sono quelle che temo,
mi sfugge il senso,
il sentirmi solo un elemento
che cerca attinenza con il resto
è il sintomo che a quel luogo non appartengo
Le mani sollevate,
come quelle preghiere recitate,
mentre un colpo di vento,
nel giusto momento
apre, sbatte finestre,
e spegne candele,
sembra voler difendere
quella che non è solo fede,
ma un'invocazione di comprensione
e un sincero dispiacere.
Ricordo quel solenne gesto,
a cui faccio spesso riferimento
a volte mi chiedo,
se le risposte le ho già dentro,
in quel che sento,
o per destino, un segno,
come quando ascolto una canzone
e reputo migliore
un'altra interpretazione,
per intensità di immedesimazione.
E' quello che mi danno anche le persone:
cercano di dammi tutte sé stesse
nel male o nel bene
cerchiamo la stessa intonazione,
ma l'interpretazione dell'amore,
non è universale per tutte le coppie.....
Riavvolgerei questo pensiero molte volte,
leggeri all'infinito sempre le stesse parole,
farei un'analisi accurata del passato,
per vedere se mi son persa qualcosa,
per capire in cosa ho sbagliato,
quello che ancora non mi è chiaro,
ma sarebbe come il dedalo della mia mano.
C’è chi mi ha regalato ingressi omaggio ad un incrocio
chi ha messo sul parabrezza, un buono sconto
e invece tu, senza rendertene nemmeno conto
mi regalavi un sorriso, in cambio del mio broncio
C’è chi ha messo un invito nella cassetta della posta
chi un campione di profumo nella mia bustina
e invece tu solo standomi vicina
mi regalavi un sorriso senza farlo apposta
C’è chi mi ha dato forse per avere dopo
e chi mi regalava solo perché aveva in mente uno scopo
invece se ti guardo in questa notte non lo trovo
altro motivo che sia…
l’amarci troppo
Sarà bello vederti uscire,
poterti tenere sulle mie mani,
guardarti fragile e non capire
cosa sarà il domani.
Sarà triste in certe sere,
quando ti chiuderai in camera a piangere
e sentirò singhiozzi soffocati dal cuscino
e ti lascerò la cena accanto al comodino.
Sarà uno spauracchio per il cuore
quando farai ritorno a notte inoltrata,
quando ti sentirò far piano sulle scale
con tua madre ai piedi del letto alzata.
Sarà dura fregarmene altamente
quando inizierai a rispondermi male.
Quando indosserai delle cuffie per non sentire niente
credendo che nessuno capisca il tuo dolore.
Sarà un casino dirti cos'è il mondo,
stento a credere che anch'io l'avrò capito.
So solo che ogni tanto toccherai anche il fondo
perché l'amore non sarà finito.
So che mi chiederai come nascono i bambini
e sarò goffo nell'usare le metafore più strane,
magari ti parlerò di esseri simili ai girini
e tu mi dirai "Che c'entrano le rane?"
A quel punto capirò quanto sei informata.
Saprai usare il futuro come una spada il cavaliere.
Ma credimi per imparar la vita
dovrai lasciare il cuore in balia del mare.
Sarò orgoglioso in certe domeniche di pioggia
nel vederti addormentata sopra un libro aperto
o quando correrai in costume su una spiaggia
con il sole finalmente lasciato scoperto.
Non so ancora il tuo nome né chi sarai da grande
né chi sarà tua madre ma di certo sarai un dono.
Non smettere mai di fare le tue domande
e non credere mai a chi non crede nel perdono.
profumata di un vento estivo
il suono di un piano
si confonde con l'erba
atroce tortura
il rimpianto stordente
di una vita passata
ai margini di una nota
di cose pensate
non vissute
di visi sbiaditi
in una foto
suona i tasti
la malinconia
di vita pensate
non consumate
racchiiuse
in lacrime cadenti
su mani ansiose
negli ulltimi spasmi
di una sinfonia
afona
ai colori
della vita.

Oracolo del mondo
consapevole purtroppo
di tanta ignara nebbia,
vagava ovunque
ti ho vista!
Bastarda,
effimera inquietudine,
di caldo amabile conforto ti uccide,
di serena ignoranza ti nutre,
ignaro cresci nel grembo suo,
partorir ti vuole
nel suo inferno.
Arrangiata mimesi
è il batter mio,
mi vorresti uccidere!
Guerriero spartiato
son stato battezzato,
ti illudi fortemente
“lo giuro”
non riuscirai ad abbattermi
la mia stella
brilla
gloriosa lassù.
senza posare il suo profumo nell'aria,
sarà che oggi scompiglia i miei capelli
con una carezza di schiuma di mare,
fino a darmi l'anima di sale e di sole
nella sabbia dorata
lasciando in un abbraccio
il suo caloroso segno!
contro il proprio sangue
versarlo, calpestarlo, così
girare le spalle
lasciarsi le vittime dietro
dimenticarsi loro
gli anni passati insieme
come se niente fosse
se non fossero esistiti
e non piangere nulla
Ti amo, ti odio, tu muori
sono libero ora
senza te, senza loro, solo
è solo sangue, nulla
lavo la colpa, sono nuovo
dopo i baci, lame
sul collo, sul viso e dentro
urli, piangi, ma perchè?
Perchè ora non vi voglio più
senza di voi avrò lei
Giacciono cuori spenti lassù
una donna, due bambini
vite spezzate dalla follia
anime innocenti
stroncate dal loro eroe
dal loro padre, marito
per una donna che dice di no
per un solo capriccio
possa ora questo cammino
essere senza mostri.
alti... bassi...una festa
sprizzano gioia, felicità.
E’ stata sempre li da secoli
ma solo adesso
la vedo in tutto il suo splendore.
Ammirarla profonda emozione
mentre il sole illumina
ogni getto
danandogli
riflessi particolari
sfumature magiche.
Forse sono io
che vedo felicità
anche nell’acqua
e il mattino si accende
di particolare luce
quella dell’anima, del cuore.
ed il colore di un ciliegio
sventola il vestito
fatto di primavera
muovono le danze
passi negli sguardi
dietro il sorriso
il minuetto del tempo
lento lo scorrere
del fiume azzurro
bagna e ridona
vita al passato
battito di mani
canti nella mente
ancora nella forza
il minuetto del tempo
minuetto della primavera
prima un passo
e poi un altro ancora
senza mai fermare
occhi un su
occhi in giù
parlano ancora
di quel che sarà
Al vento offro le lacrime
riempendo il vuoto di echi distanti
parlando alla sera dei ricordi
scandendo ogni carezza
Solo il tempo sa
quanto t'ho amato e t'amo
mai in bilico sui sensi
ma sempre di fuoco ardente
Giulivo stasera sorrido
nel cuore tace ogni bufera
e guardandoti negli occhi
svanisce ogni dolore
Mi respiri sulle gote
mi perdo e mi consumo di gioia
nel silenzio di una nota
e nuovi fiori nascono in te
che non vedo stasera
non c'è
il confetto che spettava a me
die Stern !
ma il suo globo zentral
di denso fuoco eccome se c'è,
sbraita continui no ai lumini sullo sciacquio del mare
con denti accavallati che si aprono dalle vie -
che so divorasse per me
dalle gambe
il primo passante.

mi trovavo una mattina sul fiume che va sul mare
per motivi folli, talmente folli che non vi dico
basta sapere che stavo sul fiume che sputava nel mare
e che avevo una lettera da consegnare
guardando il fiume, per farla proprio breve
ho studiato gaugin van gogh e tutti quei pittori là
non me li hanno fatti mai capire i libri o i professori bacati
finalmente lì ho capito l'effetto dello sguardoflash in superficie
della superficie
ho studiato certamente meglio dell'esame di storia dell'arte contemporanea
un trenta immeritato come tutti, preso senza aver capito van goh gaugin e gli altri lì
insomma non che sia più importante del pranzo dopo
ma sta roba una sessantina d'anni fa, o in qualche club fetente
faceva poesia
Amami
come l’edera al muro
semplicemente, totalmente
senza aspettarti di più
nel tempo che delimita
che trasforma
nel tepore dei cuscini
teneramente come sai tu
con dolcezza infinita
senza dubbi
completamente
senza attese, senza silenzi
come una novità
con allegria
come il mare, lo fa con il cielo
sinceramente
come finora
instancabilmente
perché non ne posso fare a meno
acqua nel deserto











