Mi ricordavano continuamente te.
Di quando di nascosto venivi a trovarmi
in ore concertate, sussurrate al telefono.
Io ti aspettavo, cercando di non aspettarti,
di fare qualcosa che disperdesse
l'ansia dell'attesa.
Poi sentivo la portiera della tua auto
chiudersi con quel tonfo inconfondibile
che mi faceva balzare il cuore.
Mi guardavo intorno, tutto sembrava a posto,
aprivo la porta, cominciava il nostro gioco.
Io volevo toccarti, ma non lo facevo,
tu volevi baciarmi, ma mi raccontavi del traffico.
Poi di colpo la tua bocca era sulla mia,
le mie mani sulla morbidezza del tuo seno,
e noi, chissà come, semi sdraiati sul divano,
che ormai aveva acquisito la forma
della nostra intrecciata volumetria.
So che per dimenticarti davvero
dovrei cambiare ben altro che i divani...
l'archivio dei ricordi della passione,
il profumo della tua pelle, custodito
negl'angoli più nascosti delle narici,
il brivido che ancora scatta sul basso ventre
al solo pensiero muto del tuo nome...
Ho cominciato dai divani,
poi passerò al letto,
alle pentole che usavi in cucina,
e al bel acquarello comprato insieme a Firenze.
Ma lo devo dire:
i nuovi divani non mi piacciono per niente!
Non mi ricordano più te...
sussurrando al vento
pensieri d’amore
come stella notturna
che silenziosa e lucente
sostiene la vita
con la forza del cuore.
Fascino di bellezza
arrivi delicatamente
allo squarcio del sentimento.
Mai ti arrendi…
nascondendo il dolore
nell’animo puro
donando il profumo
di un nuovo giorno.
Creatura divina
dipinta nei luoghi calpestati
da folli pensieri…
ammirata e corteggiata
a volte violentata
del tuo corpo e della tua anima
ma sempre presente nel respiro
delle libere costellazioni
dove tutto ha un senso
dove niente non ha tempo.
Umilmente la tua visione
dona nuove note di purezza
e armonia…
come leggerezza di un dono
cristallino…
che offre fantasie
di semplici carezze.
Donna…
Lorenzo Calandrella
di inestimabile valore
entrare dentro l’anima
legati da un filo invisibile
fidarsi l’una dell’altra
esserci sempre
come le stelle del cielo.
un legame stretto
nessuno spezzerà mai
ci divide un oceano
ma siamo sempre
fianco a fianco
non esistono parole
per descrivere
questo straordinario legame
l'affetto.... il bene che ci lega
si sente è palpabile
ad ogni parola....
ad ogni segno
esserci sempre e comunque.
DEDICA PER LA MIA CARISSIMA AMICA "GRAZIE DI ESISTERE"
davanti un bicchiere mai pieno
il fumo gira e rigira
sopra i pensieri
dentro gli occhi
che ne vengono offuscati
uno sguardo al passato
rincorrendo i tempi mal vissuti
risalendo fiumi
che hanno bagnato
anche terre promesse
scendendo da picchi
senza scivolare
seduto in quel luogo
dove solo certe anime
trovano il loro posto
le voci sono silenziose
e consumano desideri effimeri
che sembrano dissolversi
rivolto al presente
frugando nelle tasche
di corpo e mente
senza mai trovare il futuro
sorseggiando ancora
un po’ di agro amaro
seduto in quel luogo
in attesa del destino
fragile ed incompiuto
davanti a quel bicchiere
senza trasparenza ormai
le mani sono stanche
il viso solcato dalle rughe
chiudi gli occhi
e lasci che succeda
come se nulla fosse
senza un bacio
ed una carezza
anche le più semplici
provocano emozioni e sensazioni
che poi finiscono nei racconti
nelle lunghe chiacchierate
che arricchiscono le giornate
Parlare
è come leggere nei pensieri
l'una dell'altra
e riportarli a voce
incorniciando i discorsi
con complicità e risate
Percepire un intoppo
un malumore
è un campanello d'allarme
tra le varie sensazioni
ed avvertire il bisogno immediato
di sentirsi
per parlarne
Un legame inaspettato
e duraturo
che nel tempo si rafforza
e non stanca
come un lungo abbraccio
in cui ritrovarsi
e sentirsi in pace
protetti
amati
Se non ci fossi tu
amica mia
non avrei certezze
sul valore dell'amicizia vera
e non avrei mai capito
che l'amicizia
è un grido d'affetto ascoltato
e ricambiato
un donare prezioso
senza pretese
nè invidie
più acuto e sentito
in lontananza
perchè nasce dal cuore
e cresce nell'anima
non dagli occhi
e nemmeno dalle mani
Un affetto incondizionato
straordinario
speciale
che viaggia sulle ali
dei pensieri
ed arriva lontano
da me a te
da te a me
Sogni come prati
...spegni, tutte le luci
e poi ti accendi...
sguardi, silenzi...
poi attendi...
venti, ora si sentono venti
spinti dai sentimenti
si librano...su di noi...
...non so come dirtelo
...
questo momento è magnifico
...resto zitto..
solo così...mi avrai sentito
...scendi a sorreggermi i sogni
ti appendi, risorgi, poi ti stendi
su questi, così verdi
sogni...come prati..
...di noi che siamo... innamorati.
quando un giorno ho deciso
di seguire il volo
di uno sciame d'api
Sono rimasto sorpreso
quando le ho viste leggere
appoggiarsi sui petali
di commovente bellezza
Sono rimasto sorpreso
quando le ho viste pacate
succhiare il nettare
come io giornalmente
succhio l'aria
il sangue del mio nemico
e l'anello alla catena
Sono rimasto sorpreso
quando le ho viste rientrare
diligenti nell'arnia
dove prolifera il miele
e la pazienza
come prolifera in me
la rabbia canaglia
Sono rimasto sorpreso
quando le ho viste morire
dopo il duro lavoro
senza chiedere il perchè
Le ho viste morire
come muoio anch'io
ogni giorno
inginocchiato sulle pietre
tra un suono di campane
e continui colpi al cuore
di amiche cerbottane
speranze
amicizia
e tempo
un pezzo importante
della mia vita
come era il nostro rapporto
fatto di cose semplici
pulite..... senza secondi fini
adesso un gran vuoto
mi stritola
una morsa.... non mi fa respirare
la tua assenza
un salto nel vuoto
senza mai toccare terra
sospesa nell’aria.
C' è un bosco
che io non conosco
c'è un lupo
che ha molto fiuto
c'è una bambina tutte ossa
con una mantellina rossa
c'è una casina
e dentro vedo una nonnina
c'è un cacciatore
che cammina per molte ore
c'è una storia
ma ho poca memoria
c'è che finisce male
e il lupo avrà un funerale
c'è che io voglio che finisca bene
e il lupo e la bambina staranno per sempre assieme.
una carezza elemosinata
poter sentire
il calore di un abbraccio
per una volta
una parola dolce
nel tempo prezioso
trascorso in solitudine
abbandonato a se stesso
dove il pianto
è un eco prolungato
nell'io inconscio
C'è un tasto nero nell'anima
una nota stonata
nel cuore
colori sbiaditi
che non riescono
a brillare come il sole
ma nubi e rancore
che avanzano
crescono
Uno contro tutti
con tutto il buio
e il dolore
che albergano dentro
per non sopportare
quel vuoto
che pesa
che attanaglia lo stomaco
e la mente
Incontenibile
tra gli altri
la prepotenza è un'arma tagliente
e distinguersi è priorità
per non mostrare le debolezze
le sofferenze
le paure
le ferite
costruendo su di se
intorno a se
la maschera da ribelle
un grido silenzioso
forte bisogno d'amore
mancato
irrora l’udito
dei miei sogni.
Chiome d’alberi
coprono di verdi coperte
i miei oblii.
Fluidi, come acqua,
scorrono tra i sassi
i miei pensieri.
Le stelle stendono
il loro silenzio
sulle brughiere.
La fiamma dell’amore
si riverbera nel mio sguardo
e la luna
come porpora consunta
veglia sulla mia esistenza.
Non voglio riconoscermi ..in chi, e nemmeno ..in cosa
Voglio che, chi parli di noi sia semplice e non in posa
E che le parole che dice, siano del popolo e non ricamate su stoffa
Voglio che si capisca, cosa dice e cosa sposa
Non voglio riconoscermi…in chi, e nemmeno ..in cosa
Voglio che il bene comune non si faccia battendo cassa
E che il lavora sia un equilibrio perfetto , dove una piuma non sposta
E che la dignità dell’uomo non venga mai soppressa
Non voglio riconoscermi …in chi e nemmeno in cosa
Non voglio bandiere e striscioni di casa in casa
Ma voglio dei soldi in più per fare la spesa
E che le fabbriche facciano vita sociale e non solo impresa
Non voglio riconoscermi in chi e nemmeno in cosa
Voglio che lo studio sia un diritto, non una strada tortuosa
Che… chi non è capace di fare, abbia buon senso, e vada a casa
E chi vuole il bene di tutti, non risolva aggiungendo una tassa
Perché io…non mi riconosco in chi e nemmeno in cosa.
prelibata caparbietà del morbido
disgiunto alternarsi di umori
E fu grandine in quell’arcobaleno
non solo di colori ma di meraviglia
Vi fu meraviglia per noi stessi
nell’argine del nostro limite
in bilico tra andare o rimanere
Caparbia volontà del decidere
nelle fronde vermiglio del muscolo
Vi fu vicinanza in quel desiderio
dove il limite non ha appartenenza
nella crescita del costruire
In quell'ignoto sapore del domani
dove attingere ogni goccia di coraggio.







