In dodecasillabi quasi perfetti
È stato per dire con versi diretti
Di quanto l’amavo nel senso completo
Di questa parola, ma lei nei difetti
che in me riscontrava mi disse un discreto
lo sai mi dispiace ma amo in segreto
quell’altro ragazzo ed è vano che aspetti.
La pioggia cadeva ed era d’inverno,
La sera chiudeva quel giorno fatale
Per me che sentivo che andava all’inferno
Quel canto d’amore dal timbro mortale
Per Anna svanita lontano in eterno
Che ancora il pensiero mi fa stare male.
quando i corpi s'aggrovigliano
e gli sguardi si confondono
nei riflessi di un'argentata luna.
C'è qualcosa di stratosferico
che trasforma le umide pupille
in luminose e colorate stelle
tra le colline dirupate e spoglie.
Ed io che sciolgo facilmente
i tuoi capelli, ascolto
il silenzio delle nuvole che turba
e tu che vorresti sciogliere i miei nodi
scivoli sulla mia pelle tiepida.
Si confondono le sagome tra le ombre
mentre strappiamo i chiodi dalla carne
e cerchiamo increduli e sognanti
la ragione di vivere domani.
Non c'è significato che la notte
smetta d'alitarci questo amore
mentre io ti tengo stretta
e tu non sfuggi dal mio appesantito cuore.
Tra le luci in lontananza
delle ultime lampare
ti lasci andare alla leggera brezza
e mi sproni di soffiare forte
per cancellare l'alba del dolore.
Vesto il mio corpo
dell’oro del meriggio
come un re deposto
in un mattino di rose.
E la mia ansia
come un respiro strozzato
muore tra i mirti.
Nel pozzo profondo
del crepuscolo insanguinato
intravedo fantasmi di menzogne
e ombre d’illusioni.
E il mio tedio
come un’anfora vuota
svanisce tra i tamarindi.
Una luce spenta
penetra nell’anima
come un’assidua angoscia.
E il rumore della sera
accompagna le mie emozioni
come nello scorrere lento del fiume,
verso maree lontane.
Sei bocciolo appena schiuso
in un prato colorato di parole
vestita con petali dal raro candore.
Sei rugiada fresca…
nata ieri
di un mattino di sole.
Con le mani
cerchi le viole…
hai già capito che sono nuvole
colorate d’amore.
Osservi il cielo nuovo
dal colore degli occhi tuoi
hai il profumo della vita
e l’amore di tutti noi.
Vorrei scriverti…
una ninna nanna
ma non ho parole
forse l’emozione
le ha scritte nel cuore.
specchio di chissà quali
enigmatiche riflessioni
mi perdo inerme
silenziosamente
lasciandomi trasportare
dalla carezza
di un pensiero proibito
Le mie labbra confuse
tartagliano
monosillabi insensati
impigliati nell'emozione
incastonati di sorrisi
e invogliano le tue
con innocenti evasioni
a gustarle impunemente
come prelibati
e succulenti frutti
È un gioco di sguardi
ed intese maliziose
questo scambio di parole velate
e sottili intuizioni
è una danza propiziatoria
tra il sentire e il non fare
Questa forzata indifferenza
lentamente si limita
e ci trascina
l'uno verso l'altra
amplificando i sensi
nel trovarsi
così vicini da sfiorarsi
coi pensieri
Ci consuma l'opporsi
a questo naturale
e insensato desiderio
ma noi siamo
come magneti
poli così opposti
tanto
da attrarsi inevitabilmente
le tue mani
sulla pelle nuda
una danza
dei sensi....
dell'anima....
senza limiti
senza confini
le mie labbra
ti cercano
ti vogliono
corpi caldi
fiamme
fare l'amore con te
si è attraversati
dai mille colori dell'universo
nessuno è mai arrivato
oltre i limiti
il calore
del tuo corpo
sopra di me
fantasie..... armonie
indescrivibili
si scatena
un piacere immenso
una tempesta
passione travolgente
arriva dentro l'anima
riempie
il cuore d'amore
passione...... desiderio
due anime
in una sola
desiderio
insaziabile di te.

Vorrei parlare un pò di me
dentro una poesia
vorrei poter dire
come il mio cuore
sa scaldare anche la neve
che cade d'inverno
imbiancando.
Vorrei che si sapesse
in una mattina come tante
come so regalare un sorriso
a chi non ne possiede
e come far tremare le parole
quando nascono dal cuore
e poi poter parlar d'amore.
Vorrrei solo dentro una poesia!
Elevo il mio grazie alla Vita
e gioisco delle piccole cose belle
di ogni giorno
tra fatiche e speranze cammino
con lo sguardo rivolto al domani.
Intorno a me sorrisi innocenti
abbracci sinceri
espressioni sofferenti.
Vi porto tutti nel mio cuore
oblazione profonda
di un'umanità sbocciante,
bisognosa di nuove primavere,
profondamente immersa
nell'inverno di una dura esistenza.
Siamo fragili noi,
talvolta ostinati e irremovibili
spesso bisognosi di parole che confortino,
incessantemente alla ricerca
di briciole di pace...
Ci tendiamo reciprocamente la mano, noi,
è questa la nostra forza.
Attraversò la platea zoppicando
magia di un glicine invernale
della viola appena imbronciata
del buio che in un momento arriva.
Gli spazi, i respiri giusti
non so quali siano,
ma trema qualcosa, è certo,
le foglioline rimaste salutano
davanti a una serra dismessa
il vialetto dell'ospedale.
Brucia l’anima su illogiche fiamme di speranza
L’urlo dalle mia ali prende il volo, in attoniti cieli
Dove mi porterà il tuo abbandono
A quale mistero darò vita e sussidio
Come germogli, verdi di vita e di gioia
Cresceranno i tuoi muscoli, saranno armi
Per comprimere la testa negli imbrogli, che la vita
Raccoglie, in grandi ampolle, sempre troppo fragili
Involontariamente le urterai, i giorni tristi
Le amicizie volubile e incompiute
Gli amori, pallidi e sanguinolenti
Forse, la natura solo avrà per te sorrisi
Non chiedermi la vita, io la vita non ho chiesto!
Non sei un porto sicuro
e le tue acque profonde
hanno il suono dell'oscurità.
Del resto io non sono una nave
ed assomiglio più ad un naufrago
di qualsiasi maledetta speranza.
Non ricordo di aver gettato ancore
se non raramente, credo,
quando ho visto morire
e decomporsi nel nulla dei ricordi
periodi troppo a lungo vissuti.
Non possiedo lacrime
e quello che potevo perdere
si trova già ai lati delle molte
strade percorse e dimenticate
per sopravvivere.
Della sorella felicità
sono stato e sono un amante
che conosce bene l'importanza
degli attimi di colore intenso.
Non ho paura della tenerezza
portata dal tempo che invecchia
né della complicità dei corpi
che si amano senza possesso.
Si tratta ora di sapere
se le tue onde giovani e selvagge
e un vecchio legno bruciato
dal sale che brucia la faccia
possano pensarsi...insieme
per l'infinito futuro...
fosse anche un solo attimo.
Il poeta è un fingitore.
finge così completamente
che arriva a fingere che è dolore
il dolore che davvero sente.
Fernando Pessoa
Ecco, adesso può partire la giostra del non sentire
tiritere inventate per non sentirsi morire.
E tu, che ti cimenti da poco, stai accorto
e cammina con sospetto in questo mondo falso
d’anime vendute all’asta
ti cuciranno presto un cappotto d’agosto,
nessuno regala niente, figurati in questi bordelli
dove una carezza è una lingua tra le gambe.
I poeti sono strane persone
credono d’avere sublimi intuizioni
soffrono di visioni
e scambiano i versi per alleviare le loro frustrazioni.
Ecco, adesso la tua poesia fa sfoggio di letture
anche tu sei acclamato, osannato, idolatrato
anche tu sei un poeta e puoi ritenerti fortunato,
hai commenti a iosa che hai sempre sognato
per oggi hai fatto spesa
hai scambiato la tua falsità per una stupida notorietà
hai preso il sopravvento in menti malate distrutte dal tempo
anche gli scheletri escono dagli armadi per battere le mani.
Adesso sei un poeta
o forse uno dei tanti fessi appeso al filo dei tuoi stessi riflessi
Presto scegli:
entri o esci da questa casta, da questi compromessi?
Vorrei mettere in tasca
un po’ di polvere della mia terra
perché concimi i miei sogni
nei momenti che mi verranno
incontro.
Porterò via qualche
chicco ,
qualche seme perché,
possano in un vaso
germogliare.
Raccoglierò una
margherita,
la metterò nel racconto
del mio viaggio
ed ogni volta che aprirò
questo libro mi farà
ricordare te
che sei il fiore dell’anima mia.
Porterò via qualche foto
per non dimenticare
quell’albero
che mi ha dato la vita
e prenderò una metà del mio
cuore
l’altra metà… la lascio a te
perché un giorno non lontano
tu possa portarla a me.










