ottobre te ne vai
lungo viali che
dipingonoo l'anima..
ottobre te ne vai
con il caldo della
passione che strugge
e l'amore che cresce...
ottobre te ne vai
fra le foglie ingiallite
rami secchi appassiti
fiumi di parole che
bagnano il respiro
che sospira nel vento
ottobre te ne vai..........
Quante note nella mia testa
un mare di ricordi e solitudini
un duello perenne di cose fatue
fatte per sorridere.
Amore come stiamo bene
in quelle foto
in una assenza che ora
ci consuma a poco a poco
che cosa avevamo di più ?
Noi di più avevamo noi
un sole immenso
che non bruciava mai
un mare pieno di sale
e una spiaggia piena di amore.
In quel giardino noi
abitavamo e le nostre anime
si univano
come stavamo bene al sole
come ridevamo
che aurora
in quel ricordo
Lì nell’ antro parallelo all’ umano là scorsero la loro torbida indolenza e i loro frutti venire meno ordinariamente nel tempo che non perseguiva altro se non d’ esser singolarmente ricercato
Prestarono – il loro tempo
Come un individuo, ideale compiuto di rivoluzione, che, errante della propria mestizia e del suo fervore, s’ addentra nel divino e rivolgendo lo sguardo a se stesso volta le spalle all’ Uomo voltando le spalle al Dio A morte – il loro dio E’ solo l’ intemperanza e l’ inconciliabilità dell’ essere umani che (non-non) ci rende vili e non virtuosi al bisogno del dio poiché il dio è supremo atteggiamento di attesa, Ente eccellente nel totale dominio e raffinamento dell’ espressione, rielabora le nostre menti con la fame tinta dal bianco dell’ oroIl Dio ordina – il tempo è morto
Germoglia, romantico sentimento
sovrano del corpo
che và e si dilegua tra gli astri
insegnanti veggenti di un futuro
raggiunto dell'indecifrabile io
delle poltrone insaziabili
che gareggiano fornendo spettacoli
di arti marziali, inestimabili ruoli
sulle passerelle dei commenti
studiati a tavolino
immortalati dalle foto
e da enigmi affievoliti
dimenticati
per l'indifferenza
del potente
Le processionarie seguivano un pensiero,
poi in un'altra stagione
il cuore dei ricci
rotola fuori
tutto scuro
sulla terra umida
di colori antichi.
Sulle notti è freddissima la luna
e senza parole
ognuno sa diventare polvere,
là dove nessuno
può essere sepolto.
(2011)
Lingue di luce
arancio viola dipingono un cielo profondo
L’alba mai sorta afferra una notte mai giunta
con dita di luce e vapore d’intorno
Costellazioni di piccole isole
come nate da semente portata dal vento
affollano di minuscoli fari l’acqua piena di stelle
E il buio mai buio si unisce alla luce mai piena
Il freddo avvolge la notte non notte
Nessun orologio segna il tempo del giorno e la notte del Baltico
Ho sempre pensato
che simile realtà
mi sarebbe stata
negata
giovane riccio
adolescente introversa
chi mai mi avrebbe
amata
E poi, tu all'improvviso
lo sguardo dolce
dal taglio orientale
amore subito
Siamo volati sulle nuvole
caduti nelle tenebre
nel costruir il cammino
dinnanzi a noi aperto
*
Ben più di mezzo secolo
sul treno del tempo
è fuggito
lasciando una scia di ricordi
custoditi nel nostro scrigno segreto
E ancora ci amiamo
ora più di allora
non manca la passione
ancora tremo alle tue carezze
Alcune rughe perle di saggezza
fili argentei tra i capelli
per mano proseguiamo
sul sentiero rimasto
fin oltre la vita
per viverne un'altra
Io son il mare e il mondo ricopro Percorro autostrade di correnti dalle Americhe al Giappone Costeggio l'intera Africa E porto in grembo la storia della vita nel mondo Il mondo è casa mia Ho tutto, tutto tranne te Tu che sei la spiaggia dove i miei sogni si infrangono Tu che senti i miei pianti E sempre tu che osservi terrorizzata la mia rabbia mentre cerco di divorarti Sei la mia brama Sono il mormorante gigante blu.
Cavalco la sera verso il richiamo di parole già scritte e di melodie che s’alzeranno per me. L'aria m’assorbe ed io l’assaporo... brezza in un giorno stagnante la carezza sul collo. Rincorro un arcobaleno notturno d'indaco abbaglia i miei occhi: mi lascio rapire. Sorvolo le acque che pulsano onde e correnti mi spingono i sogni oltre i respiri. E’ un’isola solitaria che calpesto. Dalla sabbia raccolgo conchiglie con l'eco di suoni incantatori di sensi. Le mani creano velluti dove riporre emozioni. Si librano tra le mie fantasie e una poesia nasce e vive. Nei versi mi perdo… Mi ritrovo oltre ogni stagione ogni giorno qualunque sulle orme leggere lasciate dalla libera fiera ch’è in me.
Un’alba che accarezza
un raggio di passione
un tramonto incandescente
l’alone della luna…
…vita, lasciati respirare.
Un oceano di sogni
una goccia di destino




