il coraggio di allora
quella dote giovanile, temeraria
delle fughe per trovare il blu scuro
e le notti più intense e lunghe
senza tutte quelle lune becere
così amate dai poeti conclusi.
.
Era Madrid, Pola o quel Paese
con più marciapiedi che torri e Chiese
dove gli abbandonati siedono
per alcolici rituali di perdono ed oblio?
.
E tu chi sei?
.
È ovvio che non lo so
e comunque non è bene ricordare
tutte quelle porte ormai chiuse,
i radi capelli che sono lì a darmi conto
di quel poco o tanto perso per strada.
.
Non è stata sana
la liquidità dei miei anni veloci
e quel benessere dei passi a ritroso.
.
Dovremmo tu ed io,
prima o poi dovremmo,
se ci fosse altro tempo,
e se quell’allora fosse ancora vivo
adesso.
Appaio
e di trespolo appollaiato
recito la parte imposta.
Sarà per non pagare tasse!
Saranno le tossine
ormai entrate in circolo
che vizioso
vuol fare da padrone.
Qui dove l’anti vive
di gioco antico
tra diluviano
costituzionale
e facile dato.
Quel doto polemico
a detta di tanti
che in ristrettezze lascia
a tessere, come altri
torbide trame.
Eccolo
… l’uovo.
Questo amore impossibile
Questo amore che ha
La luce dei tuoi occhi
Il sapore delle tue labbra
Il profumo dei tuoi capelli
La forza del tuo carattere
La libertà della tua anima
Questo amore è come
Un sogno indimenticabile
Questo amore
Mi fa battere il cuore
Ogni volta che ti vedo
Che sento parlare di te
Quanto dolore
In questo amore
Mi manchi ogni istante
Vorrei non averti mai incontrata
Sempre più spesso
Mi sento costretto
A trascorrere i miei giorni
Le settimane
I mesi
Gli anni
Piangendo sterili lacrime
Che non potrai mai udire
E continuo a vivere
Malgrado tutto
Per amarti sempre di più
Nella mia solitudine.
Pioggia dal cielo che scendi
leggera buona sopraffina
che nutri gli alberi le spoglie
e la poesia da te applaudita
Acqua del vapore sui colli
sugli ampi spazi
dei viali e delle rose
saluta il bel riposo
del poeta che così scrive:
"Poesia poesia
sei qualcosa d'altro di me
mi rendi completo
ma sei più di me"
oh mio sospiro di rosa!
Quei nodi dentro te
che non riesci a districare
son piaghe aperte al vento,
lascia che siano le mie mani
a schiuderti al caldo del mio cuore!
Non ti conoscevo prima,
oh dolce nostalgia che semini
emozioni forti come tsunami,
nelle tenebre della solitudine
che percorrono le ore della vita
senza alba d'amore,
a farmi vivere
l''arcobaleno della gioia
nel dolce riposo delle tue braccia,
in quel risveglio dall' estasi
nei tuoi profondi occhi!
Non ti conoscevo prima,
oh perla rara che emani
luce nella speme,
in quel deserto di parole
che ho venduto un tempo!
Dove crepuscoli d'amore
non ho vissuto sulla pelle
dell'essere io un uomo.
Non ti ho mai conosciuto,
bella così tanto come sei...
Oh raggio di sentimento
a fulminarmi come sei brava,
nella stretta di mano
che con grazia mi poni
per baciarla con trasporto
come mia ancora di salvezza,
dopo la furia gelida
della bufera di solitudine
che assale i miei sogni,
per abbatterli ogni volta
che apro gli occhi alla realtà!
Non ti conoscevo prima,
Oh mio amore, ma adesso,
lascia che ti attraversi
e mi fondi tutt'uno in te,
che sai dissetarmi
dalla perenne sete d'amore
in cui da troppi giorni muoio vivo,
sommerso nella densità
dell'infinito infinito.






