Perché le parole sono spesso sfiati
di bombole esauste.
E le soste (o le pause) atti
di puro egoismo.
Perché il futuro che si fantastica
non è, poi, che una triste riedizione
del passato
(e ciò che si desidera
non coincide mai con ciò che si vuole).
Perché avremmo voluto amare
con eterna onestà
e abbiamo invece peccato di superbia.
Perché ogni volta che ti guardo
vedo l'Alessandro che non sono stato
e avrei tanto voluto essere.
Perché sei in fondo il riflesso
d'un impegno che attraversa l'amore
e che va ben oltre le pur nobili
intenzioni di un padre e una madre.
Perché sei migliore d'ogni mio sogno
e ovviamente, di me.
Perché autorizzi ogni giorno
l'azzardo della speranza
e si dà il caso che la riconoscenza sia la parte
meno deperibile dell'amore.
Perché sei incurabilmente
parte di me,
Corinna.
E come ogni meraviglia,
sei tutto ciò
che assolutamente non merito.
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