A piedi nudi
Sull'acqua
Le gambe scoperte
L'orlo della gonna
Oltre il limite
Della ragione
A disegnare
Una parte di mondo
Mentre ad amarmi
Ci pensava
Qualcun'altra
E io a guardarla
Come un perfetto
Fantasma
Senza pormi
Alcuna domanda
E avrei voluto baciarla.
Piccoli mirti nel sottobosco,
color di giacinto teneri frutti,
rossi gioielli tra verdi radure
fragoline fragranti fra gocce di rugiada
nel silenzio fragili, dolci, senza fragore,
profumo inebriante ai piedi del bosco
un lampo, improvviso, illumina un lampone,
rubicondo risplende nel verde smeraldo,
brilla nel bosco con sguardo spavaldo
piccole bacche dall’aspetto invitante
more di rovo ai margini del bosco,
nere fra spine, una volpe e tre galline.
A questa solitudine
mi manca l'abitudine,
il cuore fa da incudine
come ormai consuetudine
per la vicissitudine
priva di gratitudine
d'amare in mansuetudine.
È la mia inattitudine
o meglio inettitudine
che con sollecitudine
mi tolgon beatitudine
davanti all'altitudine
d'amata e l'attitudine
mia verso l'inquietudine
mina la rettitudine
ad ogni latitudine
e ad ogni longitudine.
Pieno d'irrequietudine
senza similitudine
forse scappando ad Udine
dentro una moltitudine
vivrei più in plenitudine.
23/04/2024
Perduta nell'aria
Di una festa malsana
Mentre si balla sopra
Un'unghia spezzata
Una donna laggiù
Mi guarda come
Il pensiero di una statua
Che libra splendida
Nel cielo dell'anima
Forse le piaccio
Oppure non sa
Dove posare i suoi occhi
Tristi d'amore
Cosa devo fare
Cosa devo pensare
Il mio cuore preme
Nel suo dolore
La sua tristezza
In cambio della mia vita.
Tu fosti a darmi questa strana vita
magari riponendo più speranze
su qual sarebbe stata la sortita
sognando forse gioie ed abbondanze
finché non ho mostrato ch’è fallita…
Ma mai da me prendesti le distanze!
E mentre vago tra le mie disgrazie
non riesco neanche a dirti solo “Grazie”.
10/05/2024
Come potesse
un nubirale in tempofragio
interrompere l'idillio
della terra ferma
a guardare il mare
o dell'occhio del ciclone
che nel sereno investe
per rendersi produttivo
o del vulcano
e la sua lava
o per spegnere l'ardore
soffocar l'incendio
tra corpi in fiamme protetti
dal tempio dell'amore.
Fradicia ma dillo
che nulla, salvo illa
ci può separare.
dei candelabri son li' a presenziare,
un Cristo in fondo sguardo chino,
dal suo alto osserva l'implacabil destino.
La funzione va avanti senza esitazione,
senza alcun segno di commozione,
colui che giace intra legno supino,
era anziano senza figli e poverino.
Ci si alza e ci si siede a ripetizione,
ancora ignoro la cattolica successione,
poi alla fine giunge la celebrazione,
l' impresa funebre si avvicina con discrezione.
Così finisce la vita terrena di ognuno,
spinti su una navata da un ignoto qualcuno,
fuori c' è una fuoriserie che gia' lo aspetta,
al Campo Santo lo accompagnerà senza fretta.
Ho soltanto una nota:
è la nota di sol;
un'apocope sola
ch'è caduta sul suolo
senza vedere il sole
mentre la brucia il sale
come fare egli suole;
s'è bucata la suola
mentre cammino solo.
21/04/2024
Tu abbia da dire
Tra aneliti di sete
E profumi ancestrali
Guardati intorno
Ed esprimi
Il tuo magnifico desiderio
Non serve la notte
O il lume di una candela
Per sognare
E poi diventare
Una stella
Tra miriadi di stelle
Che danno vita al cielo
Infinito e bello
Come l’anima
Di ogni essere
Che piange per la luce
Delle proprie lacrime.






