Come un velo di vapore caldissimo,
l’afa si riversa dai tetti
e si stende per vicoli,
per strade affossate,
che si coprono d’ un pulviscolo
pesante, oscuro, lunatico.
Sulle tettoie azzurrigne
luccicano i comignoli;
abbaini e pinci, verdognoli
come un’acqua distesa, riflettono
la luce diafana delle stelle.
I due campanili del borgo
appaiono grigi e incorporei,
nel cielo d’antracene,
fosco ancora di calura.
Anche l’antica torre angioina,
in tutto il suo incanto,
emana una luce grigia e sinistra,
intrisa di tempo.
Grida di bambini
che giocano a rincorrersi
rimbalzano tra le mura vetuste
e sugli acciottolati deserti,
blandamente illuminati.
La luna falcata sorge
sul filo nero delle cime dei monti
e, piena di emottisi,
resta a lungo sull’orizzonte,
in un vapore sanguigno
che non vuole diradarsi.
Nei campi e lungo le mulattiere,
fino a notte fonda,
qualche cane randagio abbaia alla luna,
alternando i suoi cupi latrati
al lampeggio vivace delle lucciole.
Nella quiete oscura
intensi profumi
salgono dai prati in fiore,
fronde di alberi
ondeggiano sotto la brezza,
uccelli notturni cantano,
e un tepore amico
accompagna il loro riposo.
Dalle brughiere filtra, a tratti,
un odore di rose e di ginestre.
E sull’orlo dei monti lontani
naviga un’aria stigia e bassa.
l’afa si riversa dai tetti
e si stende per vicoli,
per strade affossate,
che si coprono d’ un pulviscolo
pesante, oscuro, lunatico.
Sulle tettoie azzurrigne
luccicano i comignoli;
abbaini e pinci, verdognoli
come un’acqua distesa, riflettono
la luce diafana delle stelle.
I due campanili del borgo
appaiono grigi e incorporei,
nel cielo d’antracene,
fosco ancora di calura.
Anche l’antica torre angioina,
in tutto il suo incanto,
emana una luce grigia e sinistra,
intrisa di tempo.
Grida di bambini
che giocano a rincorrersi
rimbalzano tra le mura vetuste
e sugli acciottolati deserti,
blandamente illuminati.
La luna falcata sorge
sul filo nero delle cime dei monti
e, piena di emottisi,
resta a lungo sull’orizzonte,
in un vapore sanguigno
che non vuole diradarsi.
Nei campi e lungo le mulattiere,
fino a notte fonda,
qualche cane randagio abbaia alla luna,
alternando i suoi cupi latrati
al lampeggio vivace delle lucciole.
Nella quiete oscura
intensi profumi
salgono dai prati in fiore,
fronde di alberi
ondeggiano sotto la brezza,
uccelli notturni cantano,
e un tepore amico
accompagna il loro riposo.
Dalle brughiere filtra, a tratti,
un odore di rose e di ginestre.
E sull’orlo dei monti lontani
naviga un’aria stigia e bassa.