Quartine di quinari a rime alternate (una impropria -ermo/-erno).


È asciutto il viso,
son secchi gli occhi
mentre sto assiso
e odo i rintocchi

delle campane
del tuo villaggio;
m'abbaia un cane
senza coraggio,

sta tra le gambe
del suo padrone,
le sfiora entrambe
con convinzione.

Mentre m'abbaia
pare un ossesso
che a centinaia
di morsi al fesso

vorrebbe dare;
ma resto fermo
nel mio pensare
al freddo inverno

che mi circonda
e con rigore
pure sprofonda
dentro il mio cuore.

Freddo il giardino
che mi circonda,
e il cuoricino
ch'è senza sponda,

pronto a cascare
sempre più in basso
mentre a latrare
passa il gradasso.


13/12/2024


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Profilo Autore: ioffa  

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Una donna scalza
E il suo cappotto in una stanza 
Sopra un tavolo disadorno 
Nell'antro di un'attesa 
Osserva distratta
Una luce astratta
I suoi piedi sfiorano il pavimento 
Cullando la memoria del silenzio 
Mentre le ombre assillano l'ovunque
Estasi e inquietudine si affastellano
Nella morbosa oscurità del tormento
Che avvolge il cuore del mio tempo.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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   Ora, che nessuno ci vede
   portiamo a spasso gli occhi e
   se i nostri oceani non si sono
   rivelati altro che pozzanghere, almeno
   possiamo dire che abbiamo circumnavigato l’equatore
   - con due barchette, di carne soltanto nostra - .

I remi
sono i palmi scorticati, sotto le bufere
dove il mare morde chi non immerge i pensieri
come un cane rabbioso e geloso del nostro essere  
che sfida la vita anche se a tratti arranca, e poi esplode
sulla superficie ruvida
di creste d’onde
- carta vetrata che gratta -

Il vento
oh… questo vento senza pace
è un urlo scatenato
che piega l’aria e le vele - parole -
che rivoltano i destini
e fanno ancora sorridere, soltanto per poco
ma è quanto basta perché l’apnea abbandoni i polmoni
non più malconci e torturati.

   Lieve procede il gancio, attorcigliando
   l’intestino ad ogni colpo di carena - adesso, come
   ogni adesso gemebondo al rintocco delle vertebre - .
   Schiocco muto la carezza, orgasmo di prue
   inchiodate sui cavi e l’asse, giovane isola che 
   non soccombe, a correnti di vecchiaia...

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Profilo Autore: sasha  

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Il tempo non mi appartiene
Vorrei poterlo controllare
Per non farti smettere di sognare
Io sono il nulla che vaga per il mondo
Tu il sole che irradia sorrisi con amore
Come potrei non udire quei silenzi
Che scorrono attraverso torridi anfratti
Per quanto possano essere lontani
I tuoi sensi sono fragorose onde
Che si infrangono nella mia illusione 
Prima o poi finirò nel tuo silenzio
Come un disco rotto
La vita non concede possibilità
A uno stolto
Anche se la tua anima è incantevole
Non dimenticarmi nella quiete.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Ti osserva attonito da tanti anni,
fare cose buone e anche danni,
è lì immobile in quella cameretta,
che preda degli acari par gridar vendetta.

Ti faceva compagnia quand'eri bambino,
la notte lo tenevi stretto vicino vicino,
ora che sei diventato grande e grosso,
dall'indifferenza il tuo animo è mosso.

Ma oggi per un attimo ti vuoi fermare,
negli occhi fisso lo vuoi guardare,
sembra che qualcosa ancora ti voglia dire,
sintonizzi il cuore e ti par di lo sentire:

'Ciao, finalmente sei qui vicino a me,
come quando nel letto eravam io e te,
quante tue lacrime sul mio pelo ho asciugato,
ora dalla polvere ahimè son accompagnato!'
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Come tazzine dopo il caffè

sole, macchiate, piene di "se..." 

Amaro è il sapore pungente

del liquido nero elegante

che riempie la bocca saccente

di un vuoto rumore pedante.

Sole, macchiate, piene di "se... "

come tazzine dopo il caffè.

Restan solo sguardi silenti

forse dubbiosi ed impazienti

con occhi di stelle cadenti

che sperano ancora sognanti.

Siamo tazzine dopo il caffè:

sole, macchiate, piene di "se..." 

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Profilo Autore: MArTe  

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Doppie ottave toscane ABABABCC ABABABCC DEDEDEFF DEDEDEFF.


Misantropo m’abbarbico nel bosco
e non mi sposterò per due o tre ore;
il cielo tende adesso verso il fosco
rendendo l'atmosfera del mio cuore
in quel tono ch'ormai ben riconosco:
confuso buio senza più stupore
tentando anche di spegnere il cervello
che troppo inutilmente m'arrovello.

Passai per giunger qui dal nuovo chiosco
in cerca d'una Strega (ma il liquore)
per rendere a tristezza un po’ più tosco¹
di calda cioccolata il buon sapore
sferzommi con lo sguardo troppo losco
temendo che restassi debitore:
si sa nel villaggetto che il borsello
ce l'ho bucato pur più del cervello.

Ho dato fondo a tutti i miei risparmi
cercando di non far brutta figura
e con la cioccolata sollazzarmi
placando ‘sì dell'animo l'arsura
con un assaggio d'alcool a scaldarmi
in questa sera d'umida frescura,
di strade un po’ bagnate e desolate
di genti tutte in casa rinserrate.

Del resto l'esser solo a tormentarmi
non è più certo cosa che procura
sorpresa quando vado a avventurarmi
qui fuori dalla tana mia sicura;
per questo molto meglio allontanarmi
nel bosco e nella solita radura
in cui le stelle appena ora svegliate
mi guardan senza ridere, garbate.


¹: tossico.


13/12/2024


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Profilo Autore: ioffa  

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Ferma riempio di pace le mie parole, 

volan nel vento. Sono quiete farfalle. 

Lancio provocazioni in mari profondi:

bolle di sapone con bordi pungenti. 


Sul viso un sorriso per stringere il sole

nella morsa di un tempo disfa parole. 

Ancora un momento per viver l'incanto

del tutto e del niente: un abbraccio costante. 


Cammino, mi fermo, rimbalzo, dipingo

di colori sgarcianti il cuore scompongo. 

Di voci e ricordi, profumi e carezze

riempio mille valigie, inspiro bellezze. 

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Profilo Autore: MArTe  

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Rivisitazione e interpretazione personale dei vari miti di Aci e Galatea. I nomi dei personaggi sono cambiati per motivi di metrica, rime e altro ancora.


Poliscemo un ciclope di Sicilia.
Galantina una ninfa affascinante.
Aciaugello un bel giovin aïtante.
Questi gli attor che questo mito affilia.

Poliscemo che amava Galantina
volle un dì dichiararsi alla sua bella,
“Stai con me, dolce ninfa pastorella,
che ho di pecore almen ‘na novantina

che vivono con me nell’antro mio
e latte danno e cacio in abbondanza
sicché di cibo non avrai mancanza
e d’altro bene non avrai disio”.

Ma Galantina al ciclopaccio disse:
“Ma tu non sai di avere un occhio solo?
Come amarti potrei se non per dolo
come se l’anima mia solo ambisse

ad aver cacio e latte per la vita?
io sono amante in ver di poësia,
d’essa vivo e d’amor e, chiaro sia,
la minchia d’Aciaugello m’è gradita”.

“Vuoi metter la sua minchia con la mia?
Son ciclope e ho tutt’altre dimensioni,
per non parlare poi dei miei coglioni,
Tu credi che sian doti purchessia?”

Lei rifiutò e allora Poliscemo
che, pur grezzo, sapea suonare il flauto
col suono l’attirò, però fu incauto
ché gli sfuggì “Insieme suoneremo

io col mio flauto e tu con l’ocarina”.
Lei tosto scappò via, poi di nascosto
Aciaugello raggiunse nel lor posto.
Ma il ciclope cercando Galantina

di notte la trovò che al chiar di luna
facea con Aciaugello un bel duëtto,
l’ocarina avea lei, lui il clarinetto,
ma nol conclusero per ria sfortuna

ché Poliscem, di lava preso un masso,
massacrò d’Aciaugello il bell'augello
subito dopo l’attimo più bello,
ultimo canto suo, ultimo squasso.

Morì pur Aci senza più l’augello
e da Zeus Galantina infin ottenne
il sangue dell’amato aver perenne
qual acqua che formasse un fiumicello

che ancor dall’Etna vien col nome d’Aci
e fino al mar precipitoso arriva
dov’è ferruginosa una sorgiva
rossastra polla detta “ ’u sangu d’Jaci”(*)

(*): il sangue di Aci

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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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La notte macina la strada
divora vorace

i nervi tesi

Alle prime luci

l'alba

Risalgo dal cancello di ingresso
i miei fili d'erba
e la pietra bianca 

Qui il vento sibila parole lontane

Alcuni vivono

nascosti.

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Profilo Autore: Lilith50  

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C'è un pensiero ricorrente
Che debilita i confini della mente
Scaturito da incommensurabili mancanze
Sono cirri in cerca di speranze
Utopie che vorrebbero vivere per sempre
Manifestando sentimenti
Attraverso la libertà di cause innocenti
L'amore mi sorprende ancora
Quando inciampo tra le rovine
Della mia specie 
Visioni argentee scandagliano sospiri
Esaltando l'armonia di vite inespresse
Ma quanti salti poi si compiono
Per eludere estatiche presenze
Mi chiedo chi potrebbe urlare al cielo
La nobiltà di un vero credo
Nel frattempo percorro silenziosamente
L'aspra illusione di un tramonto.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Quanto amore nel mio cuore,
quanta sofferenza nel
vedervi soffrire.
Le cattiverie corrono veloci 
ed io che guardo , il mio cuore 
fa colmare di dolore. 
Perché amici belli a quattro 
zampe sempre di più non vi amano 
non hanno quei gesti gentili 
per voi che l'unica colpa è  starci 
vicini. Vi annullano ,vi schiacciano 
mentre in  voi nessun odio.
Ci amate nonostante tutto
ma noi non consideriamo
più  nessuno immagini da far star
male
invadono il web ,perché tanto 
odio ,perché ,basta a tanta violenza
il mondo si ribella.
Amore per voi amici così
speciali vi deve accarezzare 
per un dolce domani.
Combatteremo faremo
confusione per voi che non avete voce.
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Profilo Autore: Rita Angelini  

Questo autore ha pubblicato 31 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Due strofe di settenari rimate con schema “intrecciato” abababxx yxyxyxbb.


Tra poco vien Natale
ma io sul calendario
già cerco Carnevale
ch'essendo gran falsario
la maschera speciale
con riso straordinario
mi lascerà indossare
invece di frignare.

Ma c'è San Valentino
in mezzo da scansare
e quello è un gran casino
che porta a rimarcare
il solito destino:
non la potrò baciare…
E il cuore più precario
si sfoga nel diario.


10/12/2024


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Profilo Autore: ioffa  

Questo autore ha pubblicato 817 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Nun appena a Ddicembre 'a vernata trase:
è ggià aria 'e festa 'int'ê strate, int'ê ccase.
A Nnatale luceano ll'abete addubbate...
e ttutte 'e presepie c' 'o bbammeniello nato.

Splenneno 'e llumminarie pe ttutto 'o paese.
'A Madonna surride ê fedele 'int'ê cchiese.
Na zampogna se sente 'int'a nu vicariello,
sona doce doce: "tu scendi dalle stelle..."
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Oh Eirene

Oh signora della pace

Quando pensi che la guerra sia finita

Finita non è.

In questo grigio inverno,

Piegati dagli oppressori d’animo vuoti

Che han tradito i giuramenti scritti col sangue,

Siamo prigionieri di dogmi indistruttibili,

Guardandomi attorno

Il giorno sembra notte,

Nasciamo piangendo,

Viviamo piangendo,

Moriamo piangendo,

è tutto un diluvio di lacrime

Che ricopre la Terra intera,

Che pace è mai questa!

Se nella pace c’è la guerra!

Il mondo chiama,

Non ha smesso di sognare,

Un coro di voci si innalza nel cielo,

Gli occhi si accendono,

La furia si infiamma

E forte soffia un vento senza fine,

Tutto trema.

Non è follia,

è l’energia di Libertas,

Oh Libertas

La tua energia brucia nei nostri cuori,

Col tuo diamantino sguardo

In un cammino eroico ci guidi,

Con astuzia sfidiamo la tempesta

Trasformando la realtà.

I cuori si apriranno,

Dal buio arriverà il giorno,

Di un azzurro limpido si tingerà il cielo,

Sarà tutto un gran risveglio

E il regno dei colori

Avvolgerà la Terra intera,

Eirene e Libertas fondendosi vinceranno

Perché non c’è pace senza essere liberi,

In questa gioiosa unione

La vita trionferà.

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Profilo Autore: 5wizard5  

Questo autore ha pubblicato 24 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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