Sarà bello vederti uscire,
poterti tenere sulle mie mani,
guardarti fragile e non capire
cosa sarà il domani.
Sarà triste in certe sere,
quando ti chiuderai in camera a piangere
e sentirò singhiozzi soffocati dal cuscino
e ti lascerò la cena accanto al comodino.
Sarà uno spauracchio per il cuore
quando farai ritorno a notte inoltrata,
quando ti sentirò far piano sulle scale
con tua madre ai piedi del letto alzata.
Sarà dura fregarmene altamente
quando inizierai a rispondermi male.
Quando indosserai delle cuffie per non sentire niente
credendo che nessuno capisca il tuo dolore.
Sarà un casino dirti cos'è il mondo,
stento a credere che anch'io l'avrò capito.
So solo che ogni tanto toccherai anche il fondo
perché l'amore non sarà finito.
So che mi chiederai come nascono i bambini
e sarò goffo nell'usare le metafore più strane,
magari ti parlerò di esseri simili ai girini
e tu mi dirai "Che c'entrano le rane?"
A quel punto capirò quanto sei informata.
Saprai usare il futuro come una spada il cavaliere.
Ma credimi per imparar la vita
dovrai lasciare il cuore in balia del mare.
Sarò orgoglioso in certe domeniche di pioggia
nel vederti addormentata sopra un libro aperto
o quando correrai in costume su una spiaggia
con il sole finalmente lasciato scoperto.
Non so ancora il tuo nome né chi sarai da grande
né chi sarà tua madre ma di certo sarai un dono.
Non smettere mai di fare le tue domande
e non credere mai a chi non crede nel perdono.

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