di cielo vigliacco
come di un temporale non udibile,
fatto solo d’aria.
C’è stagnazione
persino nel volo dei gabbiani.
Rare nuvole alte
poggiano sul nulla,
cirri grigi si sfaldano
su un bianco ingannevole.
La sera scende
nella mia inquietudine
e la brezza
rinfresca a intervalli.
Paesaggio e disperazione,
come speranze dimesse,
navigano in foschie senza nebbia,
tra imbastiture rotte da falsa tempesta.
La bassa marea
lascia scoperto il nerume melmoso
e vedo soltanto attraverso l’odore.
C’è del salmastro
nel mio proposito.
Un gruppo di rondini
squarciano il cielo,
volano basso,
annunciano ai duri
che da li a poco potranno respirare,
che da li a poco
i loro occhi
potranno lasciarsi andare.
se il cuor m’accendi,
Signore Gesù.
Salvezza incontro
nel distorto mondo
se Amor concedo
a chi con amarezza
ricambia genuina bontà.
Il passo arrestare non posso
breve è la strada
e se il buio mi coglie
più Speranza non ritrovo.
non un lamento torna
dal sonno eterno
di una piuma alata.
Il silenzio con sé trascina
voci dolci e ardenti
di vani giuramenti.
La vita di fianco ad ogni sorte
trova il mondo immerso
nel cielo spalancato.
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a quel profumo assai sincero
avvolto da cielo chiaro
e mani protese
e mi viene da pensare
a quello sguardo tanto intenso
vestito di verde campo
e passi in movimento
seduto dietro il primo arcobaleno
dove anche la pioggia
non trova posto
e mi viene da pensare
fin dove arriva il mare
trascinando rotoli di pensieri
e pergamene di sogni
e mi viene da pensare
ai capelli dolci al vento
scompigliati dalla corsa
dietro una nuvola
seduto dietro il primo arcobaleno
dove anche la pioggia
non trova posto
seduto dietro il primo arcobaleno
dove anche la pioggia
non trova posto
tela invisibile fatta di luce
e di colori
specchio aperto
su anima e corpo
Non ho più visto cadere dagli alberi quei semi ad elica incantatori, forse si sono ammalati,
corna leggere di cervi volanti, ne raccoglievo a volte uno come segno del mistero parlante.
Il pennino va sulla strisciolina, ma la grafite della matita sfuma sotto i polpastrelli
tanto presto che nessuno mai leggerà dei gusci e delle fronde che vidi nascere.
Tu mi dici roteando nell'aria che il mio regno è quel malinconico rosa appassito,
quanti stiletti mi voglio conficcare nel cuore prima di crollare sul cuscino dell'arpa, e piovere.
Pendi dalle sue labbra
gettandola via, e scolorendo
i suoi pensieri asciughi
lacrime con il fazzoletto
nell'angolo di un occhio perso per lei
che promette una vita rispettosa
restituendole il sorriso, che non sapeva
più cos'era, nel suo paese straniero
di eterne miserie svanite
solo nell'illusione di un sogno infantile
risvegliato nel nero di un ciclone vendicativo
facendovi arrestare, per impedire
di farvi ancora del male
svegliata da quel canto d'amore
illuminò la notte
radunò accanto a se le stelle
figlie del cielo,
fu un istante così delicato
le nuvole parevano fiori
con milioni di colori
la pioggia diventò cascata senza meta.
Momenti indimenticabili
l'amore sbocciò come una rosa
un ritratto rimase per sempre
dipinto nel cuore.
Immagini di una notte d'incanto
le parole come polline dilagarono
in quel mondo stupendo
crescendo sempre più forti.
Momenti d'amore scritti nel cielo
dalla luna alle stelle
si sparse la voce
un eco infinito......
son triste,
desolatamente vuoto
ma percorro
ogni angolo del mio cuore
per tornare a una vita normale
senza alcun pensiero buio.
Vagare sotto la pioggia
mi rinfresca
lava via ogni scoria tossica
accende la passione
per risorgere sotto la pioggia
che paradossalmente
riscalda me e chi mi sta vicino.
allora nessuna croce
potrà mai essere un peso
ci riposiamo mesti o giocondi...
Che miracolo di concordia
tutti uniti nella discordia
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Tutte vittime povera gente
nessuno ricorda quando
non avevamo niente
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Quanta nostalgia del passato
il malgoverno dello Stato
Poveri noi tutti illusi
dalle poltrone siamo esclusi
dopo la nostra storia
un’avventura
senza lieto fine.
Difficile abituarsi alla tua assenza
eri sempre presente
ogni giorno,ogni notte
in qualsiasi momento.
Adesso un vuoto incolmabile
non posso guardarti negli occhi
occhi che dicevano tutto
senza bisogno di parole.
Non potrò sentire il
calore del tuo corpo
sulla mia pelle
le tue mani sul mio corpo.
Un vuoto incolmabile
difficile da accettare
finito tutto
sogni e desideri.
alle soglie tribali
del mio sentimento
addito una noia feroce;
oppure
esistendo per forza
e tradendo la vita donata
adombro scintille
di pura evasione;
adducco
alle fragili voglie
di fedi ancestrali
il cupo vapore
di un fuoco già spento;
è come
un giardino di spine
in un mare senz'acqua,
il vuoto ricolmo di nulla.
Vagheggia il pensiero volando in alto
confluendo nell'infinito
in quell'altro pensiero … che è già in volo
Basta un attimo, un soffio oppure un sospiro
come quei sospiri nuovi
morbidi … che deliziano la mente
Calmandola di quel delirio opprimente
lisciandola con pennellate
impregnati di colori caldi
Delizia e alcova
in quel sublime momento
dove il mondo … è davvero un altro mondo.










