Dalla valle sento l'aria,
cristalli che spezzettano rami
senza speranza d'esser poi bucaneve,
si sa, gli angeli dormono ancora
come crisalidi pensierose.
La casetta del custode
invece è tutta bianca,
due cappelli di fata le finestre chiuse,
già la siepe è una foglia di neve,
addobbo in filigrana
dell'unicorno.
(2011)
C'è nei tuoi occhi
la silenziosa preghiera al tempo
di lasciarti ancora un poco
sul candido sentiero.
Soffice desiderio
di premature stagioni
mai congelate nella memoria!
Chi ti cullerà, amore trasparente?
Chi ti abbraccerà forte,
gemma di cristallo splendente?
Chi ti farà avvampare
di sottile piacere,
algida regina di ghiaccio,
tesoro del cielo d'inverno,
se già alla mia mano
ti arrendi?
Si tormenta e
si ghiaccia il mio cuore
nel seguire il tuo volo
dal cielo alla terra...
Esile viaggio di gioia,
sorriso di fragile vita,
speranza ibernata
che muore
a contatto col suolo.
In silenzio
sei fuggita da me.
Ed io spero
tu possa ricordare
il mio volto...
Madre che supplichi
il nostro amore
cieli spazzati
da dolori che
da la terra si innalzano
al tuo cuore
trafitto più volte
e scende in marea
il tuo sangue e il sale
di lacrime eterne
non ascoltando la tua supplica
incidiamo ancora quella pelle
pezzo su pezzo
fino al legno insanguinato
di tuo figlio
in silenzio al mondo e ai cuori
regalo l'unione con il figlio
ancora in eterno
sotto misera capanna
rinasce per voi e ritorna al cielo
su quella stella che voi
non riuscite ha vedere.
Intanto i pesci
virano lenti
nello smeraldo d'oscuro,
stringo cinque braccia di stella marina
come tesoro incredibile...
Dormiamo ancora,
che onde già chiare
raggiungono le barche e il loro drappo
di rete appassita,
con dei gigli in un rivolo di liane
la spuma del mare.
(2011)
Sotto l'attesa
nel cielo diverso i fumi
che innalzano parole e azioni
densità luccicanti
e fili di stelle in strade
inducono al venire
un nuovo aspetto lieto
vetrine estrose di rossi e verdi
fermano occhi al dilà
nevicate meccaniche
su scenografie lussuose
allontanano significati poveri
le tavole in cantina
aspettano l'unione
della festa
della famiglia
che si riunisce
nel vero significato
della parola
natale.
salgo le scale del destino
mi siedo e aspetto
scivolano lacrime
sul mio viso , sul mio petto..
asciugo e tengo stretto
uno stupido fazzoletto...
nel ricordo del tuo non dire
e del mio fare...
son qui che aspetto solo parole
le uniche che legano o spezzano
il cuore..........
il volo di un gabbiano
libero vola...
un uomo una donna
la mela del peccato...
lei tace...
non vede ,non sente
cerca solo l'amore
ma trova solo passione
di un momento ...
che offende il suo onore..
lei aspetta ....solo il vero AMORE...
per caso ti ho sbattuto contro..
son caduta e rialzata ..
ti ho guardato ,ho aperto
la porta che divide
e sei entrato dentro..
nulla accade per caso
forse io ti ho chiamato
forse tu mi hai chiamato
per un bisogno
del mio, del tuo cammino
dico grazie perche' sei venuto
a sollevarmi ...
ed io spero di esserti stata anche d'aiuto!..
..
Come foglia ti posi
su di un letto d'acqua..
silenziosa ti trascini e vai..
il vento saputello
ti strappa e porta via
e tu solitaria vaghi
percorrendo mete sconosciute...
e poi ti lasci cadere
sulle braccia
dell'estate che ti accarezza
e ti culla teneramente !....
passa il tempo del ricordo
ti tengo stretta a questo
nome...
persa sei in chissa' quali sogni
etereo il tuo respiro
bianca la tua purezza...
INDIETRO NON POSSO TORNARE
tu l'emozione che e' fuggita via
tu quel destino che non c'e'....
tu....ANGELICA....

