Tutte le mie poesie sono ridicole
non sarebbero mie se non fossero ridicole.
Il bello è che continuo a scriverle
incurante di quanto sia ridicolo.
Capita anche a voi di sentirvi ridicoli,
anche a voi succede di rileggerle
e provare un senso di vergogna?
Di sentirvi piccoli, vuoti e incapaci
al cospetto del mondo
che affonda i canini nella vostra carne
che affonda le unghie nel vostro cuore
che succhia i segreti dalla vostra mente
mentre svolazzate come farfalle
sugli specchi di un fatuo inconscio.
Tutte le mie poesie sono ridicole
sono il volo di un uccello senza piume
la corsa di uno storpio nella palude
il cuore di un corvo che vaga rantolando
nella metamorfosi di un sogno.
Tutte le mie poesie sono ridicole
e di questo me ne accorgo
mentre da me fuggo e di me non ho pietà.
Ecco prendete tutto quel che sazierà
la vostra fame di avvoltoio
io rimango qua, ridicolo e incosciente
sarò per sempre il vostro servo
il poeta ridicolo, il buffone di corte
che baratta il suo istinto e la sua pena
con la vostra dichiarata disonestà.
dov'è l'amore, dove... si è nascosto
forse passa di qui ed io non lo riconosco
forse mi guarda, mi cerca, forse aspetta
che anch'io ci metta, un pò di voglia e molli la mia stretta
dov'è l'amore, in qualche bacio, buttato altrove
è nelle strade, che io non faccio, per il pudore
è nelle chiese, nelle parole del Signore
...
dov'è l'amore, faccio silenzio, spero faccia rumore...
nelle sue mani c'è tutto il bene che mi serve
e darà fiato alla mia vita, oramai, senza riserve
dov'è l'amore, non chiedo in giro, io non vorrei
distrattamente forse capire che non esiste lei
dov'è l'amore, quello che ti fa cantare
quello che ride delle tue cose e ti fa star bene
quello che al buio ascolta tutte le tue pene
ed al mattino ti abbraccia e dice "ce la faremo insieme"
dov'è l'amore, dov'è... l'amore
forse, in queste quattro righe, scritte per dolore
o forse è amore, intorno a me, qualsiasi cosa
voglio pensarla così...non è una scusa.
A quale fiore si addice il tuo profumo,
alla stanchezza dei moscerini
somiglia,
si alzano dal piatto giallo
di frutta tigrata
inebetiti.
A quali fili di collina
il silenzio,
a quali lance
il mio cancello serrato
nella maglia arrugginita.
Mediterranea vista tra gli ulivi,
che scorgo oggi dall’alto di una rocca,
i giorni sono belli e ancora estivi.
Dolci polpe di pesche e di albicocca,
si rivelano in umili mercati,
ma sempre ricchi ovunque di ogni bene:
di erbe, di spezie, di cibi salati.
E le piccole spiagge sono piene
Di nuova gioventù, che il primo amore
Qui scopre all’improvviso sotto il sole:
con i suoi raggi irradia un gran bagliore
Sul mare azzurro e a terra sulle aiuole,
un tempo forse un’unica foresta.
Mediterraneo, chi ti vede il cuore
Suo ti dà in dono, mentre una tempesta
a nord rinasce e lentamente muore.
Roteeranno vorticosamente le pupille.
Un groppo in gola soffochera' sul nascere
ogni parola.
Non un singhiozzo trapelera' dalle bianche labbra.
E il pensiero correra'.
Una fede imponente salda come una rocciosa
muraglia,
abbraccera' il puro velo immacolato.
Oh Regina pulcherrima,
concepita senza peccato,
accuccia sul tuo grembo
il pargolo affamato.
donagli fiducia: egli e' tanto malato.
Sorreggi le sue gambe:non sanno camminare.
Nell'ora della morte
Oh Maria misericordiosa,
inonderai di perdono
le tenebre del suo peccato.
Occhi chiusi in corpo che tace,
dormiranno il sonno di perpetua pace.
il tempo che inesorabile vola
e scandisce i suoi attimi
in cui l'anima persa
poi si allevia e muta
dopo un impatto fragoroso
unita al cuore
e cambiano i pensieri
si corazza il carattere
Alcuni volti spariscono
svanendo nel vento
alcune voci soffocano
nell'oblio del tempo
altre immagini
danzano e scalciano
tra i ricordi sbiaditi
come piccole falene
intorno ad una luce fioca
che lentamente
si spegne
Nel tempo
ad ogni passo
scivola via
tutto ciò
che arrancava sugli specchi
spogliando l'anima
di false visioni e chimere
e si cresce
riempiendo il bagaglio della vita
a poco a poco
di un pezzetto di esperienza
Il tempo passa
cammina
ticchetta
in silenzio
non si arresta
al volere di qualcuno
lui non aspetta nessuno
Poesia sento nell'aria
la stanchezza delle parole
che a stento scivolano
sul foglio bianco.
Versi si intrecciano
e non corrono liberi
come quando
il pensiero era fermo
a baciare quel sole.
Poesia sono qui
questa sera
e mi sforzerò
di far danzare
il mio cuore perchè
è con te che voglio volare
la dove una carezza
mi sfiora.
A volte le parole son dettate dalla rabbia,
per non ascoltarle meglio metter la testa sotto la sabbia,
a volte invece son cattiverie sincere,
le subiamo, e non vorremmo mai che fossero vere.
E invece, dovremmo sempre dir parole dolci da essere ascoltate,
perchè prima o poi, potrebbero dover esser rimangiate.
nudo al tempo
stringimi forte
in bacio silenzioso
fuoco è quello
che respiro
vestita di desiderio
copri la notte
accendi il nostro vizio
illumini il sentire
così è l’amore
appartiene a noi
non si nasconde
mai
toccami ora
pelle su pelle
scivolami sopra
in perfetto ritmo
rosso è tutto ciò
che vedo
vestita di desiderio
copri la notte
accendi il nostro vizio
illumini il sentire
così è l’amore
appartiene a noi
non si nasconde
mai
così è l’amore
di cui ci fidiamo
appesi al filo invisibile
dondoliamo
così è l’amore
dentro noi
appartiene a noi
e solo noi
...Forse,
se un attimo prima
si fosse capito il senso di ogni gesto,
avremmo fatto in tempo
e adesso,
forse,
sarebbe ancora presto.
E io morirò del mio niente domani,
prima che sbocciano
le rose del giardino ch'era nostra essenza
quelle a cui mille parassiti hanno succhiato
il meglio,
della nostra esistenza.
L'esistenza...
è un viale che percorri con il vento nelle tasche,
il vento che all'anima tua scompiglia i suoi capelli,
tu, da sempre nave in mare ad affrontar burrasche
ormai
hai occhi stanchi, i tuoi occhi che un dì erano belli..."
lei lo trattenne con tenerezza e furore.
Non era usuale nelle caverne,
dove da sempre ci si accoppiava a caso,
anche se il primo a scegliere la femmina
era sempre il più forte.
Lui si soffermò a guardarla negli occhi
e nel riflesso del proprio volto nell'iride di lei
vide il bagliore di un nuovo riconoscimento.
Non esistevano ancora le parole,
ma lei glielo disse con lo sguardo
che voleva solo lui,
per sé e per il vivace marmocchio
che sguazzava nel fango della caverna.
Quando lui, tornato dalla caccia,
uccise il maschio che l'aveva posseduta
mentre lui era via, si creò un tacito accordo
nelle usanze del gruppo e da allora quella femmina
fu solo sua ed anche il marmocchio.
Fu un caso unico, in quel millennio...
Ma un nuovo seme si era sublimato nell'aria
e appena trovò fertile terreno,
attecchì in ogni parte del mondo.
Quattro giorni disteso in un gelido sepolcro.
Un antro chiuso da una grossa pietra.
Dove la luce ha paura a filtrare.
Ma ora Surge Lazzare!
Abbandona la tetra tomba e mostra al pubblico
la gloria di Cristo!
Il volto mascherato di benda trasparente,
manifesta un corpo per niente putrescente.
Sei in piedi Lazzaro;
come un soldato rientrato da una campagna vittoriosa;
schierato dinanzi a un eroico comandante.
In mezzo a una moltitudine
delirante di felicita' e esultanza;
pronto a marciare verso la vita eterna










