Il tempo muterà
ogni pensiero ed ogni dolore,
scivoleranno via i momenti
bui in un cielo colmo di stelle.
Mani di luce hanno
offerto il loro fare,
l’infinita voglia d’ amare
e… vita, per crescere fiori
come i figli protetti dall’amore.
Ora che sono qui
senza segno e senza amore
sono conchiglia persa
sono sabbia
senza il richiamo dell’onda.
Sono un sasso senza carezze
in una spiaggia senza sole,
deserto è mio tempo
un miraggio e ai confini…
Un’oasi di pace.
come trovarsi in un labirinto
quando sai la strada per l’uscita.
Ti vedo,
fuoriesci dal mio cuore
come la lava dal vulcano
e ardono i tuoi lapilli
le mie emozioni.
Io mi dispero,
mi maledico.
Non pensavo di riuscire a provare tanto.
Chiami il mio nome con la fermezza
dei pilastri che sorreggono le stelle,
con un richiamo che si fa via via chiaro
come il giorno all’albeggiare,
quando l’orizzonte apre gli occhi
e il mondo man mano lo riconosce.
Mi dispero,
mi arrendo al mio stesso odio.
Ti penso.
Silenzio del Sole
quando bacia i miei occhi.
Guardo.
C’è una scintilla,
nessuno può spegnerla.
Quella è la mia promessa:
sarò sempre con te e per te.
E cedono i pilastri delle stelle
e si disperano d’invidia
nel vedere
quanto noi siamo più forti
e splendenti.
E siamo polvere.
Niente di più.
appoggiandosi al cuore appassito
che fruga dalla terra in ventre vuoto
senza più memoria , senza più storia
come mamma, a sera in una fiaba intenta
piccole briciole d’infanzia, prima del sonno
ricordo primordiale di perduta armonia.
La vita divora ad occhi spenti,
e scorre come fiume, tra capelli bianchi
su sassi fissi testimoni d’anni
con l’illusione di poter costruire
imparare, vivere, amare
ma senza lasciare traccia del nostro dolore
Scritta la memoria in solitarie riga
s’allontanano le ombre dall’anima
rimaste a sanguinare senza gemmazione
nella notte avara di sogno e passione.
A stento, ai margini si trascina la follia
specchio che non mi riconosce, in balia
di ricordi straziati dal senso
stravolti da un paradosso morto
che ancora vivo, io sento .
Pallido andare di gambe incerte
di fili spezzati in anni persi
impiccate le ore allo stare inermi
e il tuo sorriso ora che dormi.
E cercarti sempre, inutilmente
il mio vuoto amato, disarmato
mano nella mano in una tomba, sogno
un tuo bacio sulla fronte, amore mio.
le mie angosce,le mie ansie
il mio dolore interno
le mie sofferenze.
Ho scritto l’amore per chi ho messo al mondo.
Ho scritto la mia vita ma non come la volevo io.
Mi sarebbe piaciuto scrivere la mia vita
su un’isola deserta mettere tutta la mia vita
dentro una bottiglia è lanciarla dentro l’oceano.
Chissà dove arriverebbe…..lontano.

C’è una lacrima di donna
che trema nel dolore
ed è sfinita, delusione d’amore
“Non son forte” si disse tremando
nell’incapacità di trovar un contegno
che poco serve se il dolore è vivo
Ha due Occhi di Cielo dove
risiede fermo il suo amore…dolore
Nel suo cuore che ancor trema e vibra
s’allargano i solchi sanguinando
e fan posto alla rabbia
di donna, di moglie … amante
Un muro, dove le parole rimbalzano
nei giochi di bimbi perduti…sconforto
Son cambiate l’età.
Mamma,
non farmi male,
io posso darti gioia,
io posso darti amore,
posso alleviare le tue pene,
accarezzami
proteggimi
le tue mani morbide
san dare mille carezze,
fammi giocare
fammi gioire,
io non ho visto niente ancora,
ho tanto da scoprire,
ho bisogno del tuo affetto,
mamma
non farmi male
io esisto,
voglio esistere
nella tua vita
e come un albero
ho bisogno dei miei rami,
ho bisogno delle mie radici,
ho bisogno dell'acqua ,
dell'aria per poter respirare,
non togliermi il respiro,
dammi il tuo amore
mamma.
Dipingere richiami e tintinnìo
Nel borgo e nella valle più lontana
Svegliando la campagna dall’oblìo.
Vecchiette con lo scialle alla montana
Che sbucano dai vicoli con brio
Affrettano i passetti e cosa strana
Spariscono e già pregano con Dio.
I bimbi sono ancora addormentati
Le mamme sono sveglie e affaccendate
I fiori del mattino già sbocciati
Annunciano le ore dedicate
Dall’anima dei popoli chiamati
Al giorno del Signore consacrate.









