Donna che immagini
donna che guardi
donna che accudisci.
Mamma
compagna
figlia.
vedo la diversità
studio il silenzio
ascolto il pianto
lo sento, mi strugge
E’ tuo solo tuo
Sei il cuore della rosa
L’interno dei petali che dà la vita
Sei tutto ciò che medita silenzioso,
rugiada di primavera
sei l’ardore dell’estate,
calore del rifugio nella neve
lumino autunnale su strade di campagna
io lo so che ci sei sempre
più nascosta o meno nella tua solitudine.
La cicala gioca con l'estate astuta la piccolina
sentendola frinire mi lascio cullare dal sottofondo naturale
la passione matura tra le pieghe del mio sudore
ed io l'accolgo in tutto il suo ansimare
ah se mi potesse toccare l'estate saprebbe
la dolcezza matura appetitosa che ho nel cuore
immaginando con occhi chiusi il mio tenero morire
soffocando la bruttezza in sogno
adagiando il corpo su amoroso soffice panno
e correndo, correndo lontano col pensiero
senza voltarmi
senza sapere verso cosa andare
sentendo sulla pelle l'abbraccio e il silenzio del tepore
comprendendo che è meglio non tornare
lasciando al passato poche domande da fare
rovinano, queste, sai
i desideri lasciamoli liberi
almeno quelli di poter volare.
la criniera volava
e liberissimo correva
galoppando
con estrema disinvoltura
fra sguardi tranquilli
in quel verde smagliante
mentre il sole si specchiava
e sorrideva alla natura
al nostro tenerci per mano
all'ombra di una siepe
e ciglia affettuose
tra schiene riscaldate
dal mese di luglio
che l'umore cambiava
Mi piace guardare i cavalli, è da un bel pò che non ne vedo
Orgoglioso
come un pavone
in occasione delle tue sfilate
da uomo ami
un altro uomo
simile ma non "diverso"
effimero amore
abbandoni
il tuo corpo
prigioniero dei tabù
ami
liberamente.
Morire d'amore
per l'amato
come foglie
condotte al vento
Morire d'amore
per l'amato
come stormo d'uccelli
che migrano sempre uguali
verso il caldo tropicale.
Onirico
rivoluzionario
della "normalità"
come il Gabbiano J. L.
voli
sempre più in alto
anelando
tra le diverse cadute
l'autentico amore.
e ti portano via lugubri , nere nuvole,
nere come il nero del pianto
e della disperazione
e del lutto che ci lasci...
Tu voli,brandello di vita
ridotta in larva,
chè più di te non hai nulla
e sei diversa da com eri,
da come io ti conoscevo:
allegra,divertente,mamma amorosa,
grande amica...
Fuori sei ormai dalla carne,
fuori da noi e dal mondo e dalla vita
che il tuo male ti ha tolto,
fuori dal tempo che qui,
ha rubato il tuo tempo...
Dove sei ora,amica mia,
dove ti troverò?
Ci lasci vuoto dentro e intorno,
rimpianto e dolore profondo
e uno straziante senso di solitudine
assurda...
Dove i tuoi cinquant'anni volati,
presi quando ,orrendamente, la falce mortale,
crudele e maligna,tagliò il filo sottile
che ti legava alla vita?
Piangevo e pregavo ,ci stavi lasciando
e tu coraggiosa
affrontavi il tuo male ghe ti divorava
mangiando i tuoi sogni,
i tuoi desideri,le tue carni...
anche nel sonno se non conosco
il tuo nome
per me ti chiami LAURA
ma non me l'hai mai detto
come posso confodere quel sorriso
e qeugli occhi se tu non sei tu
se tu non sei Laura.
Hai le linee del mio primo bacio
su quelle labbra posai le mie
ma dimmi se sei LAURA o no
Laura non confondermi
su di te
e quelle mani poi gli anelli tra le dita
pegno del mio passato
primo amore o no
tu sei LAURA dimmi si
Laura perchè non ti sei fatta
riconoscere
Laura perchè non hai più pianto
Laura aspetta qui con me
il sole presto tornerà
LAURA
Laura quel vestito ce l'hai ancora
te lo tolsi quella notte
che fuggisti via...
Laura cosa vuoi adesso
LAURA sei tu o no
non mi abbracciare
saprei amarti ancora
come non ho mai patuto fare
LAURA cosa fai
ti togli il vestito
e stavolta resti
con me...
che han visto tanto mare
e la tua voce di quella dolcezza
che sa di canto, pane caldo e carezze
Sono cambiati in un attimo.
come il loro calore
oggi così profondamente diverso
ormai senza inquetudine
e colmo soltanto di una speranza rassegnata
impressa
neppure le premure
e gli occhi del tuo amore e di tua figlia
riescono a cambiare quel perchè senza risposta del tuo sguardo
di una mattina come un altra
e c era il sole
e lui andava verso la sua meravigliosa vita
e qualcuno
cambio' per sempre il suo orizzonte.
Stelle che cadono
sulla pelle
i baci tuoi
strumento musicale
dischiude il mondo del piacere
che dentro il sangue
scorre fremente
Le labbra si schiudono
le lingue giocano assaporando
il gusto di un esordio
di passione
dalle mani che scivolano
verso lidi ormai conosciuti
ma sempre aperti
a nuovi baloccarsi erotici
il fiore che vita da
diffonde il nettare
l'assorbi come ape regina
Pulsano i petali rosei
godo e gemo
mentre accarezzo
il fallo tuo
turgido al tatto
lo accolgo con la bocca
ed il sapore dolce ed acre
mi inebria
Prendi ogni parte di me
anche le più segrete
inondami del tuo seme
mentre danzi dentro il ventre
le reni si inarcano
che sentirti più forte voglio
grido il tuo nome
invoco ancora il piacere
Sudore stilla dal tuo viso
nel godimento assorto
nell'aria l'odore dei corpi
profumo d'amore
dita intrecciate
l'orgasmo sale piano
accresce come alba che sorge
fino all'erompere
del nostro sole,
spasmi scuotono i muscoli
imprigionati dal piacere
che liberi non vorrebbero essere
mai ….
Ed ancora siamo NOI ….
amanti uniti dall'amore
vivo da sempre
che l'apice raggiunge
nel godimento erotico
oltre ogni tempo ….
Son forse parole di paura le tue
quelle rivestite di pianto
o quelle masticate di rabbia
imbastite d'amore
o quelle morte mai lette
dimmi poeta cosa cerchi
dal sogno diluito in inchiostro
dall'emozione macerata nell'io
svanita nel dimenticatoio
in lettura confusa col miraggio
del nulla che tutto ingoia
con la velocità dell'attimo
di chi nel mondo non aspetta.
Vana vana fede in rima
i fedeli hanno dimenticato la quaresima
in un credo mascherato di ipocrisia
dove la preghiera è divenuta follia.
Chi siamo se non il popolo del fatuo
quello che si bea di esser voce
di un mondo che si è sbarazzato della croce
riposa folle deponi l'anima
aspetta che svanisca la rima
svestiti del tuo narcisismo
in cerca di inutile consenso
non ci sono parole che non furon dette
o versi che non furon scritti
è tutto un ripetersi di eventi già fatti
è una follia credere di essere unici
quando in realtà siamo solo borici.
Scrivere per essere letti
derelitti fagotti di poesia infetti
malati di scrittura satura oltremisura.
fissa nella mente, occhi che mi trapassano
il tuo sorriso mi avvicina alle forme del tuo cuore
esiziale scelta andar via.
Tuoi capelli mi sfiorano
bacio perduto in infiniti rimandi
gusto angoscioso di due solitudini condivise
intramontabile immagine di un desiderio, voglia ineffabile di risvegliare un ricordo
sbiadito e consumato.
stranamente
dentro le campane, nei batacchi
altalenanti accenti. pioggia
L’ombrello color luce mi fa strada
rassicurante aquilone. aquila
nel cielo radente d’otto (più otto) ottobre
Poetizzo la prima nuvola che incontro
seducente veliero, mi fai saltare su…
no, la fiaba è già trasfigurata:
quale stilosa penna
ha sommerso d’inchiostro
l’isola…l’isola che non c’è…più
La spinta d’archimede, vuota speranza
è debole per sollevarmi
da un mare di verbi, all’infinito
Uccelli cantano dalle ferite
il cielo hanno trapunto
di saette, e sotto
foglie, cappelli, gonne
vanno ronzando insieme
E sotto, voglio un riparo. io fuggo
presto sarà freddo tremante. di più
notte fonda. di più
M’incuneo nello spleen. la mia poltrona
chiudetemi la porta
se tira troppo. il vento
Onde tra le fragole
e il lago veniva da me,
ma nessuno da quella spuma
impalpabile.
Oggi l'angolo del cielo
ed un piede si toccano stanchi;
io perdo di vista la scia delle pale,
entra la sabbia
tra le pagine.
Oggi sei un fiore di prateria,
la legna spaccata riposa
sulla riva di cenere
tra i desideri.
nei suoi lunghi discorsi
di proposte indecenti
scoprendosi capriccioso,
vizioso....
Lei ascolta curiosa
mentre lecca un gelato alla fragola
e le assale la voglia
di provare sensazioni
mai assaggiate prima.
Proposte indecenti
che colpiscon la mente
di persone che sembravan normali.
ma l'amore si sa
è un grande mistero
non è mai troppo tardi
per scoprire veramente chi sei.












