In volo sulla città abbracciati:
puoi vedere la casa rossa, la chiesa
al confine con l’orizzonte e l’aria
di pioggia. Poi l’orologio astrale
da fermi, c’è da aspettare in coda
il ritorno dell’onda di piena dell’amore.
E la scrittura in punta di penna dei fiati
in sincrono, la curva di fuoco e la discesa
agli inferi del peccato: è millenaria
la storia degli amanti dell’aurora boreale,
che il cielo regga o che poi esploda
poco importa, se cambia di nuovo colore.
E se vedi la cintura d’Orione nella stanza
viola, è perché la sentenza delle stelle
è scritta su coltri disfatte, ogni piega,
ogni ondulazione della stoffa è un indizio.
C’è poi la trama del romanzo a legarci
alle sponde del letto di redenzione:
scrivimi fermo posta, firmerò per quietanza
ogni verso appeso alle lune gemelle
del talento e poi cercherò una strega
di scuola egizia per celebrare lo sposalizio
nelle acque rosa confetto. Dimmi che amarci
è questo: un canto stonato di liberazione.
Classico sonetto.
S'abbatte senza sosta acqua dal cielo
in questa notte nera senza stelle,
s'abbatte dai miei occhi sulla pelle
un pianto che soltanto al buio svelo.
Non è l'inverno ch'al mio cuor dà gelo
mentre a tentoni avanza su stampelle
in un silenzio che feral divelle
secca azalea dal fragile suo stelo.
Brividi stan salendo per la schiena,
lividi stan dolendo sul mio petto;
vedo soltanto nero sulla scena.
Non so perché nel buio ancora aspetto
immaginando un canto di sirena
invece di dormir in questo letto.
06/12/2024
della Terra e del Cielo e d’ogni cosa
fa ch’io, così appagando il mio desio,
qual albatro che sulla tolda posa
spicchi nei cieli un volo senza meta
da un vento sconosciuto trasportato
delle nuvole principe poeta (*)
fino a quando, del cielo inappagato,
invochi il Dio Signore ornitomorfo
del Cielo e della Terra e d’ogni cosa
per diventar ancor ragazzo amorfo,
quel che viver potea soltanto in prosa.
Ma avendo appreso che vuol dir volare
sospinto da tal alto magistero
potrei su clivi e colli volteggiare
con l’ali mie dorate del pensiero.
(*) Le poëte est semblable au prince del nuées
Il natale del dolore
inzuppa scorze di speranze
e per le vie del cuore
la luce si abbottona
ai calendari dei ricordi,
come questa neve
che lenta consuma
i desideri irrealizzati.
Il fumo dei comignoli
squarcia un cielo
gravido di stelle,
fuma una tazza di thè
fra le mani tristi,
singhiozza un carillon
di nenie perdute
a ricordarmi con nostalgia
che Natale è ancor.
Speciale, questa notte
che non vuole finire
tra le braccia della luce,
sottovoce al chiarore
della luna, l’abbraccio
è nella traccia del finale
da scrivere nel futuro.
Poi la sveglia precoce
alla foce del piacere,
l’alfiere di guardia
alla torre del peccato
sceglie di non vedere l’impuro
dell’amore a schermo intero.
Col silenzio che scuce
ogni frame stellato, in nuce
c’è il paradiso degli umani,
tra le dita, tra le mani:
il poeta ha riscritto le parti
incomplete dello spartito divino.
come dita sottili una chitarra
Fra le dispense chiuse a chiave
sfondate da chi sgarra
Il mondo a un certo punto si sdraiò
sopra il lettino
Con l'intestino andato per i dubbi:
sarà "comò" o "comodino"?
Ma il fuoco c'era eccome nel vecchiume secco
di una donna sola che accumula di tutto
Una canzone che stona, d'inverno lo scirocco
Le fasi della felicità son le stesse del lutto
Caddero sanguinari
per mano di altri sanguinari
e cadde la semplificazione critica
nella glorificazione dei diari
Cadde, cadde di bicicletta
chi per natura vive di rotelle
ma comunque fermo aspetta
Il mondo rimugina depresso
sul lettino di pelle nera
Non è colpa sua se è così complesso
e piange come piange una candela
Il mondo che si scorda numeri e nomi
Tanto stagnano nell'acquasantiera di Silente
Ai loro tempi risolvevano coi manicomi:
siamo la prova che non hanno risolto niente.
Il fuoco ora accarezzava i confini
degli spazi assegnati dalla Commissione dei Camini;
il fuoco ora invadeva la casa:
è il solo modo per uscir dalla cimasa.
La luce del Natale
scrive l’amore nelle case:
è un bacio fra cielo e terra
ad abitare dicembre
come un fazzoletto di stelle
appuntato su una gelida grotta.
La luce del Natale
disarma i cattivi propositi,
profuma di fragili ricordi,
è inchiostro di pace a venire,
è l’abbraccio di Cristo al mondo
che spesso nell’errore lo rinnega
chiudendogli il proprio cuore.






