scuci l'orlo delle rime
disobbedisci alla regola
che ti vuole schiavo
servo di schemi prestabiliti
schiaffeggia il buon senso
ribellati a chi pretende
di vederti dietro sbarre codificate.
La libertà di penna
respira il cuore della mente
fa paura, sia ben chiaro
il libero pensiero acceca
chi crede di vedere.
Urla, urla il tuo no spuntato
nell'indifferenza di chi non pensa
e corre via incurante.
Cosa fai se la tua protesta
tra le mani non ha armi ?
Solo la verità a scudo
e i tuoi occhi fissi al cielo, fieri
un uomo loro malgrado
malgrado tutto.
Non credere il contrario !
Mai !
Eroe del pensiero di libertà
respira nel buio la luce
per tutti coloro che zitti
non hanno coraggio
e trovano in te una voce.
E' davvero un mondo che ci chiede di capire !
La poesia diventa allora un'arma micidiale
quando appoggiata vicino al cuore
batte al ritmo del poetico furore.
Questo non è amore
forse...
l'amore che stabilisce la sua vita
che le acque non possono spegnere
né le inondazioni annegare
ma qualcosa scritto in inchiostro leggero
disse con un tono più basso
qualcosa
forse??????????????????????????
soprattutto nostra.
Una necessità, a volte
di stare insieme e parlare
e poi la scoperta che può camminare
più saldamente attraverso oscuri spazi ristretti
e soddisfare più facilmente le facce da incubo;
una necessità di raggiungere
a volte,
di mano in mano
e poi trovare la Terra come una terra straniera;
la necessità di un'alleanza per sconfiggere
chi mormora all'angolo della strada.
isole dei mari
ferma per le scoperte da condividere
mappe controllate
osserva rispetto;
una necessità
a volte
di ciascuno per ogni...
dirigere la necessità della gola e della lingua per il parlato.

Lunghi corridoi
stanze colorate
camici bianchi.
Visi spenti
lacrime strozzate
in sorrisi forzati,
son le madri.
Nel silenzio della notte
in punta di piedi
saluta
una bara bianca.
ps. "La città della speranza" era chiamato il reparto di oncologia pediatrico a Padova
Un angelo sputato all’improvviso dal cielo
una goccia di pioggia che esplode nel viso
scivola via dal tuo sorriso rapito per sempre
sfugge il sapore che hai dentro la bocca e l’impulso
del mordersi le labbra cattura l’imbarazzo che scorre
dal mento al collo, è un piegarsi leggero senza ritorno
una goccia come milioni e milioni degli istanti a venire
sprigiona rivolta e libertà da rughe che restano umide
che restano qua.
Un angelo che evapora dal viso ed è cielo, uno di quelli che tutti decantano già
uno di quelli che sussurrano bene al senso ribelle e che porgono candide ali
giusto prima d’imparare il cammino, uno di quelli che si assentano in me.
uscendo da quella vita che era anche tua
che hai scelto tu
di crearti
con i tuoi ideali
i tuoi desideri
prematuri
per creare una famiglia
tutta tua
nell'amore interiore
del tuo dna
daccordo nel fare fioretti
amare sinceramente
moglie e figli
senza fargli mancare nulla
nell ascoltarli
se vogliono un appoggio
morale
che non li faccia sbandare
non scegliere la via insicura
la quale non sà, dove li porterà
Purtroppo tanti ammazzano, le loro scelte di vita

… Nuda anima…
Anima coinvolta
Esula di quel leggere
Rinuncia nel vedere
Cuore in rivolta
Disattende indifferenza
Residui nascosti messaggi
Scambi frequenti tetri presagi
Scelta in altri, di circostanza
Banali brevi epistole
Panacea, sporadica attenzione
Mera scusa eludere convinzione
Difficile oltre le parole
Può far male sapere
Sincero sentimento
Ipocritamente ricambiato
Da biasimare scoprire
Celare credere
Vana chimera
Appare effimera
Impossibile ritenere
Tristezza dilaga
Nuda anima pentita
Porta il cuore tra le dita
Serena e delusa infinitamente vaga
_________________________________
n.d.a. – Non sono la quantità delle parole che si elargiscono ma, la qualità dell’intensità che si sentono nel dirle…
Fuliggine vagante
nero
grigio
giallo
istante nel boato
non aver paura…
il momento è arrivato.
Ho respirato le lacrime di qualcuno
lacrime diventate il vapore
che non ha sapore
erano solo
gli ultimi istanti donati dall’amore.
Il verde esplode in rosso fuoco
nello sguardo senza vita
bruciano ancora brandelli di paura
braccia protese
qualcuno ti implora
si abbracciano fuoco e radura.
Lingue ardenti
la carne si scioglie
la lava urla
negli sfrigolii spenti.
Crepe di fumo
voragini aperte
piene di corpi
ologrammi umani
di calore e fumo
nell’ acre odore
spruzzi di satana
il suo profumo
e quei corpi
che danno ardore
potenziano l’odore
della morte
della distruzione.
Sorte t’ho vista
e non eri illusione.
è il nostro ultimo urlo
che potenzia la fine
prima dell’ esplosione.
*********************
Un'alba nuova
mi ritrova sulla spiaggia
virtuale dove tutto il mio tempo
vivere vorrei
il sole una palla di fuoco
rosso come l'amore
rosso come il sangue
ora già distende i suoi raggi
sulla mia pelle
indorandola di ambra
Cammino lungo l'arenile
spruzzi di mare
pungono le membra,
cammino
calpestando con forza
la sabbia dorata
le orme profonde
voglio riempire
di pensieri, parole
emozioni,
il tutto ormai vecchio
trito e ritrito
poltiglia fetente
che irrora la mia anima
Lascio cadere squame cutanee
secche, morte
avanzando tra le onde
sciogliermi nel mare
ritrovare me stessa
in un forziere abbandonato
sui fondali marini
da pirati di un tempo,
rivestita di luce bianca
rinascerò
come la Nereide Anfitrite
sarò dea del mare
del mare della mia vita
L’incertezza delle onde rispecchiava
l’arcano dubbio che accompagnava l’incedere
del mio essere cittadino del mondo.
Il passato si bruciava come lo stoppino di una candela,
il presente cera si consumava come un giorno di pioggia
e il futuro si spegneva nell’abbraccio delle tenebre.
Ancora non credevo nei fantasmi e nelle ombre,
solo navigavo infinite acque
e correvo interminabili strade.
Gli immutabili conflitti dei poli opposti
sfioravano ogni giorno il mio esausto corpo
ma ingenuo salutavo sole e luna.
L’infanzia mi ha segnato
la vita mi ha turbato
la notte mi ha ingoiato.
Tremante la voce rincorreva i porti battuti
quando gli occhi scrutavano gli spazi infiniti,
distanze scoperte scappando gli affetti.
Amici, amici, pallide figure nel walzer della noia
ombre compagne al ballo notturno
ferite seccate su moli infelici.
Ora le ore non brillan di oro
tortura cinese la pioggia del tempo
nel dubbio che il sole distingua i contorni.
Il mare mi inghiotte mischiando le carte
un gioco pirata su nave pirata
una goccia si è persa con l’occhio suo padre.
I giorni trascorsi sfumature di nero
invitano lucciole a mostrare il ritorno
fra note stonate e seta sbiadita.
Il salino pian piano ha smussato i principi
teorie dislocate fra bottiglia e bicchiere
universo orizzonte mai troppo lontano.
Quel tanto volevo, quel tanto cercavo,
ma l’ora sfumata in minuti scontati
aumentava il disagio dell’essere in viaggio.
Le stelle bugiarde ridevano forte
stabilivano il gioco così come la posta
un mazzo di carte e un volo nel vuoto.
Camaleonte destino apriva le danze
una festa d’addio, una fine già scritta
aquilone che vaga al ballo cecchino.
Davvero scoprivo l’insolito raggio
splendente visione, abbaglio allo sguardo
un tuono caduto, una belva in letargo.
Colorava i ricordi del mondo di ieri
un’angoscia di fondo come freddo glaciale
come specchi puntati per bruciare intenzioni.
Un inguaribile odio compagno di viaggio
un labirinto feroce, fratello o giullare ??
un unico sogno riuscire a fuggire.
Un’isola in vista una lacrima in meno
fra un cuore ribelle e una lancia spezzata
cercavo uno spazio per non farmi notare.
L’abbraccio del sonno accerchiava l’inconscio
morsa invincibile nero indelebile
stella immutabile su un cielo che inghiotte.
Il sogno oramai cedeva lo scettro
alla cruda realtà`, al ferro che taglia
a quel dove dal quale si può solo scappare….
Ogni volta spiegare lo zero al numero uno
ogni volta cercare una fine che non riparta da zero
ogni volta fermarsi a uno sputo dalla linea d’arrivo.
Non dormiamo, amici, fra le righe
se non vogliamo che l’incubo
…diventi realtà.
fanno innamorare
risvegliano improvvise sensazioni
che abbracciano e accarezzano
l'anima
spogliandola senza esitazione
davanti agli specchi degli occhi
incuriositi da tanta bellezza
avvolgendosi ad essa
e respirandola perdendosi dentro
in un faro di luce spenta
dei suoi fantasmi ombrosi
che si aprono come un gioiello
incastonato, di pietre preziose
di farfalle,
se mi squarcerò
usciranno,
dalla testa già
morte di veleno
e dal cuore
in via d'estinzione.
Una è sulla torta
di compleanno,
sembra di zucchero
condensato,
paglietta azzurra
volerà via
al primo colpo di vento.
E ora mi abbandono alla notte,
che mi cullerà
fino all'alba
di una giornata decisiva...
Verserò
le ultime gocce di sudore
su quei libri
poi li chiuderò,
bagnati e saturi
della mia forza di volontà...
Farò la recensione,
mercoledì,
e inizierò a lavorare,
per il romanzo più importante
della mia vita....









