solo gocce di rugiada
appese alle foglie
come sorrisi al viso
camminata leggera
tra piante sempre verdi
forti e decise
come le parole
sguardo in alto
per ammirare il terso
chiaro e trasparente
come l’anima
cristalli scivolano
cristalli sfiorano
cristalli toccano
ed illuminano
nel fresco che stringe
nelle promesse che rigano il volto
nella lucidità delle scelte
nella verità delle cose
Non dimenticar il vecchio Buk
sdraiato sotto il portico
una bottiglia in mano
lattine di mondo ai suoi piedi
mentre il sole passeggia nel cielo
un uomo passa con occhi lo insulta
non sa che è lui lo zotico
e la sua vita insulsa
Piange il vecchio Buk
non guardarlo si offende
è un pianto di uomo
le rughe che solcano il suo volto
nessun cavallo lo consolerà
forse la follia di una donna
la noia di un amore che ci attende
dietro cartapeste esistenziali
Immagina il vecchio Buk
bar sudici e alcol nei suo versi distillati
strade e testosterone in poesie disperate
barcollanti sul seno di una mamma lasciva
los angeles manicomio dalle porte girevoli
folle corsa verso un sogno bruciato
di astri raggianti d’incubo dalla realtà schiantati
mentre il tramonto brucia l’alba
Non dimenticar il vecchio Buk
sue parole come pistole
sparano tossiche realtà
contro cuori ovattatati
in un mondo di struzzi
ed occhi che non vedono
il sole.
Cercherò una canzone
…se è vero che non ci sia più speranza
io credo di sentire ancora la tua emozione
e se questo amore, stanco, più non danza
voglio credere che ci sia ancora… una canzone…
una canzone, che ti sappia accarezzare
che ti faccia compagnia quando… sei sola
un ritmo continuo come le onde del mare
un sogno puro e libero, un gabbiano, che lo sorvola
…se è vero che un amore di qui è passato
e che il tempo ancora non ha del tutto tradito
ci sarà una canzone per chi, come noi, ha amato
e dell’amore non tutto, ancora , ha capito
una canzone, che ti possa far ricordare
che nulla esiste ma che tutto può esser vero
come le lacrime che si possono asciugare
come l’idea che si possa vivere in un pensiero
se è vero… io cercherò una canzone
che possa fare, per noi tutte queste cose
ricordarti cosa è stato il nostro amore
ricordarti che dove ci son spine, ci son anche rose
ricordarti che dove ci son spine, ci son anche rose
ci accompagnano durante la giornata
i figli
la famiglia
il lavoro...
piccoli sassolini
che teniamo in mano
in tasca
in una scarpa
che a fine giornata
gettiamo nel mare
altri li teniamo stretti
senza peso
come diamanti
e prendono vita ogni giorno
e il ciclo si ripete ancora
Persone giuste e sbagliate
esperienze belle e brutte
fatti reali
cuciono al carattere
vesti a volte troppo strette
ma che impariamo
a capire
come indossare o togliere
Si nasce
si cresce
s'impara
si muore
ma ancora
non s'impara abbastanza
A volte, non riesco ad esprimere,
i miei sentimenti, come dovrei,
e mi esplode il cuore.
Ma queste parole te le devo dedicare.
Se non riesco a darti un emozione,
non è per egoismo o mancanza di passione,
se non mi espongo c’ è pure una ragione;
è per rispetto, ma soprattutto, non farti avere delusioni.
E se per caso prendessi iniziative,
di certo non farei qualcosa di sbagliato,
ti abbraccerei in modo molto ardito,
ti strapperei quel bacio che ho sognato.
E stai sicura che dopo questo,
lascerei perdere davvero tutto il resto,
toccherei il cielo con le dita,
e metterei fine, addirittura, alla mia vita!
Perché non sono un santo e non sono un disgraziato,
non sono vero e non sono un giuda,
non sono folle e non sono posato,
non sono in pace e non sto neanche in guerra,
ma ti confesso che a volte preferisco stare sottoterra.
Io so che tutto questo non lo preferisci,
L’ipocrisia nemmeno la gradisci,
e non mi importa se alle cinque di mattina,
sto scrivendo, e provo a dirti ciò che sento,
e per adesso quel che mi appaga e mi consola,
è la verità che il mio cuore prova.
È la realtà di dimostrare con il canto,
che nei momenti più neri che senti,
c’è sempre accanto una stella nel tuo cielo,
che brilla più di tutte, perché è sincera.
Aversi accanto fino al mattino,
è come bere un bicchiere di buon vino,
o la primavera che chiama l’estate,
o quando il male passa come la rugiada,
ma cosa scrivo. Sono innamorato.
Perché non sono un santo e non sono un disgraziato,
non sono vero e non sono un giuda,
non sono folle e non sono posato,
non sono in pace e non sto neanche in guerra,
ma ti confesso che a volte preferisco stare sottoterra.
E se per caso prendessi iniziative,
di certo non farei qualcosa di sbagliato,
ti abbraccerei per sempre, senza fine,ti strapperei quel bacio che ho sognato.
Che non si può ne leggere ne scrivere
Si può solo dire che da
Sola si può solo aspirare cosa dire
Di stelle di galassie di comete
Di spirito invisibile entro il cuore
Di amore di conforto di adorare
Le cose che sobbalzano nel cuore
Ed io che mi dolgo sono un uomo
Che soffre senza mai capire
Oltre l’estremo infinitesimo dolore
Di una esistenza ferma
Ad una morte
Che sembra certa e che
Arriverà.
il giorno di festa mi recavo in edicola.
Ognuno in mano aveva le lire
per comprare un fumetto e poi gioire.
Dietro al bancone un signore robusto
ci vendeva i fumetti con fare angusto.
In quel frangente i nostri occhi
si posavan sulle riviste senza fare pastrocchi,
se il bellimbusto ci avesse scoperto
ce li avrebbe fatti acquistare senza riporto.
Ma l'attrazione per quel mausoleo
mi faceva diventare come un babbeo.
Quelle letture così appassionate
mi facevan sognare tesori e terre inesplorate.
Oggi ricordo con beatitudine
l'odore di colla delle figurine.
La paura in noi si trova
non va nascosta dietro
una ragnatela scura
perchè ancor più sincera sarà
Se scappi correndo veloce
la paura più di te lo correrà
la troverai ad attenderti
dove meno te lo aspetti
In un angolo buio di una strada
nei sintomi di un malessere sconosciuto
lungo un sentiero irto di montagna
in onda spumeggiante
che all'improvviso ti assale
perchè non solo gli avvenimenti tristi
alimentano questo sentimento
Si può tremare di paura
alla nascita di un figlio
il giorno del diciottesimo compleanno
la paura è fattucchiera
più la fuggi più è vera
Armati di spada e di scudo
colpisci con l'una difenditi con l'altra
affronta con l'ardore di un cavaliere
la battaglia, non sarà una passeggiata
ma la vittoria assai gustata
Sarai libero di volare
con intemperie varie
l'anima sarà più leggera
la vita meno dura
se nell'animo tuo non vivrà più
la signora paura ...
Un amico ed un pezzo di pane
Un passerotto alla finestra
cerca molliche di pane
ma la sua piccola testa... si desta
...ha ancora fame
...con un colpo di becco
richiama la mia attenzione
porta un ramoscello, d'ulivo, secco
... come regalo... e vuole
solo altre molliche di pane
e poggia il suo piccolo dono
io gliene sbriciolo, un pò, sul davanzale
lui mangia... poi riprende il volo
...penso che sia così anche l'uomo
agogna, per vivere, un pezzo di pane
in cambio fa la sua fatica, il suo lavoro
e cerca un amico, con cui, potersi aiutare
Io avevo bisogno di pace…lui di un pezzo di pane.
abbandonate
usate....
si usate
e buttate via
come oggetti
che inizialmente
potrebbero essere
indispensabili
sembrava che
non se ne poteva
fare a meno
quasi insostituibili
si.... solo finchè
servono
poi si
buttano via
come uno
straccio vecchio
rimpiazzate
come i soprammobili
arrivano le nuove
e si buttano via le vecchie
sostituite....
ti senti morire dentro
non sei nessuno
non sei niente
sprofondi
dentro il buio dell’anima
affogando nella
disperazione più totale.
Di tutte queste belle poesie
Dai versi e dalle dolci melodie
Di tutti i miei colleghi che giganti
Descrivono l’amore e l’amicizia
I puri sentimenti dell’umano
Trascorrere ed anche più lontano
A tempi senza odio e ne malizia,
Ho preso foglio e penna per fermare
Almeno un versettino timoroso,
Ma noto, con sospiro doloroso,
Che hanno scritto tutto nel cantare
Di amori gelosie e tradimento
Di stelle di pianeti e di comete
Di fiori e di montagne con le vette
Aguzze ed invincibili dal vento,
Di tutto ciò ch’è vita quotidiana
Di morte e di dilemmi spirituali
Di eterno di infinito e di spettrali
Paesaggi dalla forma alquanto strana:
Poeti che hanno il fuoco nelle vene
Campioni del Parnàso sempre in festa
Vi ammiro ed arrendevole non resta
Che dirvi solo che VI VOGLIO BENE.
Ogni qual volta mi viene in mente la parola poesia
puntualmente l'associo alla rima “litania”
adesso non abbiate da offendervi o adirarvi
voi poeti di pensieri fosforescenti
la mia è solo una semplice considerazione
una mia fissazione
mi annoio di me stesso e anche di leggervi
mi annoia il putrido che emanate nei versi
forse perché anch'io in preda da raptus di frustrazione
vere o false che siano
cerco di acchiapparvi all'amo
di un appagamento recondito e illusorio
con parole prese a rate su sussidiari sgualciti
momenti inventati e frasi ricercate
bugie, malinconie e frecce dentro il cuore
amori immaginati, vite sospirate
ganci sospesi nel cielo
agonie nei diari e ferite nei vocabolari.
Ecco perchè la ripugno questa poesia da quattro soldi
ecco perché ritorno sempre nel rifugio
della realtà che mi pugnala
e preferisco il pugno nello stomaco all’agonia di una minestra riscaldata.
Ogni qual volta mi viene in mente la parola poesia
facilmente l'associo alla rima "idiozia"
e nonostante tutto sono sempre qui a rompere il cazzo
inchiodato alle parole chissà per pagare quale dazio
e allora pfui poesia da saltimbanco
attrazione da circo senza pagliacci
e non chiedetemi perché la gente sbadiglia davanti al vostro libro
siate interessanti, stimolate l'attenzione, rompetemi pure i coglioni
ma non m'annoiate con le vostre cazzate
siate voi stessi
e dalla mia bocca usciranno sempre meno:
"pfui poesia".
riesce a sopportare un carico di sensazioni;
e' una poesia che fugge da sole;adatta e recitata
al cospetto di un riverbero lunare.
Un pensiero frequente nel suo pulsare,
trova in un verso un salutare sfociare;
un impegno civile che si connota
di giustizia e liberta',rimane pura illusione
e si immerge nell'inanita'...
I ricordi fuggenti
sono afferrati saldamente
per le bianche ali;
ma si fermano controvoglia;
e con dispetto si appalesano frammentati
in miscuglio di righe;
la mia poesia nasce dal silenzio:
atmosfera irreale che si tenta di decifrare
con svariate risposte;
ma parziali e incomplete.
Il corpo e' seduto e la mente puo' finalmente lanciarsi
per tutte le corsie;
al di sopra dei sensi unici,incurante dei semafori rossi.
recalcitrante alle soste vietate;
un vigile zelante non avrebbe il coraggio di multarla;
gli eccessi della mia penna
forse si perdonano:
non sporcano una divisa;
non offendono una collettivita';
non inquinano l'ambiente:
sono solo dei piccoli sospiri.
Fontanina
intristita,
ti hanno affiancato
un vaso vuoto da balcone
il cantone d'una sagrestia
due botticelle color di gente ingrata.
Il mandarino è però estasiato
s'arrampica ai ricordi,
se dormiamo passa una mulatta
a riempire le anfore d'acqua.
Vi fu del bianco e del nero
assemblati in morbide cadenze
per poi colare in quel buco mentale
Vi fu una maschera caduta dal volto
in quel volto tremante e levigato
che osserva i passaggi senza riuscire a prender la coda o il capo
Vi fu un cielo azzurro colmo di nuvole
con forme deformate dall’occhio umano
spettri e fantasmi rincorrersi per prendersi per mano
Vi fu una chiave sospesa
su quel ramo spoglio, lì pronta per essere presa
speranzosa di sciogliere quell’enigma della vita
Vi fu quell’albero che sé spogliato
fa vedere la sua età in modo garbato
è colmo di occhi che ora son liberi
come sono libere le sue radici che sembran tentacoli
Vi fu la guerra, quella solitaria
fatta di battaglie mentali
e di atteggiamenti guardinghi
nello spazio ristretto di un semplice quadrato
Vi è speranza in quelle onde
fatto di un sentiero ondeggiante
dove in cima non si vede la fine
è la parte spettante propria da scrivere.
Opera del "Maestro Mario Mammoliti" omaggio ad un'opera straordinaria.










