che il futuro è già da qualche parte,
e che il passato non è del tutto passato ed immutabile.
Ciò che per te è già passato, per me non è ancora avvenuto.
Tu non mi ami più, ma io ti amo ancora.
Lo so, forse non c'entra niente con la teoria dei quanti,
ma sai, la lettera d'addio che mi hai spedita,
a me non è ancora arrivata.
Nello spazio degli eventi che ci circonda,
viaggiamo su un sentiero che potrebbe
riportarci al punto di partenza, oppure,
attraverso varchi spazio-temporali,
immetterci in un altrove,
dove io non ti amo più, ma tu mi ami ancora.
Dicono ormai che il tempo non esiste,
che tutto è solo probabile, che nulla è fisso.
Se così è, continuiamo allora ad amarci
anche se forse non ci siamo amati mai,
viviamo insieme il tempo inafferrabile
che non ha nome né direzione,
che è eternità che dura un istante.
per dipingere ancora
il mio viso
dammi le tue parole
per dare voce ancora
alla mia gola
dammi il tuo respiro
per riempire ancora
la mia vela
srotolerò tappeti
fatti di suoni toni e gocce
su cui lasciare scorrere
impronte sguardi e pelle
avvolto nella luce della luna
nella musica delle stelle
nel silenzio del cielo
abbraccerò l'aria
che vola via
al ritmo del tempo
che ci siamo presi
scriverò lo spazio
che appartiene oltre i confini
ascolterò l’arcobaleno
che finisce oltre i sussurri
avvolto nella luce della luna
nella musica delle stelle
nel silenzio del cielo
abbraccerò l'aria
che vola via
al ritmo del tempo
che ci siamo presi
e al primo incontro
mi aprì le braccia;
madre inaspettata
sognata follemente
tu prevedi ciò che è mio,
dove corre il mio destino.
tremi e temi perchè vedi
il tuo passato in me più vivo
Protezione rifiutata
non lasciarmi nel mio abisso
sei la rete dei miei rischi
salvagente in mare aperto
Cicatrice riparata,
e curatrice delle mie
sapevo che doveva finire
che era un amore sbagliato.
Ma l’amore cresceva in me ci sono
stati giorni felici che mi sono
sentita amata desiderata mi sono sentita viva.
Avevamo un sogno che piano piano è
diventato un incubo adesso è
finita in un modo crudele.
Rimane indifferenza dopo aver
dato anche l’anima
ti guardi allo specchio.
Come è possibile che un amore
cosi grande da togliere il respiro
da impedirti di vivere può finire?
Cerchi di sorridere ma dietro quel
sorriso non c’e’ più felicità,
serenità, non c’e’ più nulla.
Finito il tempo di sorridere rimangono
lacrime…. ombre di un amore che
non sarebbe mai dovuto nascere.
Il dolore talmente grande che ti fa
diventare indifferente
a qualunque emozione.
la sentirai anche da dove sei
la mia voce avrà toni alti e profondi
giungeranno l'anima tua
Sogna i momenti vissuti
i più belli che puoi ricordare
fanne ragione di vita
per tornare tra noi
Lascia fluire la stanchezza dal tuo corpo
come neve al sole si sciolga
accogli in te il nutrimento
sgorgante dall'amore immenso
che ti circonda
Aggrappati alla gomena
che dalla terra ferma ti lancio
intreccio di forza, caparbietà e volontà
quella volontà che contraddistinto
ti ha sempre come uomo, marito e padre
Sarò ombra di luce
che ti veglia da lontano
ma il mio calore vicino a te
vivrà, lingua di fuoco schioppettante
sarò nuvola di lacrime gonfia
stilleranno su di te per rinfrescare
la tua fronte febbricitante
Sarò come tu mi vuoi
semplicemente io col bagaglio
di pregi e difetti
che di me fanno la donna che ami
e qui sarò ad accoglierti
quando dal sonno ritornerai
per ricominciare ancora una volta
un nuovo cammino impervio forse
ma con una costante perpetua
…. noi ...
Cloc cloc cloc
tre piatti bagnati
piangono dall'alto
sono solo due goccioline
dalle foglie di un platano
su un bel bimbetto
sul nostro cavallo a dondolo
sul coniglietto scuoiato,
tutto è pronto per la sposa,
una vita di traverso
appoggiata sul rubinetto.
Per colpa di una futile caduta
Un attimo e un ignobile capestro
Ha stretto la famiglia proprio tutta
Seduta sul divano da le dritte
Ai figli ed anche a me che come un matto
Mi muovo e barcameno come un gatto
Che cerca di rubare fette fritte.
I piatti le forchette i cucchiaini
Le pentole i coperchi le tazzine
Le scarpe le lenzuola e le dozzine
E più di bottigliette e bicchierini
Ma dove si trovavano mi chiedo
I vari detersivi ed in cucina
Dov’era la giallastra varecchina
Che mai avevo visto ne la vedo
Che grande baraonda ad ogni ora
Che noi non vedevamo in assoluto
Perché nel dopo pranzo da seduto
Schiacciavo il pisolino che ristora
Ma quante cose fatte tutto il giorno
Possibile che siate cosi forti
Miriadi di fatti lunghi o corti
Ma sempre con l’andata e col ritorno
Che Dio vi benedica per l’onore
Che date alla famiglia e al mondo intero
Le mamme siete gli angeli davvero
Perché ci concedete anche l’amore.
è esemplare
quando il vuoto
che spezza l’armonia
aggancia parole
volgari e frulla
l’allegria.
Nessuno è all’aldilà
del verso
tutti si mettono
nel tempio della
conoscenza.
Apparire per giudicare
giudicare per dettare
leggi create,
causate da giudizi
di menti
dove seguire
la massa è
pensare di sapere.
Puntare l’indice
del gradimento
nel falso sorriso
o parola consacrata
giudicata e scartata
invitata a cambiare
l’orrore della parolaccia
perche a qualcuno
intralcia.
Giudicare
e ammaliare
il puritano che sviene
davanti contenuti
poco ortodossi
creati nel paese
del popolo
dove nuove parole
nascono nella
squallida piazza.
Viva la parola
di ognuno di voi
Viva il verso
dell’imbecille
il perverso
Viva il verso
del contadino
e l’ignorante
Viva il verso
all’ingresso
di un bar
Viva il verso
del cretino
e del volgare
Viva il verso
di chi ama
arrivare…
Tra il confine
e il perbenismo
un vaffanculo
ci può stare.
se solo avessi fatto
o detto... caso mai...
e se...
il vuoto di parole
avessi fatto diventare
un semplice sorriso,
di quelli sai,
fatti con gli occhi.
Se il mio groppo in gola
avessi cancellato con un grido
di quelli che lasciano impietriti
chi ti conosce da sempre.
Ed anche te...
E se io,
ieri avessi avuto più coraggio
per ricominciare la mia guerra
col tuo cuore...
Forse il tempo avrebbe spiazzato
ogni tua ragione.
Se tu però avessi fatto ragionare il cuore
e non la "matematica certezza"
di un attimo,
perchè
ogni catena se la sforzi poi si spezza...
Ma,
se io non mi fossi rialzato
raccogliendo con un cucchiaino
ogni briciola di me,
oggi
non starei qui
a parlarti.
del suo trionfal ritorno,
il Messia spezzera' il bastone
dell'empio.
Sbaragliera' i despoti dai troni.
Elevera' ai cieli il muto;
riempira' il povero
di abbondanti doni.
portera' con se' tutte le anime
bisognose
della sua misericordia.
Sopraggiungera' una nuova terra
per gli umili.
sorgera' un nuovo Cielo per i puri.
…così mi prese la voglia d’esser folle
e costrinsi mente e mano e scrissi
come un contadino che semina tra le zolle
ma il suo sguardo è vuoto e ha gli occhi fissi
…della poesia natura, fui stufato
il tempo della gioia che io vissi
era già chiaro oramai d’essere andato
e quindi relegai i ricordi negli abissi
…ora ,solo, pronuncio cose insensate
che sembran fare il verso alle emozioni
come di bolle prese dal vento e portate
a morir dove nascono spuntoni
…allor mi faccio specie forse adesso
che seppur pazzo vivo del giusto vero
e non di quando ero in amplesso
per ogni suo respiro e suo mistero
…l’amor poesia adesso giace in una buca
scavata per le troppe grandi delusioni
e io ne son riverso sopra e con la nuca
posso sentir ancora i suoi spintoni
..devi morir capito, ogni cosa ha un tempo
le dico mentre ancora ammasso terra
hai fatto troppa guerra e troppo scempio
ora la mia bocca per te si serra
…ma prima di andar via, sento commosso
di mettere almeno un segno a ricordo
e faccio una croce su con un sasso e un osso
e segno tutto un solco come un bordo
addio poesia, preferisco vivere di te senza
in modo semplice e più superficiale
quando c’eri tu sentivo la mia assenza
ed ogni lacrima faceva cento volte male








