MONOLOGO

Il colle dell'infinito

è ora    fruscìo sommesso

dell'invisibile lontana galassia

il cavo d'un orecchio enorme

d'un radiotelescopio.

Al di là, torna il silenzio

immenso .

Tu sei sul pianeta

coi piedi

con le mani,con gli occhi

con l'anima.

Guardi, lo sfiori a volte con mani rapaci

per stringere inutilmente

una manciata d'acqua d'un mare immenso.

T'impasti nel moto incessante.

Corri i rischi dell'acqua

del fuoco,delle lame

delle punte dei bacilli

che levigano,mùtilano

dilaniano    gratificano,

ma....dove sei tu.

Nelle idee

nel pensiero forse

nei momenti del cuore

nell'inesprimibile

senza parole

dentro

Ma dove ?

Nel cervello.

Nella rete meravigliosa

dei neuroni che si richiamano

fremendo come polipi

con infiniti filamenti di braccia

a raccontarsi e a mettere insieme

come mosaico correttamente ricomposto

variate    sensazioni di una vita intera.

Ma quale vita, se non la tua

del tuo corpo sul tuo pianeta.

Nel punto dove ti posi

dove ti muovi ,tessi i giorni e le notti .

Come una stella nell'infinito

ha il suo moto

come un asteroide

il suo giro

come un sole la sua ruota

come il tutto insieme...

Tu sei...il tutto.

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Profilo Autore: silvana1  

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Dentro al viaggio nei dettagli, 

nudi e spogli tra gli sguardi.

Son le ombre a fare luce.

Ci si sente ritrovati, 

nel disperso sentimento.

Son le voci a metter pace.

Quella sua è mite e forte

sembra un faro nella notte:

avvolgente godimento.

Senza nomi e senza volti, 

i pensieri son profumi:

inebriante cedimento.

Solo suoni dentro al cuore

come musica incompresa.

Resti ferma in un'attesa.

Non c'è niente da sapere

per chi vuol solo ascoltare.

Nuota dentro la sorpresa.

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Profilo Autore: MArTe  

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Odierna rielaborazione della mia prima poesia, scritta il secondo anno delle scuole superiori. Molte forzature, non solo metriche e stilistiche, rispetto alla versione giovanile che riporto di seguito.

Come il sole saresti tu per me,
che mi porta nell’anima il calore
e pur come la luna guardo te
che di notte mi porta il suo chiarore.

Se conto il tempo mio come stagioni
esser non può che un marzo pazzerello
questa mia primavera ove ti poni,
sicché, pur bello, meglio aver l’ombrello.

Saresti pure quel vento profondo,
quello stesso che sua Tindari mite
cercato avea poeta vagabondo (*)
che di Saffo tradusse “Ad Afrodite”.

Però purtroppo ancor non ti conosco
ma so che in qualche luogo già ci sei,
e ti cerco qual ninfa del mio bosco,
del quartier ragazzina o dei licei

tra quelle per cui nutro simpatia
che potrebbero l’anima rapirmi.
Ma s’avessi a svelar l’anima mia
ti immagino ritrarti e poi sfuggirmi.

(*): S. Quasimodo: “Vento a Tindari” (Acque e Terre, 1930) e “Ad Afrodite” (Lirici Greci,1940)


Come sei tu per me (versione giovanile)

Tu sei per me come il sole
che mi porta calore nell’anima.
Tu sei per me come la luna
che rischiara le mie tenebre.
Tu sei il tempo misurato in stagioni,
e in questa nostra primavera
oggi è solo marzo pazzerello
che pure s’è bello prendi l’ombrello.

Tu sei un vento profondo che mi cerca,
come quello che a Tindari mite
(*)
ha cercato il poeta ch’è il mio mito.

In realtà non ti conosco ancora
ma so che da qualche parte ci sei
e ti cerco tra i volti conosciuti
chiedendomi qual vorrei fossi tu,
ma mentre immagino di star per baciarti
ti vedo arrossire e scappar via.

(*): Vento a Tindari (S. Quasimodo), nota ex post

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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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Il dono di sé stessi

colora l’urgenza del dare

ed anche gli spiccioli

del cuore più arido

saranno grano di Dio

a sfamare una carestia

di gesti d’amore gentili.

E l’altro sarà

un giardino a primavera

cucito nella luce della bontà,

il regalo più bello

figlio della solidarietà.

Per la Giornata internazionale della Solidarietà umana

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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scende in silenzio
d'una carezza lieve
a tratti bisbiglia
intorno coprendo d'ovatta

poi a passi felpati
ammanta
nei fiocchi a treccia
elegante
la dama bianca

ed è neve
che viene per noi
mai vecchi
sempre bambini

mentre corri ancora
ansimando a scuola
borsa di cartone
sfondata
matita e gomma
un quaderno sporco
per strada

come eravamo contenti
noi compagni
solo d'un pupazzo
scopa in mano
carota al naso

e come vorrei tornare
alla vecchia stufa a legna
ai dispetti tra banchi
anche finire dietro la lavagna

ma veniva giù
tanta neve
che era una bellezza
noi in piedi
al cinema d'essai

stretti d'un brivido
per sempre
io e te




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Profilo Autore: puerlongaevus  

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Ricordo una via nel paese,
Dove vivevo senza spese,
Un jeans strappato e un giubbino,
Tutto il di' a far casino.

La strada come palestra di vita,
Tra gente con la fedina poco pulita,
Imparando come girano le cose al mondo,
Galleggiando senza toccare il fondo.

Così è andata e indietro non si torna,
La pediatra un'altro me non sforna,
Ma nulla rinnego e nulla rimpiango,
Io e le mie scarpe sporche di fango.

Quei ricordi tornano alla mente,
Lo fanno in maniera prepotente,
Oggi mi guardo e ringrazio il Signore,
Ringrazio di non esser stato mai a San Vittore.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Delicata presenza

tra silenzio e parole, 

in un vivo pensiero, 

si fa vivida essenza.

Il percorso è vivace, 

tra vicino e lontano,

ci si sfiora la mente. 

E il pensiero qui tace.

Traballante nel cuore, 

sotto strati di notte, 

una stella s'accende

senza fare rumore.

Ma la luce risuona

sulle magiche note

di una sola canzone. 

Al sognar s'abbandona.


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Profilo Autore: MArTe  

Questo autore ha pubblicato 40 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Vivo nella mia realtà
Una fantasia inebriante
Che scandaglia umori
Per lenire i dolori
Cosa ne farò dei sogni
In questa calma apparente
Che avvolge
Un mondo inesplicabile
Non c'è una sola strada
Per raggiungere le stelle
Quello che scrivo scorre
Nel limbo della solitudine
Tu non puoi sentire
Ciò che vorrei dire
Ho poco tempo
Per essere me stesso
A due passi dall'inferno
Sul bordo dell'abisso
E così vivo tra luce e ombra
Cercando un senso
In ogni parola che completi
Un’astrusa esistenza.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Alleato nel lavoro dei campi,

aggiogato da umili contadini,

c’è chi ti mette innanzi al carro,

se scappi ti chiudono la stalla,

in un uovo ritrovo il tuo occhio,

nel pomodoro ritrovo il tuo cuore,

una ricotta mi ricorda la tua razza,

mi giunge all’orecchio il fiato tuo,

nel silenzio di una grotta.

Al buio un bue prende il bus.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

Questo autore ha pubblicato 125 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
quel batticuore -
su finestre appannate
disegno love
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

Questo autore ha pubblicato 445 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Il bello
della favola ad ogni costo
ci trascina in realtà distanti

tra i sobborghi dei sogni
periferie raggianti
di città cadenti
a pietrificare i sensi
rendendoli capaci
d'incastonarsi.


Mentre esule il pensiero
s'allontana, pare indegno
di partecipare a quella mensa
ad arte preparata, dove il cuore
non reagisce più con amore
vuole risplendere di scalpore
- in un bisogno crescente -


E regredisce la rotta
della specie corrotta
che cerca luce
tra le stelle
e si genuflette ad elemosinare
il diritto di vivere
nonostante tutto.



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Profilo Autore: Bowil da Wilobi  

Questo autore ha pubblicato 197 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Il Natale dei giusti

si sbriciola per il mondo

come un momento sospeso

fra il dubbio ed il vero.

Il Natale dei giusti

gioca col cielo delle speranze,

con la poesia degli uomini

dal cuore ancora onesto,

con l’anima in declino

di chi pensa solo ad odiare.

Il Natale dei giusti

lacrima sulla coscienza

come un incanto d’amore

caduto sulla terra.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Quartine di settenari a rime baciate o alternate scaturite leggendo su un sito il commento di "giorgiog1" al proprio testo «Long-eared bat».


Che poi tra draculina
e vecchia warfarina
la prima agisce meglio
e allora resto sveglio:

magari pipistrelle
mi vengono a baciare
sotto ridenti stelle
e posso poi saltare

la solita pastiglia
che devo tagliuzzare
con lama di conchiglia¹
per poter ben dosare


¹: il warfarin è un farmaco che va dosato con estrema precisione in base ai risultati di periodiche analisi del sangue; la mia dose quotidiana la taglio con un apposito portapillole che ha forma di conchiglia.


06/12/2024


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Profilo Autore: ioffa  

Questo autore ha pubblicato 816 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Messer Goffredo, cavalier ruffone,
maldestro di spirito e con lo spadone,
ch'a tante battaglia ave bellato,
ma in tutto ahimè, ven sempre menato.

Un dì decise: "Han da farmi sergente!"
salì a cavallo ed uscì dal castello,
guadando arzente il vicino ruscello.

A tentare quel gesto zardato,
nel torbido fango si trovò affondato,
"Ahimè ch'el destin mai m'ha sorriso!"
gridò bagnato con volto deriso.

I contadini del campo vicino,
risero forte del Goffredo destino,
"Messer Cavaliere, nel rio sei finito,
e questa disfatta t'ha proprio tradito."

Montata la sella e tornato alla via,
scrutò i beffi con occhi d'arpia,
"Questa faccendo di qui non esca!
già dell'orgoglio mio poco ci resta..."
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Profilo Autore: VonBullow000  

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Disarmante" è cosa bella:

via corazze, giù gli scudi.

Siamo bocche ed occhi nudi.

Siamo sole che riscalda,

siamo acqua dolce e fresca.

Nell'attesa che rinasca

quel sorriso in primo piano, 

siamo rime e siamo sere,

specchi rotti, storie vere.

Se la luce è troppo forte

ci vestiamo con la notte:

giacca nuova ed ossa rotte.

Nella nebbia volteggiamo

su noi stessi, tentennando. 

Stiamo solo un po' sognando. 

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Profilo Autore: MArTe  

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