Occhi di polvere
lucide mani
individui si aggirano fuori
esemplari sempre più strani.
Pietre eteree nuvole di rocce arse
vetrine con manichini
che piangono emozioni
corpi come biglie sparse
dopo un colpo perfetto
che cambiò le generazioni.
I fili che scendono
da un cielo scuro
muovono gli arti di questi umani
e noi radiosi applaudiamo il futuro
siamo l’esca gettata
da un ingannevole domani.
Molluschi seduti
sul trono delle decisioni
ricevono conchiglie con lacrime in dono.
Il mare è prosciugato
le nostre lacrime dissetano loro
in cambio
di perfido perdono.
Musica che pesa nelle tasche
sorrisi coltivati sotto serra
la spontaneità che galleggia
nella vasche
questo è il mio oggi.
Benvenuto sulla terra.
+++++++++++
Con il sole che brilla a pelo sul mare,
dorando l'acqua del nuovo giorno,
e con la poppa che saluta
isole ancora avvolte nel buio,
la mia nave divide le onde
e si gode la brezza cibando
di questa le vele.
E' un bel mattino,
i saluti sono stati fatti
e i rituali di salvezza compiuti.
Viaggeremo, certo che viaggeremo,
ma è incognito l'approdo futuro.
Nella stiva le risorse non mancano
alcune sotto il sale, come l'esperienza insegna,
altre nelle nostre anime irrequiete.
Le botti hanno l'acqua per la sete,
il resto che serve sarà sudato
come in ogni tempo,
Che il vento dei Padri
accompagni il nostro viaggio!
Abner Rossi (Giugno 2012)
la gente muore.
E questo è solo l'inizio.
Ogni giorno, in agenzie di pompe funebri, vedove nascono nuove,
nuovi orfani. Si siedono con le mani giunte,
cercando di decidere su questa nuova vita.
Poi sono nel cimitero, alcuni di loro
per la prima volta. Hanno paura di piangere,
a volte non di piangere. Qualcuno si china,
dice loro cosa fare, il che potrebbe significare
dicendo poche parole, a volte
gettando lo sporco nella tomba aperta.
E dopo che, ognuno torna a casa,
cè un tratto pieno di visitatori.
La vedova si siede sul divano,quello con le loro macchie,
la gente in fila si avvicina a lei,
a volte prendono la mano, a volte il suo abbraccio.
qualche parola singhiozza alla gente,
li ringrazia, li ringrazia per essere venuti.
Nel suo cuore, vuole la solitudine.
Vuole tornare nel cimitero,
torna nella stanza del malato, l'ospedale.
Lei sa non è possibile.
la libertà sgretolarsi
come castello di sabbia
colpito dall’onda.
Ho visto,
cercando invano
di non vedere,
la morte sui visi
di bambini innocenti.
Ho visto,
il vuoto riempire cuori,
aspettando l’inferno
e tradire la propria Madre,
affogando nell’odio.
Ho visto,
indossare maschere di dolore,
camminare a piedi nudi
su orme, senza speranze
macchiate di sangue.
Ho visto,
morire il mondo.
è un dramma
come fiore immaturo
tutto è finito
tutto inizia.
E' un dramma
finisce il futuro
il tempo si immerge
nell'eternità beata.
L'abbiamo trovato
il tuo carnefice
giustizia umana è fatta
e tu che non con noi
vivi nei nostri ricordi.
Inviolabile dignità umana
distrutta dal Crocifiggilo
di turno
uccidi l'uccisore
arrabbiato.
Storia che si ripete
stanco di "soffrire"
abbandoni ogni cosa
per ritrovare la pace
distruggendo tutto.
Storia dimenticata
come tante altre storie
maestra di vita
la tua morte violenta
per uomini di memoria.
Amanti della vita
amati per amare
come la madre
la propria figlia
Amata.
come mantide acerba
smembrano le parvenze
burlando il presente
L’orizzonte s’infiamma
sconvolge le naturali tinte
e il vento ora tacito
non ferma più la musica.
Greve l’odierno rimpatria
il sole impavido si assopisce
mentre serro pigro gli occhi
bramando un po’ di pace.
Infuria possente la brezza
sulla campagna dorata
come il frizzante oblio
sotto il curvar della sera.
Mi piego al tuo volere
compagno vento
finché amor mi elevi
a liberar melodia.
la tristezza di chi vittima
solo fu lasciato
a patir le pene
di un'infanzia rubata.
Mi ritrovo impotente
contro il ladro di bambini,
ma combatto
una guerra senza quartiere
contro chi vigliaccamente
impone il silenzio in nome di una fede
e di un Dio
che a volte non si vede,
se non all'ombra dei cipressi,
mentre cammina accanto a quel bambino
senza mai più gioia nel cuore.
Treviglio 19.06.2012
Meno tempo di quello necessario a dirlo,
meno lacrime di quello necessario per morire,
ho tenuto conto il tutto,
il gioco è fatto.
Ho fatto un censimento delle pietre,
sono numerose come le mie dita
ho dato istruzioni per le piante,
ma non tutti erano disposti ad accettarle.
Lascerò poche impronte <
ciò che lascio; una musica per un secondo solo
e ora non so più cosa pensare
meglio il suicidio,
Non ho mai voluto separarmi da me stesso,
l'uscita è da questa parte e,
aggiungo maliziosamente,
l'ingresso, il
reingresso è dall'altra.
Vedete che cosa avete ancora da fare.
Ore, dolore, io non tengo
ragionevolmente il conto di loro,
io sono solo, guardo fuori dalla finestra,
non c'è passante,
o meglio non si passa (sottolineare passaggi).
Non conosco questo dolore! E' passato . Posso dire la amo
mi ami? Ei nostri figli. Poi torno indietro sui miei passi,
i miei passi tornano indietro,
ma non lo faccio
sanno esattamente quello che farei.
Consultare un calendario,
i nomi delle città sono stati sostituiti con i nomi di persone
che mi sono state vicino.
Devo andare in A, e tornare in B,
cambiare X? Sì, certo io cambierò X.
Non mi manca il collegamento con la noia!
Ci siamo: la noia, paralleli belli, ah!
Come sono belli i paralleli
sono sotto Dio
in perpendicolare.
Una compagine di burattini
d'acciaio
popola questa terra
dove i fiori sono di vetro
fiumi di un azzurro stanco
aria asfissiante
inutile a polmoni d'acciaio
Sempre in coda
ovunque si va
un numero rappresenta
ogni essere
i sentimenti morti
nei cuori metallici
Un popolo falsamente libero
manipolato
da leggi che cantano
promesse false
sale il malcontento
perchè una parvenza d'anima
sopravvive
nei burattini d'acciaio
La fregatura è,
se avviene una rottura
di un qualsivoglia organo
di questi uomini-robot,
estinti i pezzi di ricambio
perchè di vecchia fattura ormai
ed il debito pubblico
è immenso
niente soldi per nuovi ricambi
Si raccoglierà un giorno
avanzi di ferraglia
per le strade di fango
l'asfalto sciolto da
lacrime infuocate di occhi robotici,
rimasugli di anime
voleranno via
I cosiddetti falsi Dei
sorrideranno
tra strette di mano
soddisfatti
“la terra è pulita ora”
una pacca sulla spalla
per il buon lavoro svolto
Ma gli uomini
che fine hanno fatto?
Che importa
il debito pubblico
è salvo!!!
di carezze il cuore
rivestimi
del tuo pensiero
qui dove la luna
scopre i desideri.
Sfiorami di baci
strapazzando l'anima
qui dove il sole
è alto nel cielo
e sta parlando di noi.
In questo silenzio,
rubami un attimo
da conservare infinito
dentro il cuore
senza che il vento
lo possa trasportar
nel lontano mondo.

Ho dormito con te
stanotte
avvinghiata fra le tue braccia
riscaldandomi col tuo calore
ho appoggiato la mia testa
sul tuo petto
e ho ascoltato il battito
del tuo cuore
ho sentito il tuo respiro
regolare
ho annusato il tuo odore
ti ho sentito così vicino
da farmi male
e ho chiuso gli occhi
per non vedere
ho dormito con te stanotte
ma
tu non c'eri.
agli angoli di strade
senza volto.
Uomini ricurvi
su
banconi spavaldi
bevono gocce
amare di
umiliazione.
Bicchiere senza fondo
inghiotte
mille malinconie
disperazione
riempie
solitudini
incomprese, vite
ferme
inchiodate
Calvario di
speranze sacrificate
su uno spietato
Golgota.
Rivoli di vita
persi
assetati d’amore
affogati
dall’indifferenza
scorrono
in un mare
di desiderio
infinito
supplicanti
innominata
pietas.










