
Immagini sé come per magia
mentre fuori piove
e si stà facendo l'amore
io ti chiedessi di sparire
da questa vita
ed andare altrove
non importa come
ma basti solo tu
non serve altro.
Immagini amore!
Quanto si potrebbe star bene
parlando ogni giorno
delle più piccole cose
che fanno grande un sentimento
ed io ti ascolterei ogni momento
senza perdere il filo del discorso
interessandomi soltanto
d'osservare le tue labbra
mentre mi parli emozionata.
Esisti solo tu
in questa mia immaginazione
un sogno interessante
dove come per magia
mentre continua a piovere
ti chiedo di sparire
io e te...
Mentre si fà l'amore.
della felicità e della gioia
crescendo diventa il posto
dove ascoltare la musica
dove isolarsi oppure scrivere
il nostro spazio per stare in pace
con noi stessi
ma è quando si diventa adulti
che tutto si trasforma si matura
ma si resta schiavi di se stessi
quando non sai difenderti ti rinchiudi
in quella che molti anni prima
era la stanza rosa
che con il passare del tempo
si è trasformata nel tuo carcere
dove ci sta rinchiuso il dolore fisico... mentale
la sofferenza interiore ed esteriore
che nessuno saprà mai
il cervello si atrofizza te la prendi con te stessa
ti dici fra te e te.....non sai reagire sei debole
ti dai tutte le colpe senza essere obiettiva
non riesci a capire che in quel carcere
ti sei chiusa da sola
la stanza rosa è diventata la tua tomba
ti an schiacciata come un ragno
ti an buttata giù anche se sei in piedi
ti an rinchiusa sopra una torre
con la stanza rosa.
giace nel sepolcro infiorato
E il terzo giorno e' ormai passato.
Disceso agli Inferi,annunciata ai morti
la speranza di resurrezione.
E' tempo di uscire
e' tempo di destarsi
dal breve sonno.
si sposta la pietra che ostruisce la porta.
Un corpo ferito alla nuova vita esorta.
Cristo esce dal sepolcro in un momento.
I soldati di guardia impietriti di sgomento.
Guai a voi Farisei!
Lingue assassine,ossa frantumate e carni putrescenti:
son questi i sacerdoti dei templi:
l'Agnello martoriato trasvola il cielo glorioso.
Il Padre ha ascoltato la preghiera
nell'orto
Laudetur Christus,Cristo risorto.
Morsi di baci,
morsi di baci e luce
infine viaggiatori
ed altro ancora.
Inventori del tempo
cancellando steccati
di morali consumate
e religiose credenze
in un corpo a corpo
che non ha parole
ma ombre che si stagliano
alte come ere geologiche
e profonde
come mare profondo.
Ed è nuova mattina.
18 ottobre 2013
Un giorno ti condurrò oltre le stelle
E dal cielo vedrai l’azzurro mare
Che trascina ogni onda sua ribelle
Fin oltre la sua riva. E la lunare...
Luce tu sfiorerai tanto contenta,
e per lei o per il sole avrai un sorriso.
Un dì tra i gigli e l’acre odor di menta,
ancora guarderò quel tuo bel viso,
che lasciai in un triste angolo di terra
ove a noi apparve sempre tutto inviso.
Più non vedrai l’orrore di una guerra,
perché ti porterò sù in paradiso.
Racconterei di un nottambulo.
Stava piegato come un gatto
con le gambette nere girate sotto
e quel dorso,
quel dorso laccato d'avorio
macchiato dal tempo, dalla luna.
Stava in bilico per un quarto d'ora
con il bricco di latte mezzo tiepido
e un saggio sui giardini rocciosi
- il mio caro tavolinetto -
col roccioso saggio sui giardini,
il vasetto d'uovo di Murano e la rosa appassita.
non mi piacesti.
Ricordo che con fare irritato
mi scansasti
perché ballavo troppo stretto
quasi immobile, sulla mattonella del parquet.
Poi ti rividi ai concerti della Gioventù Musicale,
mi sedevo sempre vicino a te,
perché la tua amica mi era simpatica.
Una domenica, chissà per quale impulso,
mi telefonasti:
avevi bisogno di un cavaliere per andare al cinema,
da sola i tuoi genitori non ti lasciavano uscire.
Ricordo persino il film, Darling, con Julie Christie.
Non eri poi così antipatica….
Tu da anni sei tornata fra le stelle.
Io non posso dimenticare che la mia vita di uomo
è incominciata e si è costruita insieme a te,
mi stimolavi a finire in fretta gli studi,
mentre ti preparavi, studiando il portoghese,
a seguirmi anche in capo al mondo,
nel mio paese natio; poi rimanemmo qui,
nel giro di tre mesi mi laureai, trovai un buon lavoro,
ci sposammo. Erano davvero altri tempi!
Dopo due anni nacque nostro figlio,
ma troppo presto ti ammalasti
della male crudele che per oltre vent’anni
hai affrontato senza timori, a viso aperto
ma che alla fine ti ha portato via,
io lo spero, in un mondo migliore.
Non ci sei, ma ci sei.
Nostro figlio assomiglia a te,
e quarant’anni della mia vita
sono indissolubilmente legati a te.
Non ci sei, ma ci sei, Carla,
e nello scrivere il tuo nome
mi sale forte un groppo in gola.
Pensami …
come bolla di sapone
che vola leggera cambiando colore al tuo vedere.
Pensami …
come chi tende la mano
in un attimo della vita splendido.
Pensami…
in un sogno che ti fa vivere sereno.
Pensami…
da poter dire
ho un amico che apprezza il tuo fare.
Pensa questo di me.
Pensami…
come un aquilone libero di volare
legato ad un raggio di sole.
Pensami…
quando guardi le stelle e chiedi consiglio.
Pensami…
io risponderò !!!
arrampicato su un monte
inchiodato a una Croce
posta alla tua destra.
Siamo in tre a subir un atroce verdetto.
Cuore puro
per sempre bloccato a un legno puro.
Cristo! Pieta' di un malvivente
che adesso si accorge di essere niente.
dannatamente insuperbito e fiero come un toro;
accecato dall'ingordia
di accumular argento e oro.
Spogliato anche delle vesti
che ho rubato a un uomo.
Cristo!Perdona un animale insolente
che ha osato trucidarti
tra bagordi e fornicazioni,
assassinii e abbondanti libagioni.
Cristo Gesu'!
Le parole che mi hai sussurrato
mentre agonizzi
su un tronco,martoriato,
mi hanno tanto rinfrancato.
La sera si avvicina,
la morte ci coglie repentina
E sono in fiduciosa attesa
che oggi stesso
in un giardino che mai appassisce
abbraccer' per sempre
le membra del Padre tuo
i riccioli sparsi sul cuscino
non più neri ebano
striati di grigio
segno della vita che va
Ho inventato solo per te
un cielo stellato, la luna sorridente
che illumini le tue notti
anche se lontano sei da me
creato per te l'alba rosata
il sole nascente
che ti scaldi il giorno
anche se lontano son da te
Tu sei il mio cielo
la terra dove poso passi stanchi
migliaia ne farei per approdare
alla spelonca dove giaci
adorna di tubi colorati
attraverso i quali il tuo corpo vive
L'anima e con me sempre ed ovunque
legati siamo da un filo indistruttibile
andremo oltre ogni ostacolo
ogni ardua battaglia
vinceremo insieme
Alla fine ci scioglieremo in pioggia
innaffieremo il suolo che da piantine
ci ha visto diventare alberi forti
e vita daremo ad altre vite, nutriremo
il cerchio della vita simbolo di compiutezza
di unione che rottura non ha
senza inizio e senza fine ….
che mi ha donato te come genitore,
che mi hai insegnato ad amare il fuoco,
il suo ardore,
che quando il cielo e' senza colore
canti ......
e la vita riprende vigore,
che adesso non sei fisico,
dentro di me sei spirito
ed asciughi ogni mia lacrima
con la tua presenza magica.
Ho bisogno di
un gomitolo di foglie,
ho bisogno di un fagotto di nuvole
portato sulla spalla,
appoggiarmi almeno
altri cinque minuti
per stare così
più tranquillo.
Mi mancano le anime
che non incontrerò mai...
Intanto piove sull'orologio sfloreale
che si fermò con noi al Jardin Anglaise,
e sulle lancette svuoto
una caffettiera azzurra.
sovrappongo densità delle stagioni
stendo profumi diversi
oltre lo sguardo
e tutto
non è poi così lontano
incastro movimenti
semplici ciuffi d'erba
con passaggi di nuvole basse
allargo il cielo
l'arcobaleno
non è poi così lontano
corro dietro il vento
inseguendo sogni di bambino
cammino
dove non c'è strada
il mondo mi ascolta
sento ancora note del mio cuore
dipingo assoli nella mente
tutto sembra chiaro
la storia della vita mi ascolta
sento l'universo muoversi
e venire da me
dentro aria pura
dissolversi i pensieri
scivolando dal blu
verso l'azzurro
riesco ad ascoltarlo
senza mai cadere
Osservo con distacco
le fideistiche certezze che mi fluttuano attorno,
appese pervicacemente a logiche ramificate
su imponenti tronchi di visioni irriducibili.
L'antica esca è ancora perfettamente efficace,
miti e teorie solidamente ancorate a tradizioni millenarie,
avvolte da fumogeni multicolori, che ne nascondono
le toppe aggiunte in edizioni successive, a seconda
della direzione obbligata da nuove, innegabili cognizioni,
o dell'esito dello scontro delle armate contrapposte.
Io cerco nuovi assiomi,
adatti ad un albero di specie diversa,
concepito da recenti generazioni su vergini terreni.
Un alberello che lentamente cresce,
nutrendosi della conoscenza e della creatività
che da millenni segnano il nostro sviluppo culturale.
Un tronco ancora esile, ma ben radicato
su illuminati valori umanistici,
su solidali visioni sociali, su inviolabili concetti laici
di giustizia, libertà e uguaglianza.
Io penso che non ci sia alcun bisogno di considerarci tutti fratelli,
basta che ci consideriamo tutti degni del medesimo rispetto.
Lo so, sto parlando di una laica utopia...
Ma se non credessi fermamente che un giorno
anche lontano, dalla immobile crisalide dell'attuale realtà
scaturirà la bellezza leggiadra d'una armoniosa convivenza
fra le singole persone e fra le genti tutte,
scevra da subdoli condizionamenti e imposizioni,
sarei costretto a considerare amaramente la mia vita,
e quella di tutti gli uomini, passati, presenti e futuri,
come un tragico inganno fine a se stesso,
alimentato dalle contingenze cosmiche intrecciate
al gioco stocastico di una cinica evoluzione selettiva,
oscillante inutilmente tra il caso e la necessità.








